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Il terremoto del 1846
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immagini
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Nell''800 due eventi sono ricordati per aver segnato il paesaggio rurale nella Val di Fine |
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Il terremoto del 14 agosto 1846
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Ricordo del terremoto del
1846 all'Acquabona![]() |
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Negli anni
'60, la costruzione della ferrovia Maremmana.
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Casello di via
Preselle
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Casa cantoniera al Podere Sambuca | Casa cantoniera alle
Fabbriche
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Casotto di guardia alle Fabbriche | Vecchio passaggio dei binari alle Fabbriche | |
Casotto di guardia sulla via Emilia | ||
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Stazione Castellina |
Stazione Acquabona
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Stazione Acquabona/2
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Casa cantoniera di
Maccetti
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Casa Cantoniera di
Macchiaverde
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Stazione di Santa Luce |
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Dal 2004 linea elettrificata ![]() ![]() |
Casa Cantoniera alle
Gusciane
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La stazione di Vada | |
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L'inizio del tratto verso Pisa | Il binario unico elettrificato | Il passaggio a livello dei Polveroni |
![]() Nel 1861 Vittorio Emanuele II° sceglie Firenze come capitale del Regno, che resterà tale fino al 1871. Nel 1861, in concomitanza con il suddetto avvenimento, fu dato inizio alla costruzione della linea ferroviaria Pisa - Collesalvetti - Vada. Alla fine del 1860 la Toscana aveva 330 chilometri di linee. Lo Stato Pontificio a sud (ultimo fra gli stati italiani a dotarsi di ferrovie), inaugurava nel 1859 la Roma - Civitavecchia. Nel 1861 la "Società delle strade ferrate Maremmane" costruiva la ferrovia Pisa - Collesalvetti - Vada che proseguiva fino al Chiarone, ovvero al fosso di confine fra lo Stato italiano e lo Stato pontificio e fino al Chiarone si limitava il concorso toscano e italiano per la ferrovia di Roma. Con deliberazione del 22 Gennaio 1862 il Comune richiese una stazione ferroviaria su quella linea alle Fabbriche nel podere del conte Mastiani. Il Comune dimostrava come Rosignano, in tutto il tratto da Livorno a Grosseto, avesse la maggiore importanza di ogni altro Comune intermedio, sia perché Capoluogo di Distretto, con pretura civile e criminale; sia perché ivi risiedeva la Delegazione del Governo e l' Ufficio del Censo, e contava 6500 abitanti, di cui 4000 nella propria terra: sia perché aveva L. 166.000 di rendita imponibile, senza contare i grandiosi miglioramenti agricoli dopo le stime del catasto del 1832; sia perché vantava meriti patriottici avendo la sua gioventù concorso, numerosa e volontaria, alle patrie battaglie del 1848, 1849, 1859, 1860.
La stazione fu
accordata e costruita presso Poggiberna. La linea entrò
in funzione nel 1863. Due volte al giorno il convoglio,
passando per Colle Salvetti, Acciajolo, Orciano, sostava
nella stazione di Acquabona, nell'immediato entroterra di
Rosignano, donde proseguiva per Cecina e viceversa. Erano
gli anni nei quali a Castiglioncello si andava attivando
la "Scuola dei Macchiaioli" in casa di Diego
Martelli e la stazione dell'Acquabona facilitò assai gli
spostamenti.
Il tracciato originario di questa ferrovia fra le
Melette e le Fabbriche era diverso da quello attuale
poiché seguiva completamente il Fine, che traversava ben
quattro volte su altrettanti ponti. Nell'Ottobre del
1872 un memorabile disastro per una piena straordinaria
della Fine, che portò via i quattro ponti in ferro, mise in
pericolo quella stazione. Un treno diretto nel cuore della
notte si trovò bloccato nella stazione stessa e tutti i
viaggiatori provenienti da Roma dovettero salire a piedi
in paese, ove furono ospitati presso diverse famiglie. La
stazione, malgrado le proteste di Rosignano, fu chiamata
di Acquabona e soltanto nell'anno 1872 preso il nome del
paese. La strada di accesso a detta stazione, fu costruita
nel 1865, dopo lunghe controversie circa il suo tracciato,
il quale, secondo alcuni, doveva svolgersi a tramontana e
partire dalla via dell'Acquabona. Dopo il disastro del
1872 la linea e la stazione furono spostate in Comune di
Castellina Marittima. Il 14 Novembre 1863, nella occasiono
dell'apertura all' esercizio della ferrovia fino al
confine della Toscana con l'allora stato pontificio, S. M.
il re Vittorio Emanuele II.°, che inaugurava la ferrovia,
sostò alla stazione dell' Acquabona, ricevendo gli omaggi
del Municipio e della popolazione festante. A rendere più
solenne e dignitosa la cerimonia, il Comune aveva fatto
venire la banda di Montenero.
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