Castiglioncello ieri   

Nave Foscari Nave Valverde Le navi tedesche La rotta del Foscari La rotta del Valverde I relitti a Punta Righini Il relitto del Valverde Il relitto del  Foscari oggi Le quattro vittime Agosto 1944 - Winston Churchill ed il generale Clark a colazione nel parco dell'Hotel Miramare 
(foto D.A.V.A.)
Agosto 1944 - Castiglioncello - Churchill riceve un omaggio floreale dalla bambina Marta Fischer. (D.A.V.A.) Vedi sotto. 1944 - Churchill ricambia il saluto uscendo da piazza della Vittoria verso Livorno. A dxa il palazzo Ginori poi sede del Bar Centrale dei F.lli Oliviero e Lirio Rossi fin dal 1946 (Coll.G.Fabbri) Bruno Lami sul cannone in legno posizionato a 20 metri dalla passeggiata a mare in testa a Punta Righini. (Vedi sotto)
Celebrazione dell' 8 settembre 2013 Celebrazione dell' 8 settembre 2013
 

9 settembre 1943 Guerra navale davanti a Punta Righini (foto 1-8)
19 Agosto 1944 Winston Churchil
l a Castiglioncello (foto 9-11)

L'8 settembre 2013 nella pineta di Castiglioncello è stato ricordato dall'Amministrazione Comunale e dall'ANPI, l'episodio di guerra navale che il 9 settembre 1943, ha interessato direttamente il promontorio provocando quattro vittime (Foto 14-15).                    
               Il cannoneggiamento del Valverde e del Foscari

9 settembre 1943 - 24 ore prima l'Italia si era staccata dalla Germania e chi era sotto le armi non sapeva come comportarsi. Moltissimi cercarono di scappare, specialmente lontano dai tedeschi. Le navi che si trovavano oltre il limite del fronte, a nord, cercarono di raggiungere le basi alleate, specialmente Malta. La mattina del 9 Settembre due navi italiane, il Foscari e il Valverde stavano dirigendosi a tutta forza verso mezzogiorno quando due corvette tedesche, da fuori Livorno, cominciarono a cannoneggiarle. Il Valverde, carico di carbone, si prese due colpi davanti le Forbici; il Foscari arrivò di fronte a Caletta e lanciò una cortina fumogena per poi rifugiarsi dietro la Punta Righini davanti al Porticciolo. Anche le navi da carico o passeggeri in tempo di guerra erano armate e le due navi potevano rispondere al fuoco nemico con dei cannoncini. Il Valverde, ormai colpito, si indirizzò dentro al Quercetano poi, visto che il golfo era troppo aperto, andò a buttare la prua nel golfetto della Cianciafera, dietro al Godilonda. I marinai si buttarono in mare, alcuni feriti, e furono tirati in salvo dai patini dei paesani che li portarono al riparo ai bagni del Mannari, in fondo al Quercetano. I sei feriti furono portati all'ospedale dal Rossi che aveva il negozio sopra strada, uno alla volta, con la moto Guzzi. Il Foscari, al riparo della punta, poteva rispondere al fuoco seguendo le segnalazioni dei marinai che erano stati inviati sugli scogli per dirigere i tiri. Le corvette tedesche si ritirarono e l'equipaggio del Foscari, sceso a terra, si unì ai partigiani. Solo il capitano non volle abbandonare la nave in attesa di un fonogramma da Roma che, data la situazione, non poteva arrivare. Tonino Chiesa, parente dei Neri, che stava nel villino di Ghignola, cercò di convincere il comandante della nave ad affondarla per recuperarla alla fine del conflitto. Alla farmacia abitava un ammiraglio che era stato epurato perché ebreo, fu contattato e dette delle direttive, meglio, dei consigli, che furono seguiti. Angiolino Faccenda, detto Agonia per la sua magrezza, con la sua barca fece molti viaggi fino alla nave scaricando l'argenteria e le cose preziose che furono portate alla banca e tutte le carte nautiche e i documenti che furono ammucchiati nel magazzino di Portovecchio. Il Foscari era carico di farina e Angiolino, già che c'era, qualche sacco riuscì a metterlo in salvo: visti i tempi poteva garantire pane e pasta a volontà. Il giorno dopo, nel pomeriggio, i tedeschi arrivarono, via mare, e saliti a bordo del Foscari, constatarono che i motori erano fuori uso e i cannoni non avevano più le culatte e la fecero saltare affondandola. Rimasero fuori le bandierine degli alberi e molta nafta annerì la spiaggia. Il Valverde era rimasto con la prua fuori acqua e i paesani cercarono di arraffare tutto quello che era asportabile. I tedeschi cominciarono a recuperare il carbone stivato sulla nave dando il comando delle operazioni ad Ambertino Faccenda, detto "naso", che aveva simpatizzato con una ragazza italiana che stava al comando tedesco. Assunsero degli operai che, con le barche, portarono il carbone alla Cianciafera da dove, attraverso un viottolo, veniva trasportato intorno alla villa Godilonda dove le nere montagne erano alte come la villa. Coi barrocci cinque o seimila tonnellate di carbone finirono alla stazione da dove presero la via del Nord. Tempo dopo una libecciata ridusse in particelle il Valverde che sparì sotto i flutti e fu recuperato dalla ditta Neri di Livorno che si prese anche le eliche del Foscari e quanto di meglio potè recuperare. Al recupero di questa nave provvide la ditta Vestrini e, alla fine, ci lavorò anche Bruno Faccenda, che faceva il palombaro, con Alvaro, Ruffo e Iram. Il cannoneggiamento del «Pommer» e del «Brandeburg» (le navi tedesche) sul litorale di Rosignano Solvay, fu violento tra la baia di Crepatura ed il Monte alla Rena. Muoiono subito la venticinquenne Maria Teresa Marchione ed il commerciante Augusto Fogli 61 anni. Spira dopo un'agonia di varie ore all'ospedale di Cecina l'impiegato Danilo Balestri, di 42 anni. Rimangono feriti il giovane Luciano Lenzi e circa trenta marinai del «Foscari». La nostra terra paga il suo primo tributo di lutti ad un avvenimento bellico. Purtroppo la tragica lista, iniziata così, si allungherà poi, di altri e numerosi nomi. 
Da: "Dar tempo dell'etruschi ar tempo de' caini" di Castaldi-Rossi-Marianelli scaricabile dal sito.

Sull'argomento segnaliamo il volume di Gabriele Milani "Guerra a Castiglioncello" acquistabile nelle
edicole
e online (€ 16)

 

 

 

La bambina Marta Fischer della foto 11, appena adolescente, rimase uccisa dal treno mentre attraversava il binario davanti a casa sua al Quercetano, leggendo una lettera del padre. Aride Lami assistette alla tragedia .....tentò di avvertirla urlando, ma ogni tentativo fu vano. Lungo la ferrovia si trova ancora una piccola lapide che ricorda la tragedia. Era chiamata "l'americana" e quando avvenne il fatto, frequentava le medie "Dante Alighieri" nella sezione A. Era figlia del chirurgo estetico Arpad, pioniere nel settore all'epoca, e sorella di Giorgio, anche lui diventato famoso chirurgo estetico sulle orme del padre. (Per gentile concessione di Marcello Orazio)
La foto 13 è stata scattata da Beppe Lami e ritrae il figlio Bruno nel 1946, a cavalcioni su un grande cannone di legno tinto di verde rivolto verso il mare che si trova di fronte. Il cannone è posizionato a circa 20 metri dalla passeggiata a mare in localita' "Punta Righini", nel bosco della proprieta' Milani, seminascosto tra gli alberi, che lasciano posto ai cespugli che proseguono fino al confine che allora era di filo spinato. Per capire la posizione, immaginare che gli scogli della punta righini che si prolungano fino al mare sono di fronte, mentre alle spalle si trova la ex "Villa Tofano", che in tempo di guerra è stata requisita ed occupata per alcuni mesi dagli Americani, villa in cui la famiglia Lami ha abitato fino al 1951, anno in cui il proprietario Sergio Tofano (STO il "Signor Bonaventura") la vendette al Conte Bossi-Pucci. (Per gentile concessione di Bruno Lami e Marcello Orazio) Il promontorio di Castiglioncello fu uno dei luoghi preferiti dagli alleati inglesi e americani durante (e anche dopo) la seconda guerra mondiale. In tanti scelsero le ville situate in quello che tutt’oggi è considerato uno degli scorci più suggestivi della frazione rosignanese per avervi dimora. Tra queste anche l’edificio dell’Hotel Miramare. Vi abitarono, per alcuni periodi, personalità del calibro del generale W.Churchill, ed anche il generale Clark.  (Vedi anche su Castiglioncello oggi/Miramare ) (Dalla sezione Scaricolibri del sito puoi scaricare il documento "Churchill a Castiglioncello (19 agosto 1944) di Giovanni Spadolini")
Su Castiglioncello Cronache: "Niente bagno per mister Churchill. Castiglioncello estate del 1944" di Aldo Santini.
Anche il Miramare subì duramente il passaggio del fronte e gli anni immediatamente successivi, essendo stato requisito dal comando alleato nel 1942, cacciando fuori la proprietà, come scrive lo stesso Monti nel suo secondo volumetto di memorie
("Un oste di campagna" scaricabile dal sito) e restituito solo nel 1945 in condizioni devastate. Nel 1956 viene realizzato il quinto piano dell'edificio e modificata la scala di accesso che saliva al piano superiore all'attuale.

Biografia di Sergio Tofano nella sezione PERSONE           Biografia di Romolo Monti nella sezione PERSONE
Vai a Castiglioncello/oggi/villa Tofano
Vai su Cronache: "La paura del Signor Bonaventura. I Tofano 9 settembre 1943 bombe e fuga da Castiglioncello"
Vai su Cronache: Via di Rosignano Solvay intitolata a Sergio Tofano.

CHURCHILL
CI VENNE A TROVA’

Ir 19 agosto der quarantauattro
Castiglioncello viveva la su’ groria
la guerra se n’andava cor su’ spettro
e Winston Churchill lasciò la su’ memoria

Visse pe’ circa ’n giorno ar Miramare
cor Generale Clark che l’ospitava
poi la sfilata, fu come pe’ firmare
la su’ rionoscenza, che contava

C’era la ’uinta ’rmata lì schierata
mentre Winnie, in piedi sulla Gippe
riprese ’r viaggio, dopo la fermata
circondato da tutta la su’ echippe

Ci fu ’n ber fatto durante l’occasione
la Marta Fischer, piccola fanciulla
porse de’ fiori, creando un’emozione
al grande Winston in mezzo a quella folla

In seguito, co’ tempi più normali
e proprio lì all’ arbergo Miramare
furono consacrati l’ideali
che fan pensare e facci riordare

Giovanni Spadolini, con passione
parlò di ’uell’evento della storia
ora ’na lapide riorda la fusione
fra sentimenti veri e la memoria

Alberto Lami

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