Rosignano Marittimo  oggi 

Le case del podere: ex fattoria Grandi-Visconti al Giardino, all'inizio di via del Mondiglio.
Fattoria dell'Acquabona al Poggetto.
Agriturismo Poggetto 331. Nel 1700 monastero o convento dell'Arcivescovado di Pisa. Case coloniche a Maccetti. Nel riquadro lo stemma del Monte dei Paschi 
Ancora una casa colonica a Maccetti acquistata dal Monte dei Paschi a inizio '900 La casa del podere: casa al Saracino
La casa del podere: casa alla Selvaggia
In località Paradiso vecchio rudere con la colombaia sul tetto e carraia laterale. L'origine del toponimo deriva dal panorama visibile verso la costa.
 

Le case del podere

Tra i vari componenti del resedio, la casa colonica è certamente la più duratura nel tempo ed insieme al suo variegato universo di forme, rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del paesaggio agrario. La difformità continuata nel tempo e nello spazio è la caratteristica principale delle case coloniche, il risultato di uno straordinario adattamento all'ambiente circostante, alle necessità del lavoro e della famiglia. I vani principali (cucina, camere, stalle o magazzini),  rispondevano sempre all'esigenza della sistemazione più conveniente e funzionale, così come i locali secondari, che trovavano sempre il posto e il punto più adatto. Inoltre, scale, scalette e balconi, e perfino botole, permettevano al colono di spostarsi rapidamente entro il fabbricato. In collina, per dominare il circostante podere, la casa colonica era sempre edificata alla sommità del poggio ed orientata in modo tale da  sfruttare al meglio la radiazione solare nelle diverse stagioni, così da riscaldare i locali durante l’inverno quando il sole è basso sull’orizzonte e tenerli più freschi in estate quando è alto. (Da "Segni storici del paesaggio rurale" di Roberto Branchetti")    
                 Fattoria dell'Acquabona al Poggetto
La Pia Casa di Misericordia oltre a parte del castello di Rosignano aveva possedimenti che da Castelnuovo della M.dia arrivano fino al Chioma ed al mare. L'Arcivescovado pisano aveva acquisito queste immense proprietà nel periodo medievale grazie a donazioni pervenute dal marchese Gottifredo e dalla Contessa Beatrice di Toscana.
(Vedi anche Tripartizione fondiaria  sul menu di R.M.mo) (Da "Segni storici del paesaggio rurale" di Roberto Branchetti")
Agriturismo Poggetto 33
1. Nel 1700 monastero o convento dell'Arcivescovado di Pisa. Sulla porta il bassorilievo dell'Arcivescovo Angelo Franceschi (1718-1806) nel riquadro, identico a quello del Casone Nuovo di Vada (Vedi)
                                 Arrivano le banche
Nei primi decenni del '900, i grandi proprietari terrieri, sfruttando le favorevoli condizioni che il patto mezzadrile offriva ancora alla parte concedente, continuarono a dominare la scena dell'agricoltura locale. Non mancarono tuttavia ricche famiglie che, oberate dai debiti, videro i loro patrimoni rilevati da Società, Consorzi e Banche: un segno di questo passaggio è rimasto sulla facciata di due edifici posti in loc. Maccetti. In questo periodo la base fondamentale dell'agricoltura comunale era ancora costituita dalla cerealicoltura, ma i seminativi arborati avevano ormai preso il sopravvento sui seminativi nudi.
Da "Segni storici del paesaggio rurale" di Roberto Branchetti)

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