Rosignano Marittimo ieri  

Molino a vento anni '20 Anni '30 - Podere San Martino e Molino a vento in alto. In basso a dx il castro e la monta taurina dei Vestrini.

Il sobborgo Molino a vento negli anni '20 con la teleferica del calcare (Coll.L. Ulivi) e la monta taurina dei Vestrini.

  Il nome del sobborgo è dato dalla presenza di un molino a vento (oggi rudere) che nel 1832 figurava di proprietà del Conte Francesco Mastiani e poi fu del Fiaschi. In primo piano è visibile la protezione in legno dell'attraversamento stradale della teleferica che portava il calcare dalle cave dell'Acquabona allo stabilimento Solvay. Le fondamenta dei primi piloni vennero gettate nel dicembre del 1914 e i lavori proseguirono a ritmo sostenuto. Nel 1917 la teleferica era in pieno funzionamento mentre i carrelli carichi di pietra, risalivano la collina fino al «Molino a Vento» per correre poi giù, verso la pianura e la fabbrica. (Da "Controllo d'edilizia e costruzione della forma urbana - Rosignano e Castelnuovo 1815-1845" di Stefano Rossi) scaricabile dal sito.

Adunanza dell’8 giugno 1914. Si autorizza la filovia Solvay
Il presidente propone.
                                                                   Il Consiglio
veduta la Prefettizia del 2 giugno corrente n. 5896 relativa al progettato impianto di una funicolare aerea per parte della Dittà Solvay; veduta la legge 15 giugno 1907 n.405 e l’articolo 10 del regolamento del 25 agosto 1908 n.829;
veduto il disegno della funicolare dimostrante i lavori da eseguire nei due punti in cui una attraversa strade comunali,
udito il parere dell’Ing. Comunale;
ritenuto che nessun danno si arrechi al transito ed alle strade stesse,
                                                                      Delibera
dichiarare nulla ostare per conto del Comune alla costruzione della funicolare progettata dalla Ditta Solvay.
Il Consigliere Grandi propone di aggiungere: salvi e riservati i compensi pecuniari che il Municipio potrebbe avere diritto per la costituzione della servitù relativa. Il Presidente accetta l’aggiunta e nessun’altro domandando la parola mette ai voti la detta deliberazione con l’aggiunta Grandi, ed essa resulta approvata per alzata di mano, alla unanimità dei presenti.

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