Ernest Solvay nasce il 16
aprile 1838 a Rebecq-Rognon (Belgio), dove la famiglia si è
stabilita. Il padre Alexandre è responsabile di cava e
raffinatore di sale (salinaio), ma commercia anche in prodotti
di importazione oltre a sapone e olio. Sarà anche vicepresidente
della Camera di Commercio locale. Il piccolo Ernest cresce
quindi in un ambiente "chimico" e frequenta la scuola elementare
a Rebecq-Rognon parallelamente al fratello minore Alfred nato
nel 1840. In famiglia vi sono anche altre tre figlie. Dopo la
scuola del piccolo villaggio passa al
collegio di Malonne tenuto dai "Fratelli della Dottrina Cristiana". Qui scoprirà la sua
grande passione, la chimica vera, che studierà giorno e notte combattendo
con la salute che non lo aiuta a causa di una grave
pleurite, allora assai temibile. Anziché proseguire con gli studi come
desiderava la famiglia, i medici ne vietano il proseguimento a causa
dello stato di salute e così Ernest a 16 anni interrompe il corso scolastico
per ritirarsi al villaggio natio e continuare in solitudine lo studio della
materia preferita. Uno studio tenace ed assoluto, che ne svilupperà
l'indipendenza decisionale e di giudizio. Segue un breve periodo ad Anversa
presso un negoziante insieme al fratello Alfred per poi passare nel 1860 con
lo zio Semet direttore di una fabbrica di gas vicino a Bruxelles, dove
studierà le problematiche legate al trattamento delle acque ammoniacali. La
nomina a vicedirettore lo coinvolge a pieno titolo nelle difficoltà tecniche
della fabbrica, dandogli così modo di esprimere la genialità e
l'intelligenza inventiva a contatto con i mille problemi di tutti i giorni,
legati alla produzione. E' qui che in laboratorio ottiene per caso il
bicarbonato di sodio e ne immagina la possibile produzione industriale. Il
15 aprile 1861 a 23 anni esatti deposita il suo primo brevetto:
"Fabbricazione industriale del carbonato di sodio a partire da sale marino,
dall'ammoniaca e dall'acido carbonico". Si accorge poi che da decenni era
stato tentato qualcosa di simile, ma senza applicazione industriale a causa
dei costi elevati. Continuano tuttavia prove e miglioramenti, progetti
di nuovi apparecchi con migliori rendimenti, mentre sullo sfondo altri
ricercatori tentano e falliscono. Ernest chiama anche il fratello
nell'impresa ed il 26 dicembre 1863 nasce la società Solvay e Cie
con pochi altri soci accomandanti. Il 14 marzo 1864 viene posta la prima
pietra dello stabilimento a Couillet. Alfred dirige la costruzione, mentre Ernest lavora ancora per lo zio che lascerà
l'anno dopo per raggiungere il
fratello al momento in cui iniziano i tentativi di produzione. Tentativi
continui, ma anche enormi problemi che tengono impegnati i due fratelli
giorno e notte, senza riuscire ad incrementare la produzione che stenta ad
uscire in quantità e qualità sufficiente. Si accumulano debiti enormi,
finchè sull'orlo della bancarotta, il 29
ottobre 1965 deve riunirsi la famiglia, che decide di dar fondo alle risorse
per aiutare i fratelli, organizzando una raccolta che con l'aiuto degli azionisti mette
insieme il necessario per i lavori più urgenti. Vengono così superate le più grosse
difficoltà tecniche ed il processo inizia ad andare lentamente a punto. Nel 1867 si
raggiungono le tre tonnellate al giorno. Nel 1869 grazie ad una nuova
colonna di assorbimento, la produzione aumenta decisamente e lo stabilimento
viene ingrandito. I Solvay capiscono che la vicinanza del sale allo
stabilimento è
fondamentale per contenere i costi ed iniziano a cercare i siti più adatti per una espansione in
Europa. A Dombasle in Lorena nel 1874, seguono Gran Bretagna, Austria,
Germania e Russia nel decennio seguente. Nel 1883 viene aperta la sede
dell'Amministrazione Centrale a Ixelles, ovvero il centro di raccolta di
tutti i dati in arrivo dagli stabilimenti e la sede di tutte le decisioni,
tuttora esistente.
Nel 1888 si festeggiano ormai i primi 25 anni di attività con una produzione
di 350.000 ton.anno. Cento anni dopo saranno 4 milioni le ton.anno. Negli
ultimi anni del secolo il gruppo assume una sua importante connotazione
industriale e l'iniziativa imprenditoriale di Solvay primeggia in Europa, non solo come
capacità industriale, ma anche nel sociale. Alfred muore a Nizza il 23
gennaio del 1894 a soli 54 anni. Il fratello è disperato, ma temprato dalle
difficoltà di una vita, raddoppia gli sforzi e nel 1898 inizia a Jemeppe la
produzione di cloro e soda caustica dall'elettrolisi della salamoia, sarà un
altro filone d'oro. Si arriva al 1913, 50 anni con varie crisi, ma senza
guerre importanti, che consentono lo sviluppo tecnico e la diffusione
europea di questa impresa e delle sue fabbriche. Dal 4 ottobre 1914 è
Cittadino Onorario del Comune di Rosignano Marittimo. Dopo la Grande Guerra le
fabbriche russe vengono nazionalizzate, quelle americane escono
dall'influenza belga. Il 50° anniversario del 1923 trova una situazione in
ripiego. Intanto nel 1918 Ernest Solvay è nominato ministro dello Stato ed a
81 anni compie escursioni in montagna di 8, 12 ore in barba alla vecchia
pleurite che lo aveva costretto a lasciare la scuola. Muore a
Ixelles il 26 maggio 1922 a 84
anni. (Da documenti
vari)
******
Ma al di là delle grandi
realizzazioni è importante capire la mentalità
profondamente innovatrice che portò un uomo non solo ad
impiantare fabbriche, ma anche a sviluppare una fitta
rete di servizi all'avanguardia in un mondo che ancora
stentava ad imboccare la via della modernità come oggi la
intendiamo. Leggiamo un articolo del
giornalista belga Emile Vandervelde pubblicato nell’Indépendance Belge del 25 novembre 1892. « L'altra sera — scrive
Vandervelde — mi trovavo in casa del Sig. Solvay, senatore
di Bruxelles, ed ho avuto con lui una conversazione che mi
autorizza a pubblicare... Nessuno è più qualificato a
parlare del Sig. Solvay, il più dotto dei nostri
industriali. Inoltre, poiché ha delle fabbriche un pò
ovunque nei due mondi, dalla Russia agli Stati Uniti, egli è
in grado di valutare molto bene i vantaggi e gli
inconvenienti del suffragio universale. »
« Ciò che mi colpisce nel movimento attuale — dice Solvay a
Vandervelde — è la sua fatalità. Pro o contro, bisogna
sottostare; è un meccanismo a cui nessuno ne alcun paese
potrà sfuggire... E’ troppo tardi per preparare delle
transizioni. E quanto a determinare la capacità politica di
ognuno, non vi sono strumenti che permettano di farlo..
Nessuno più di me avrebbe voluto che l'istruzione si
diffondesse prima di tutto, ma poiché sotto questo aspetto
siamo in ritardo, e dobbiamo guadagnare il tempo perduto,
non resta che dare una frustata: e il suffragio universale
la darà!...Le menti aperte cominciano a capire e capiranno
sempre meglio che per alzare il livello medio della Società
bisogna preoccuparsi di far salire quelli che sono troppo in
basso, piuttosto che innalzare ancora quelli che sono già in
alto. Nell'attuale stato di cose, l'ineguaglianza diventa
barbarie... Non posso impedirmi di compiangere gli uomini
favorevoli all'arretratezza, per professione e condizione, e
la troppo numerosa categoria di quelli favorevoli allo
status quo, che trovano nella loro sonnolenza, nella loro
mentalità ristretta, nel loro egoismo di favoriti o nella
loro paura delle novità, la forza difensiva che oppongono
alle rivendicazioni più giuste... Dovremo avvicinarci
gradatamente, ma senza pause, poiché così vuole la legge
fatale del progresso, all'uguaglianza del punto di partenza
di ognuno. L'abolizione dello schiavismo non è totale,
poiché non ha influito sulla nascita; l'uomo civile nasce
ancora nobile o borghese, padrone o servitore, nella
ricchezza o nella miseria, e solo dopo ciò egli è libero; è
proprio quest'enorme ed avvilente disuguaglianza iniziale,
accanto alla quale l'uguaglianza che segue è solo derisione,
che s'attenuerà poco a poco per scomparire, quando l'umanità
arriverà al termine finale della sua evoluzione. »...E
Solvay così conclude : « La Società del futuro è condannata
alla giustizia sotto pena di morte. Sarà la sua unica arma
di difesa contro i sempre più efficaci mezzi di distruzione
».
Ecco ciò che
pensava Ernest Solvay del problema sociale del sua tempo.
Questa opinione fu espressa nel 1892 a 54 anni, cioè quattro anni dopo
il venticinquesimo anniversario della Società.
(Nella
sezione
Scaricolibri del sito trovi i documenti: "I° centenario
della Nascita di E.Solvay" del 1938, "SOLVAY -
L'invenzione, l'uomo, l'impresa industriale (1863-1963)" di
Jacques Bolle, "SOLVAY 1863-1938" nel 75°
anniversario della Società e "Voi di Rosignano" di G. Saviane
e M. Cresci.
4 ottobre 1914 -
Il Sindaco Alberto Barachini Caputi comunica la "Cittadinanza Onoraria" del
Comune di Rosignano Marittimo a Ernest Solvay

Bruxelles-Monumento a Solvay
dello scultore Rombaud
-
1927 - Consiglio Solvay
Foto da Internet
  Altre immagini
d'epoca tratte dall'edizione francese di "SOLVAY 1863-1963 l'invention, l'homme,
l'entreprise
industrielle" di Jacques Bolle
(per gentile concessione del dott. Mario
Manca)


Adunanza 18
luglio 1922 - Condoglianze per la morte di Ernesto Solvay.
Il Presidente partecipa che Ernesto Solvay ha cessato di vivere il 26 maggio
p.p. Ricorda che l'estinto era di umili condizioni e che col suo ingegno e
la sua operosità riuscì ad impiantare uno dei più solidi organismi
industriali del mondo. Gli stabilimenti per la fabbricazione della soda
Solvay sono sparsi dappertutto e in ogni luogo fanno lavorare migliaia di
operai spargendo il benessere. Quando fu iniziata la costruzione dello
stabilimento in questo Comune, il Consiglio Comunale con deliberazione 4
ottobre 1914 elesse Ernesto Solvay cittadino onorario. Questo segno di
omaggio era ben meritato avendo la Ditta Solvay risollevato le condizioni
economiche del Comune apportando benefici immensi a una massa ingente di
lavoratori.
Manda un saluto reverente all'Illustre estinto e propone di inviare le più
sentite condoglianze alla ditta.
Il Consiglio si associa all'unanimità.
 |