Clicca sui settori A-B-C-D per ingrandirli (Disegno presentato dal Comune ai cittadini il 14/2/06)
   all'inaugurazione del 29/5/2009 su Rosignano/oggi 
Via Forlì settembre 2008 - Scivolo in costruzione Via Forlì settembre 2008 - Scivolo in costruzione
Via Forlì settembre 2008 - Via Forli dall'Aurelia Via Aurelia settembre 2008 - Estrema destra pista ciclabile a raso
Via Aurelia settembre 2008 terminata corsia per Livorno Via Aurelia settembre 2008 - Rampa per e da via Forli
Via Aurelia settembre 2008 - Rampa ciclopedonale per via Forli Via Aurelia settembre 2008 - Rampa ciclopedonale per via Forli
Via Forlì aprile 2008 Via Aurelia aprile 2008
Via Forlì aprile 2008 Via Aurelia aprile 2008
Via Forlì settembre 2007 Via Aurelia settembre 2007
Via Forlì aprile 2007 Via Aurelia aprile 2007
Via Forlì febbraio 2007 Via Aurelia febbraio 2007
Via Forlì dicembre 2006
Via Forlì ottobre 2006
Via Forlì ottobre 2006 Via Aurelia ottobre 2006
Via Forlì febbraio 2006
e poichè vogliamo anche ricordare...
La pineta lungo via Forlì, come era prima del 2006 L'Aurelia ai Palazzoni, come era prima del 2006
BLOG attivato il 10/10/2006 - QUI trovate vostri commenti

 14/8/07 - Per aggiornamento, i lavori sono ripresi e procedono tutt'ora. Parlo da interessato in quanto residente nella zona. Vorrei avanzare dei dubbi sulle scelte fatte a suo tempo: sicuramente un sottopasso che attraversa molti binari, e insiste su una zona residenziale comporta disagi ai residenti, sia durante la costruzione che per il successivo svolgersi del traffico. Buone alternative potevano essere considerate, ma bisognava "urtare" la suscettibilità o gli spazi di qualche intoccabile. Questo è dimostrato anche dagli orari in cui vengono svolti molti lavori, che noi residenti dobbiamo subire. Stiamo entrando in una fase in cui per intere notti verranno prodotti rumori assordanti (come è già successo a fine agosto) per piantare pali di rinforzo o stendere i controbinari. Per circa due mesi, con continuità, il lavoro si protrarrà per tutta la notte....non mi pare giusto e, assolutamente, non mi sento protetto da chi dovrebbe tutelare la mia salute. Cesare Baggiani.

 31/3/07 - La mia è una considerazione generale e non interessata visto che abito distante dal luogo dei lavori. Posso capire i disagi che momentaneamente vengono arrecati ai residenti, ma in una cittadina moderna, ed a vocazione economica eterogenea, la viabilità è lo strumento necessario per la qualità del territorio stesso ed una migliore qualità di vita, una volta che i lavori saranno finiti. Una cosa certa è che i lavori non vengano mai interrotti (purtroppo siamo usi a situazioni di stallo, per altre costruzioni, che non giovano alla vita lavorativa e del tempo libero dei cittadini). Sono daccordo per una così importante realizzazione. Mario Nocchi.

 

 24/11/06 - Abito in via Roma al numero 5, abitazione recentemente acquistata. Nessun problema riscontrato fino ad ora, eccetto alcune forti oscillazioni dell'edificio che occorrono ogniqualvolta si percepiscono dei "colpi" sotterranei, specie nell'arco della mattinata. Ovviamente le vibrazioni sono fisicamente visibili solo nei locali più alti, nel mio caso la mansarda, ove trascorro spesso il mio tempo libero. Non erano auspicabili metodologie di scavo/trivellazione differenti? Luca Daddi.

Qui sotto trovate per memoria i principali articoli de "Il Tirreno" sull'argomento (dall'1/12/05)  
  Sottopasso di via Forlì: Palazzo civico sceglie la strada della mediazione con Fs - 8/11/12
  Cisterna s'incastra nel sottopasso - 11/05/10
   Sottopasso: inutile la causa a Ferrovie - 11/05/10
   «Furono eseguiti due sopralluoghi per il sottopasso» - 27/04/10

   Sottopasso, via alla causa - Il sottopasso va in tribunale - 18/03/10

    Ferrovie: «Paghi il Comune» - 24/01/10
    La Commissione apre l'indagine sul sottopasso - 15/10/09
    Sottopasso, niente di fatto a Roma - 25/9/09
    La Sinistra chiede la testa di Immorali - 24/9/09

    Sottopassi: c è l'incontro con Ferrovie - 17/9/09

  Sottopasso, il Comune sapeva - Il divieto mezzi pesanti presente già prima del collaudo con Atl - 9/9/09

    Franchi, guerra a Ferrovie - 8/9/09
  Spunta l’idea di un tapis roulant - La soluzione per superare i disagi di piazza della Repubblica - 8/9/09

  «Rfi non ha rispettato la convenzione»  - L’ing. Immorali: «Non potevo intervenire sul progetto» - 8/9/09
   
Risarcimenti, via alla resa dei conti - Va in tribunale la prima causa dei cittadini per il tunnel - 8/9/09

    Un' opera utile, da migliorare   -  19/8/09
   «Il sottopasso non si può modificare» - I bus di linea non potranno utilizzare il tunnel - 16/6/09
   Tunnel nuovo ma “proibito” ai pullman - Troppa pendenza, i bus  non riescono a svoltare - 6/6/09
    La cerimonia di inaugurazione - Lettera di un cittadino qualsiasi - 30/5/09
    Ci siamo: il sottopasso apre al traffico -  Il 29 maggio l’inaugurazione - 10/5/09

   Sottopasso, nuova ondata di proteste - 6/5/09

    Sottopasso, conto alla rovescia  - Il capo-cantiere: «Tra due mesi consegneremo l’opera» - 26/2/09

    Il comitato: «Lavori in alto mare sottopasso pronto dopo Pasqua» - 15/1/09

    A ottobre il sottopasso - 15/7/08

    Riapre l’Aurelia. Senso unico in alcune vie dei Palazzoni - 15/7/08

    I residenti vanno per vie legali - 1/2/08

    Sottopasso, risarcimenti negati - 16/12/07
   Sottopasso, lavori sospesi - 30/06/07

   Sottopasso, disagi sempre più pesanti - 20/03/07

   Incontro tra comitato, amministratori e ditta - 15/03/07

   Ieri il sopralluogo sul cantiere - 16/02/07

   Partono le prime denunce - 12/02/07

   Il sindaco scrive al comitato - 3/02/07

    Ci rivolgeremo a un pool di legali - 2/02/07
   Disagi al limite della sopportazione - 28/09/06
  Vogliamo un perito di parte - 13/6/2006
  I proprietari non hanno nominato il loro perito - 20/04/06
  Verifiche di eventuali danni - 15/04/06
 Impossibile spostarlo più a sud - 25/03/06
 Sottopasso, controlli serrati sui lavori - 6/03/06
 Ultime novità sul tunnel - 16/02/06
  Tre anni di timori - 16/02/06
  Così tuteleremo i cittadini - 16/02/06
  Assemblea pubblica sul sottopasso - 14/02/06
   Sottopasso, via ai lavori - 15/01/06
   Paura che la terra tremi - 4/12/05
   Case a rischio per gli scavi - 1/12/05
   I commercianti accusano il Comune - 1/12/05
   I commercianti:«Troppi disagi» - 1/12/05

8/11/12 -Sottopasso di via Forlì: Palazzo civico sceglie la strada della mediazione con Fs

Che fine ha fatto la causa tra Comune e Ferrovie sul sottopasso di via Forlì? Si è scelta la strada della mediazione civile. Lo ha annunciato ieri in consiglio comunale l’assessore ai lavori pubblici Lilia Benini rispondendo ad un’interrogazione proposta dalla Sinistra e da Sel. «Al momento - dice Benini - non ci sono sviluppi di rilievi, se non quello che, su suggerimento dell’avvocato che ci sta seguendo in questa vicenda, abbiamo scelto la strada della mediazione civile». Sempre in tema di infrastrutture, Giacomo Luppichini della Sinistra ha attaccato Benini sugli ascensori di piazza della Repubblica in riferimento al fatto che ora serve anche l’ok del Ministero: «Se l’assessore può essere all’oscuro dell’iter burocratico, non lo può essere l’ufficio, che sempre più si dimostra non brillare in efficienza».

11/05/10 - Cisterna s incastra nel sottopasso

 Ci risiamo con il sottopasso di via Forlì. Il sottopasso delle polemiche, ma anche delle “sciagure”. L’ultima l’altra mattina: un camion, curvando, ha agganciato con la cisterna la ringhiera a protezione della pista ciclabile. L’ennesimo incidente, dunque, causato da quel famoso raggio di curvatura, che ne limitò l’accesso ai mezzi più lunghi di 10 metri.
L’episodio è successo l’altra mattina. Il camion-cisterna (di un’azienda che si occupa di spurgo fognature e pozzi neri), proveniente da Vada, ha affrontato la curva del tunnel: svoltando, ha urtato con la cisterna sulla protezione della pista ciclabile, piegandola. Secondo alcuni residenti di via Agostini, che sono accorsi a vedere cosa fosse successo e che invocano più sicurezza nel tunnel, sarebbero stati alcuni ganci posizionati sulla cisterna ad attaccarsi alle inferriate. Nessuna conseguenza per l’autista del camion, che ha avvertito il Comune dell’incidente. La protezione divelta è stata transennata con del nastro bianco e rosso, a segnalare il pericolo a ciclisti e pedoni.
Dunque, non c’è pace per questo sottopasso, su cui sono apparse anche scritte all’indirizzo del Comune: sul lato destro della corsia che dalla vecchia Aurelia s’immette su via Forlì è apparso un gigantesco “Comune vergogna”, in riferimento alla progettazione dell’opera. Progettazione su cui pende un contenzioso aperto dall’amministrazione comunale nei confronti di Ferrovie. Contenzioso che ha avuto un cambio di legale: l’ente, infatti, si è affidato ad uno studio romano. Perché sarà quello di Roma il tribunale in cui sarà discussa la causa. Una causa che il sindaco Alessandro Franchi avrebbe evitato volentieri. Anche venerdì scorso, durante il dibattito con tutta la giunta alla Festa di Liberazione, ha ribadito che «è stato commesso un errore quando, il 29 maggio scorso, si è inaugurato il tunnel di via Forlì e contemporaneamente si sono chiuse per sempre le sbarre in piazza della Repubblica. Non c’era nessuna fretta, perché questa contamporaneità non era riportata in nessuna convenzione tra Comune e Ferrovie». Ma è successo e così Rosignano si trova di fatto spezzata in due. Ora palazzo civico rinfaccia a Rfi di non avere rispettato uno dei punti fondamentali di quella convenzione: il tunnel, secondo il sindaco, non è sostitutivo del passaggio a livello. Da qui la causa, che al momento ha avuto come effetti altra ruggine tra Comune e Ferrovie.Ma.Mo.

11/05/10 - Sottopasso: inutile la causa a Ferrovie

Sul sottopasso di via Forlì anche l’amministrazione comunale ha delle responsabilità ben precise «responsabilità frutto di negligenza da parte dei tecnici nel valutare l’intera struttura in fase di progettazione e di esecuzione dei lavori con l’avallo politico delle vecchie amministrazioni». Lo sostengono i consiglieri del PdL Luparini e Ghignoli che aggiungono: «A tutto ciò va sommata la fretta con cui, su indicazione della giunta, è stata disposta la chiusura del passaggio a livello di Piazza della Repubblica che di fatto ha diviso in due Rosignano Solvay. Crediamo che chi amministra questo Comune debba prendersi queste responsabilità, magari facendo anche un passo indietro nei confronti di Ferrovie, perché gli strascichi giudiziali che conseguono alla citazione in giudizio di Rfi non fanno altro che inasprire le posizioni bloccando anche le opere sostitutive, come ad esempio l’installazione degli ascensori a cavallo del sottopasso di via del Popolo». E aggiungono: «Deve essere trovata immediatamente una soluzione, che sarà pur sempre sostitutiva, ma che è indispensabile per la comunità rosignanese e per i le attività economiche della via Aurelia. Qualora non venisse rilasciato il nulla osta da parte di ferrovie per poter installare i due ascensori crediamo che la soluzione di realizzare una rampa in piazza della Repubblica ed una rampa lato Via del Popolo, debba essere subito presa in considerazione».

27/04/10 - «Furono eseguiti due sopralluoghi per il sottopasso»

Si è chiuso ieri mattina il lavoro della commissione consiliare sul sottopasso di via Forlì. Si è chiuso con il racconto dei fatti di Stefano Carmignani, comandante della polizia municipale. Carmignani ha ripercorso le tappe salienti che hanno portato poi alla famosa ordinanza in cui si predisponeva, per il 29 maggio del 2009, la chiusura definitiva del passaggio a livello a Solvay e in contemporanea l’apertura del tunnel. Carmignani ha spiegato che quell’ordinanza è stata prodotta sulla base di due sopralluoghi e su indicazione del settore Lavori pubblici. «Ci sono state due verifiche sul posto - dice Carmignani - prima dell’inaugurazione: una il 5 maggio e l’altra il 25 maggio. Sopralluoghi eseguiti per verificare se tutto stava procedendo regolarmente». Ed evidentemente la sensazione è che tutto fosse in regola visto che poi è stata ordinata la chiusura del passaggio a livello. «Dopo avere ascoltato Carmignani - dice Renato Bartoletti, presidente della commissione - il nostro lavoro è terminato, visto che sono state sentiti tutti quei soggetti essenziali per ricostruire la vicenda che si sono resi disponibili. Adesso, sulla base delle testimonianze e degli incartamenti raccolti alla commissione, ogni forza politica produrrà un suo documento che sarà discusso in consiglio comunale». Dunque, per il momento non si sono attribuite responsabilità su un’opera che sarà discussa anche in tribunale, vista la causa che il Comune ha fatto a Ferrovie.  (Ma.Mo.)

18/03/10 - Sottopasso, via alla causa

Il Comune sta per formalizzare la causa civile contro Ferrovie «perché l’opera non rispetta la convenzione firmata e non è sostitutiva del passaggio a livello chiuso», ribadisce Alessandro Franchi. Ma la guerra tra ente e Ferrovie è destinata ad inasprirsi già dai prossimi giorni.
A far arrabbiare il sindaco il silenzio della società dei treni alle continue sollecitazioni da parte del Comune per sistemare la situazione di degrado che si è creata dopo la chiusura definitiva delle sbarre di piazza della Repubblica. «La sistemazione di quell’area - dice Franchi - non spetta al Comune, ma rientra nelle opere che doveva fare Ferrovie nell’ambito della costruzione del sottopasso di via Forlì. Siamo stufi di essere snobbati e ora metteremo dei cartelli per indicare alla cittadinanza di chi è la colpa di quel degrado».
Dunque, la battaglia tra Comune e Ferrovie sta diventando sempre più aspra. «E presto arriverà davanti ad un tribunale civile - prosegue il sindaco - perché stiamo per formalizzare la causa sulla progettazione del sottopasso, che non rispetta la convenzione che abbiamo firmato per dare il via all’opera. Noi non abbiamo nessuna intenzione di prendere in carico un’infrastruttura che non risponde alle premesse». Ma concretamente che ricadute ha questa mossa legale? «Il fatto di rifiutare la presa in carico del sottopasso - dice Franchi - significa che tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria deve compierli Ferrovie. All’interno del tunnel, ad esempio, ci sono dei pannelli di protezione che si stanno staccando: noi non interverremo, non è di nostra competenza».
Insomma, secondo il primo cittadino il comportamento che ha avuto Ferrovie una volta inaugurato il tunnel non è stato di collaborazione (la giunta Nenci ne era stata fin troppo collaborativa, visto che aveva 20 giorni di tempo per chiudere le sbarre una volta inaugurato il tunnel). «Soprattutto - aggiunge Franchi - Ferrovie avrebbe dovuto provvedere in tempi brevi alla sistemazione del passaggio al livello chiuso in piazza della Repubblica. Quella rete arancione va sostituita con un muretto, ma è un lavoro che non compete all’amministrazione comunale, bensì a Ferrovie che continua ad ignorare la situazione. E allora che guerra sia».Mario Moscadelli

24/01/10 - Ferrovie: «Paghi il Comune»

Ora lo scontro tra Ferrovie e Comune sul sottopasso di via Forlì è ufficiale. Rfi, nell’ambito della richiesta di risarcimento danni da parte dei residenti di via Agostini (40mila euro la somma richiesta per crepe e cedimenti), ha citato in giudizio l’amministrazione comunale per «errata progettazione e localizzazione del sottopasso».
Questo il teorema di Ferrovie: se ci sono stati degli errori nell’esecuzione dell’opera e questi avrebbero condizionato la stabilità di alcune case, la colpa è anche del Comune. Quindi per la società ferroviaria, nel caso che il giudice accolga le richieste dei cittadini (l’udienza è fissata per il prossimo 16 febbraio al tribunale di Cecina), l’ente rosignanese dovrà farsi carico delle proprie responsabilità.
Il Comune non è rimasto a guardare e, attraverso una delibera di giunta, ha affidato le proprie istanze all’avvocato Calogero Narese. «Noi siamo completamente estranei - dice il sindaco Alessandro Franchi - a questa faccenda. Nel senso che il Comune non ha nessuna responsabilità sugli eventuali danni provocati alle abitazioni di via Agostini. La partita del risarcimento danni riguarda Rfi e l’impresa costruttrice, ma non certo il Comune. Cosa c’entriamo noi nell’esecuzione del tunnel? Non c’erano i nostri operai a trivellare il terreno». Ferrovie, però, tira in ballo la progettazione e la localizzazione del sottopasso di via Forlì. «Il Comune ha solo firmato una convenzione dove approvava la fattibilità dell’opera, ma non è entrato nel merito della progettazione». E per quanto riguarda il punto dove si è costruito? «Non credo ci fossero altre zone più adatte alla realizzazione di un tunnel come quello. Questo, però, non vedo cosa c’entri con i danni che richiedono i cittadini». Dunque, lo scontro tra Ferrovie e Comune si è materializzato. «Con questa mossa - afferma il primo cittadino - Rfi ci ha dichiarato guerra e noi non staremo a guardare. Anzi, stiamo preparando le carte per fargli noi causa sui difetti del sottopasso».
Dunque, quello del 16 febbraio prossimo è molto probabilmente solo il primo round di uno scontro che andrà avanti a lungo. «Abbiamo cercato di trovare un accordo con Rfi - dice Franchi - per rimediare ai limiti del tunnel creati da quel raggio di curvatura che impedisce il transito dei pullman di linea. Accordo che non è stato trovato e allora, visto che il nuovo sottopasso non è sostitutivo del passaggio a livello chiuso nel centro di Solvay, abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale perché non abbiamo intenzione di farci carico di un’opera che non è quella programmata». (ma.mo).

15/10/09 - La Commissione apre l' indagine sul sottopasso

Fare luce sulle responsabilità del sottopasso di via Forlì e trovare (in fretta) soluzioni per adeguare i sottopassi di via del Fante e piazza della Repubblica. Con questi obiettivi si è riunita per la prima volta la nuova Commissione lavori pubblici del Comune presieduta dall’ex assessore Fiamma Nesi. Una commissione a cui hanno preso parte anche il sindaco Franchi e l’assessore ai lavori pubblici Lia Benini. «La Commissione - spiega Nesi - ha avviato ufficialmente la fase di ricognizione intorno a questa opera per capire chi ha sbagliato e quali errori sono stati commessi soprattutto nella costruzione del tunnel di via Forlì. Per questo abbiamo richiesto tutta la documentazione necessaria per fare chiarezza una volta per tutte».
Chiarezza, ma anche soluzioni. «Sul fronte tunnel e passaggio a livello - continua Nesi - abbiamo capito dal sindaco che è in corso un braccio di ferro con Ferrovie, che non sarà di breve durata. E allora abbiamo chiesto di trovare in fretta soluzioni per i sottopassi di piazza della Repubblica e di via del Fante: l’assessore Benini si è impegnata ad accelerare i tempi della progettazione necessaria per adeguare il sottopasso di piazza della Repubblica e per rimettere in funzione quello di via Fante. In entrambi i casi, ma soprattutto sul secondo, poi abbiamo chiesto che sia mantenuto un certo standard di pulizia e igiene, visto che oggi c’è una situazione di degrado».

25/9/09 - Sottopasso, niente di fatto a Roma

Un incontro che non è stato risolutore, ma questo già lo si immaginava. Ieri a Roma il sindaco Alessandro Franchi e il vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Lilia Benini col aegretario Comunale Maria Castallo e l’ingegnere comunale Andrea Immorali hanno incontrato alcuni funzionari delle Ferrovie dello Stato sulla questione del sottopasso ferroviario di via Forlì. Franchi ha ripetuto le posizioni già espresse nella lettera inviata a Ferrovie lo scorso 19 agosto, lettera nella quale veniva contestata l’opera realizzata rispetto all’analisi che l’amministrazione comunale ha portato avanti sulla convenzione sottoscritta con Ferrovie nel 2005. In quella convenzione infatti il sottopasso era definito come “opera sostitutiva” del passaggio a livello di Piazza della Repubblica. «Abbiamo nuovamente ribadito - ha spiegato il sindaco - che per quanto ci riguarda la convenzione non è stata rispettata, non essendo il sottopasso costruito sostitutivo del passaggio a livello di Piazza della Repubblica. Per questo abbiamo nuovamente fatto presente la necessità, seppur temporanea, di riaprire questo passaggio a livello». Comune e Ferrovie si incontreranno di nuovo.

24/9/09 - La Sinistra chiede la testa di Immorali

«Sospendere dalle funzioni l’ingegnere Immorali». È questo il passo saliente della mozione presentata da A Sinistra per Rosignano. «Il progetto Rfi - dice Giacomo Luppichini - è stato “condiviso ed approvato dal Comune”, come sostenuto da Immorali, aggiungendo che “il progetto ci dava delle garanzie, anche se sapevamo che solo un test pratico poteva toglierci i dubbi”. Vista la grave carenza e inconsistenza della necessaria azione di controllo dell’ufficio Lavori pubblici e visto che l’apertura del sottopasso e la relativa chiusura del passaggio a livello dovevano essere precedute da analisi e verifiche pratiche, chiediamo al consiglio comunale se ritiene opportuna una sospensiva dalle funzioni del dirigente stesso».

17/9/09 - Sottopassi: c è l' incontro con Ferrovie

Ferrovie e Comune salgono sul ring. Sì perché l’incontro tra la società dei treni e l’amministrazione comunale rosignanese profuma di battaglia. L’incontro è stato fissato per giovedì prossimo (24 settembre) a Roma, nella sede di Ferrovie. Cosa si aspetta il sindaco Alessandro Franchi da questa riunione? «Per prima cosa - dice il sindaco - di essere ascoltati. La nostra posizione è chiara: il nuovo sottopasso di Forlì non è sostitutivo del passaggio a livello soppresso in piazza della Repubblica e Ferrovie, responsabile del progetto, dovrà darci delle risposte in merito». Inoltre, Franchi chiederà - nell’attesa di eliminare le barriera architettoniche di presenti in piazza alla Repubblica - la riapertura momentanea delle sbarre chiuse. Richiesta a cui Ferrovie una risposta l’ha già dato, spiegando che «si tratterebbe di un’operazione molto complessa, troppo complessa». Dal 29 maggio scorso, giorno in cui è stato chiuso quel passaggio a livello, Ferrovie ha modificato radicalmente la tecnologia del tracciato.

8/9/09 -Franchi, guerra a Ferrovie

 In attesa di un appuntamento per discutere dei sottopassi, Alessandro Franchi ha scritto nuovamente a Ferrovie. Ma questa volta non c’entra il nuovo tunnel di via Forlì o le sbarre chiuse in piazza della Repubblica. L’oggetto della missiva (indirizzata alla Direzione compartimentale infrastrutture) sono le pessime condizioni delle recinzioni che delimitano la linea ferroviaria (caso su cui è intervenuta con un’interpellenza anche la consigliere del Pdl Maria Grazia Angeli). I tratti segnalati da Franchi sono due: l’ingresso lato sud del centro abitato di Solvay, per il quale era stata avanzata una richiesta anche da parte dell’ex sindaco Nenci, e la recinzione lungo via del Quercetano. «Già con nostra nota del 3 febbraio 2009 - scrive Franchi - si segnalava a Rfi, tra l’altro, lo stato di degrado della recinzione di delimitazione della linea ferroviaria nel tratto compreso tra il passaggio a livello al km 3+761 e la stazione ferroviaria, in corrispondenza quindi dell’ingresso lato sud del centro abitato di Solvay. Si chiedeva a Rfi di cogliere l’occasione della concomitanza dei lavori di realizzazione del nuovo sottopasso per sostituire anche la recinzione, effettuando tutti quegli interventi di manutenzione straordinaria necessari per eliminare le condizioni di degrado che rendevano un’immagine negativa del decoro urbano della frazione. Ad oggi, però, pur essendo terminati i lavori del sottopasso, niente è stato fatto per la manutenzione della recinzione».
L’attacco di Franchi e Ferrovie prosegue. «Oltre a ciò - prosegue il sindaco nella lettera - proprio nei giorni scorsi un sopralluogo della polizia municipale a Castiglioncello ha accertato notevoli anomalie nella recinzione di delimitazione della ferrovia lungo il lungomare del Quercetano; in particolare la relazione di servizio mi segnala - ai fini di conseguenti iniziative - che la recinzione relativa alla ferrovia lungo in via del Quercetano, nel tratto di metri 100 circa compreso tra il pubblico esercizio denominato Astragalo e l’accesso dello stabilimento balneare Bagni Italia - risulta in evidente stato di abbandono e necessita sicuramente di un intervento urgente di ripristino. In particolare il tratto nord (tra l’Astragalo e lo stallo invalidi) presenta numerosi pali di sostegno della recinzione completamente arrugginiti e, in alcuni casi, smurati dalla base in cemento, in modo tale che la recinzione stessa risulta pericolosamente piegata verso i binari ferroviari».
Il sindaco ha anche allegato alla lettera delle foto che testimoniano il degrado. «Con questa lettera - conclude il sindaco - sono pertanto a richiedere e sollecitare un intervento di sostituzione e manutenzione della recinzione ferroviaria nei due tratti indicati; intervento che si rende urgente non solo per il recupero del decoro, ma soprattutto e in particolare per la salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità pubblica». La lettera si chiude così: «Laddove ciò tardasse a essere realizzato, ci riserviamo di valutare l’opportunità dell’emissione di un’ordinanza per l’esecuzione obbligata dei lavori».

19/8/09 - Un' opera utile, da migliorare

Leggo spesso critiche all’apertura del nuovo sottopasso di via Forlì, addirittura lettere per la riapertura del passaggio a livello! Rosignano, si dice, è divisa in due: se la divisione si percepisce oggi, perchè non veniva evidenziata maggiormente prima con un passaggio a livello situato in pieno centro? Trovo tuttavia legittima la protesta dei cittadini di Rosignano Solvay in merito alla necessità di dotare il sottopasso di piazza della Repubblica con discese atte al passaggio delle carrozzelle. Queste attività dovevano essere portate a termine prima dell’inaugurazione del nuovo sottopasso, che è comunque in posizione più defilata rispetto al centro. A tutti coloro però che criticano la costruzione della struttura di via Forlì chiedo: dove avreste trovato tecnicamente la zona per fare un’altra opera necessaria a oltrepassare i binari con auto e motorini? Trovo assurda l’ipotesi di riapertura del passaggio a livello. Le “sbarre” in pieno centro sono anacronistiche, il passaggio con i mezzi è sempre stato incerto, legato alle lunghe attese per il transito dei treni: rimpiangete forse queste attese?
La viabilità grazie al nuovo sottopasso è molto migliorata a Rosignano Solvay. Resta prioritario migliorare e manutenzionare i due sottopassi di piazza della Repubblica e via del Fante. Eventualmente propongo di promuovere anche dei corsi di educazione civica per le famiglie di quei ragazzi che continuamente distruggono il sottopasso di via del Fa
nte, riempendolo ogni sera con i loro escrementi. Miriano Monnanni

 8/9/09 - Il Comune sapeva - Il divieto ai mezzi pesanti presente già prima del collaudo con Atl

C’è una foto che potrebbe mettere in difficoltà il Comune: l’ex sindaco Nenci insieme agli ingegneri di Ferrovie e Deanco nel giorno dell’inaugurazione del sottopasso. Nello scatto si nota un cartello posizionato all’ingresso del tunnel lato Aurelia: sulla sinistra c’è un simbolo rotondo, è un divieto. Un divieto ben preciso: nel sottopasso non possono entrare mezzi superiori ai 12 metri di lunghezza. Dunque, il Comune sapeva (visto che quel cartello è stato piazzato su ordine dei vigili urbani) i limiti di quella nuova opera e non è vero che li ha conosciuti solo dopo il collaudo fatto in seguito del pullman granturismo rimasto incastrato. Il collaudo, semmai, è servito per portare da 12 a 10 metri di lunghezza il divieto.
 Dunque, sul fatto che l’opera non sia sostitutiva del vecchio passaggio a livello di piazza della Repubblica non ci sono dubbi, ma tanti dubbi ci sono sul risultato che può ottenere il Comune dal contenzioso innescato con Ferrovie. Perché oltre a questa foto, ricontrollando varie documentazioni emergono alcuni punti a sfavore dell’amministrazione comunale. Partiamo da un comunicato stampa emesso dal Comune l’11 maggio scorso. In un passaggio si dice: «L’emissione dell’ordinanza del Comune (ci si riferisce alla nuova viabilità della zona) sarà subordinata al completamento dei lavori e al rilascio, da parte di Rfi, di una certificazione di agibilità statica delle strutture e di conformità degli impianti, nonché di conformità al progetto approvato. Anche il passaggio a livello di piazza della Repubblica sarà chiuso solo dopo l’apertura del sottopasso e l’attivazione della nuova viabilità». Si capisce bene che la chiusura delle sbarre di piazza della Repubblica erano collegate al rilascio delle certificazioni. Certificazioni consegnate il 25 maggio e evidentemente in regola, visto che nello stesso giorno si firmava l’ordinanza (la 337) di chiusura permanente delle sbarre di piazza della Repubblica.
 Insomma, come ammette lo stesso Franchi, il Comune ha avuto forse «troppa fretta» di aprire al traffico il nuovo tunnel. Troppa fretta anche per un altro motivo: nello schema di convenzione tra Comune di Rosignano e Rfi ratificato da una delibera di giunta del 30 aprile 2001, si legge che «alla sottoscrizione del verbale di consegna dell’opera il Comune si impegna entro venti giorni a emettere l’ordinanza che autorizza la chiusura dei due passaggi a livello». A parte che quello di Porta a Vada è stato chiuso il 22 novembre 2008, il Comune non ha assolutamente sfruttato quei 20 giorni di tempo.
Mario Moscadelli.

 8/9/09 - Spunta l’idea di un tapis roulant - Questa la soluzione per superare i disagi di piazza della Repubblica

Un tapis roulant nel sottopasso pedonale. È l’ultima idea uscita dall’assemblea pubblica indetta dai gruppi A sinistra per Rosignano e Rosignano Democratica. Un’assemblea alla quale hanno partecipato un centinaio di cittadini raccolti in piazza della Repubblica “luogo simbolo” - come ha detto Federico Lenzi di Rc - perchè centro storico di un paese diviso in due dalla chiusura del passaggio a livello. C’è stata anche la presenza del sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici Benini.
 Le proteste dei cittadini. Tanti gli interventi dei cittadini: da Fabrizio Foschi che ha accusato il Comune di poco controllo «tutti sanno che il raggio di curvatura è di 14 metri», ha detto riferendosi al sottopasso di via Forlì e ha continuato rimarcando i disagi dei cittadini costretti a percorrere il sottopasso di via della Repubblica dove è stata messa una guida per le biciclette «che in discesa debbono frenare e in salita spingere», fino a Walter Botti che dopo aver letto alcuni interventi dei precedenti assessori sul problema, ha proposto, per risolvere i disagi in modo veloce, «un servoscala come quelli delle metropolitane e conseguente chiusura notturna del sottopasso». Tanti gli interventi che hanno raccontato i disagi nel salire e scendere quelle scale con le borse della spesa.
 Franchi attacca Ferrovie. Alla fine il microfono è passato al primo cittadino che ha sottolineato come da parte dell’amministrazione comunale «non c’è voglia di sottacere responsabilità sia in capo alle Ferrovie o nei servizi tecnici del Comune perchè - ha detto - anche nel servizio pubblico è giusto che chi ha sbagliato, se ha sbagliato, paghi». Ma l’attenzione di Franchi è rivolta a ricercare soluzioni partendo dal sottopasso di via Forlì: «esaminando i punti della convenzione l’opera non è sostitutiva del passaggio a livello perchè non vi transitano i pullman; quindi non è alternativa». Poi, precisa «noi non abbiamo avvallato nessun progetto della Fs: al Comune è stato presentato solo il progetto preliminare per richiedere una variante urbanistica perchè, la prima ipotesi, ma siamo alla fine degli anni 80, il sottopasso doveva essere realizzato tra via Piave e via Gigli. Il Comune non ha visto né firmato il progetto definito o quello esecutivo steso dalle Fs». Ma Franchi non sottace le responsabilità del Comune: «forse l’amministrazione doveva esercitare un controllo maggiore», ed ha tenuto a precisare «che il sottopasso è stato preso in carico dal Comune il 29 maggio solo in via provvisoria e ancora lo è». Il primo cittadino ha sottolineato anche la «troppa fretta che l’amministrazione ha avuto nell’aprire il sottopasso di via Forlì e chiudere le sbarre. Abbiamo chiesto a Ferrovie la riapertura del passaggio a livello». Su questa battaglia Franchi chiede il supporto dei cittadini «perchè noi siamo la parte lesa e andremo avanti».
 L’idea tapis-roulant. Per quanto riguarda il sottopasso di piazza della Repubblica: «stiamo cercando una soluzione». Tra le idee un tapis roulant o di un servoscala. A. Bernardeschi.

 8/9/09 - «Rfi non ha rispettato la convenzione» L’ing. Immorali: «Non potevo intervenire sul progetto»

Il suo nome negli ultimi mesi è rimbalzato spesso. In particolare secondo i partiti di opposizione, avrebbe dovuto vigilare e controllare la realizzazione del nuovo sottopasso. Ora l’ingegnere comunale Andrea Immorali replica alle accuse. «Io non ho firmato nessun progetto - dice Immorali - ma ho solo messo una firma su una convenzione approvata con una delibera di giunta nell’aprile del 2001».
 E cosa dice la convenzione?
 «Che il nuovo sottopasso doveva essere sostitutivo del vecchio passaggio a livello. Ma così non è, perché ci sono dei limiti per camion e pullman. Ed è su questo aspetto che si basa il nostro contenzioso con Ferrovie (Franchi incontrerà Rfi a fine mese)».
 Ma non si è avuta troppa fretta di chiudere le sbarre di piazza della Repubblica? Non si poteva aspettare di capire se il nuovo sottopasso rispettava in pieno la convenzione?
 «Facciamo chiarezza su una cosa. I collaudi previsti dalla legge sono stati tutti fatti prima che l’opera ci venisse consegnata. Quei collaudi non hanno riscontrato nessuna criticità. Per noi, dunque, era tutto in regola. Ma evidentemente era così anche per Ferrovie».
 E allora perché solo dopo una settimana avete fatto il collaudo con Atl?
 «È stata fatta questa prova in conseguenza al pullman granturismo rimasto incastrato. Ma non era uno di quei collaudi previsti nella convenzione».
 Insomma, lei sostiene che il Comune non ha nessuna responsabilità?
 «Non ce l’abbiamo perché non è un’opera appaltata dall’amministrazione. In teoria io avrei dovuto chiedere l’autorizzazione per entrare in quel cantiere. Larghezze e pendenze sono state elaborate dai progettisti (lo studio tecnico Antonio Di Eugenio di Roma, ndr): noi non avevano gli strumenti per intervenire su quel progetto».

 8/9/09 - Risarcimenti, via alla resa dei conti. Va in tribunale la prima causa dei cittadini per il tunnel

Mentre Comune, Rfi e forze politiche locali stanno discutendo sulle responsabilità di un’opera ricoperta di polemiche e contestazioni, la battaglia legale intrapresa dai cittadini delle vie interessate dai lavori del nuovo tunnel di via Forlì sta per sbarcare in tribunale. Insomma, è arrivato il momento della resa dei conti.
 Il primo round è stato fissato per il prossimo 3 novembre al tribunale di Cecina: da una parte l’avvocato cecinese Federico Federici, che sostiene la causa intrapresa da un nutrito gruppo di residenti, dall’altra Rfi e le due imprese (la Con.Co e la Deanco, che hanno la stessa sede legale) che hanno materialmente costruito il sottopasso da 7 milioni di euro. Federici davanti al giudice chiederà che siano riconosciuti ai cittadini i danni strutturali alle loro case (poco meno di una decina). A quanto ammonta la richiesta? Circa 40mila euro. Dalla parte dei cittadini c’è una precisa documentazione, che fa ben sperare lo stesso legale. «Prima dell’inizio dei lavori - spiega Federici - Rfi, Deanco e Comune hanno praticamente fatto una radiografia allo stato delle costruzioni interessate dai lavori al sottopasso. Ci sono foto che testimoniano l’integrità di quelle case poi danneggiate». Con il passare del tempo, infatti, in vari appartamenti sono iniziate ad affiorare crepe e setolature. Sono crollati dei davanzali e si sono rotti dei tubi. Segni ancora presenti nella maggior parte degli immobili colpiti. «Questo non è successo a un paio di abitazioni, ma un numero rilevante di case», dice Federici. Il legale ha scritto più volte a Ferrovie per spiegare la situazione e trovare eventualmente un punto d’incontro. «Rfi non ha mai risposto, mentre la Deanco ci ha spiegato che per loro la causa di quei danni non è riconducibile al loro cantiere». Federici punta il dito anche verso il Comune «che ha fatto poco per sostenere la causa dei suoi cittadini danneggiati».
 Ma questa non è l’unica causa pronta per essere discussa in tribunale. C’è anche quella per i danni esistenziali. In questo caso i cittadini coinvolti sarebbero circa una ventina e la cifra richiesta è considerevole. Federici parla di una «somma rilevante», che dovrebbe essere intorno ai 100mila euro. Ma questa partita sarà dura da vincere.
 Esiste, poi, una terza causa. Quella per la svalutazione degli immobili. «Ma qui siamo appena partiti», dice l’avvocato.
 A proposito di via Agostini, pochi giorni fa i residenti hanno incontrato l’assessore Benini. Il motivo? Cosa si intende fare sul progetto di riqualificazione della via, dove sono state completamente sbagliate (dal Comune) le misure per le nuove aiuole. Così come sono state fatte, infatti, ci si può seminare solo qualche rosa e non certo alberi ad alto fusto come previsto. La soluzione? Rifare le aiuole, ma servono altri soldi, che in questo momento l’amministrazione comunale non sembra intenzionata a spendere. Un altro errore, insomma, che ha fatto nuovamente arrabbiare i cittadini di questa zona di Rosignano che da anni devono fare i conti con la polvere e l’avanzata del cemento.
Intanto Ferrovie ordina nuovi rilievi proprio in seguito alla lettera di Franchi sull’opera giudicata “non sostitutiva”del passaggio a livello, Ferrovie pochi giorni fa ha ordinato alla Deanco di ricontrollare tutte le misure del sottopasso. «Le misure - spiega Gioacchino Scavuzzo, capocantiere Deanco - corrispondevano e corrispondono al progetto esecutivo che c’è stato ordinato di eseguire». Ma è possibile rimetterci le mani nel tunnel di via Forlì? Scavuzzo preferisce non commentare, ma si capisce che servirebbero altri milioni di euro. Mario Moscadelli.

 16/6/09 - «Il sottopasso non si può modificare» - I bus di linea non potranno utilizzare il tunnel

Ferrovie. «Non esiste un progetto standard: ci siamo adattati all’area a nostra disposizione L’ente locale conosceva altezze e larghezze»  «Il progetto del sottopasso di Rosignano è stato realizzato sfruttando il massimo delle larghezze e altezze ed è stato condiviso e approvato dal Comune». Ecco la risposta di Ferrovie all’impossibilità dei bus di linea di transitare nel tunnel. Ferrovie prosegue: «Non esiste un sottopasso standard, ma esistono progetti in conformità alle aree dove poi si devono concretizzarli».
 Ferrovie prosegue: «Ecco, nel caso di via Forlì i nostri progettisti hanno studiato le migliori pendenze possibili e i migliori raggi di curvatura possibili. Il Comune era a conoscenza dei calcoli e delle misure adottate: dunque, non c’è nessuno scandalo intorno a questa opera». Morale: il sottopasso non si tocca. Resterà così. Resterà off-limits a tutti i mezzi con lunghezza superiore a dieci metri, come deciso dalla polizia municipale una locale. Una beffa? Può darsi, ma non è la prima volta che succede. Una situazione simile è accaduta per un sottopasso ferroviario realizzato a Torre del Lago nel 2001: anche qui ci si è accorti che i pullman non poteva utilizzare il tunnel dopo l’inaugurazione. «Il sottopasso di via Forlì - spiega l’ingegnere comunale Andrea Immorali, che ha fatto da interfaccia con Ferrovie - non può più essere ritoccato. E il motivo è semplice: per costruirlo sono state sfruttate le massime larghezze e le massime altezze possibili. Studiando le carte era impossibile prevedere questa difficoltà per i bus di linea: il progetto ci dava delle garanzie, anche se sapevamo che solo un test pratico poteva toglierci i dubbi. Ma i vigili urbani, insieme a Atl, hanno constatato che non è sicuro far transitare da lì sotto i pullman per il servizio pubblico. Studieremo un altro tragitto».
 Certo è che fa un po’ rabbia sapere che un’opera da 7 milioni di euro (670mila euro spesi da Ferrovie e 300mila dal Comune) non può essere usata da tutti i mezzi a motore. Perché la segnaletica parla chiaro: vieta l’accesso ai mezzi superiori a 10 metri di lunghezza, non restringe la prescrizione ai bus di linea. «Nel caso di Rosignano - proseguono da Ferrovie - abbiamo dovuto tenere di conto di almeno altre tre infrastrutture già presenti: i binari, l’Aurelia e via Agostini. Il sottopasso è stato così studiato tenendo conto delle norme di sicurezza che regolano il traffico ferroviario e di quelle previste dal codice della strada in materia di dimensioni delle strade». Immorali aggiunge: «Non si poteva intervenire sull’Aurelia e o su via Agostini ridimensionando la larghezza di queste strade e nemmeno spostare i binari per allargare il sottopasso: significava interrompere il traffico ferroviario per 2 o 3 mesi, cosa impossibile da fare». Dunque, il tunnel di via Forlì resterà così: un’opera da 12 miliardi di vecchie lire. Mario Moscadelli
 

 6/6/09 - Tunnel nuovo ma “proibito” ai pullman - Troppa pendenza, i bus extraurbani non riescono a svoltare - L’opera, iniziata tre anni fa, è costata 7 milioni. Intanto il passaggio a livello è stato chiuso.

Quasi 7 milioni di euro per un’opera che non può essere utilizzata da tutti i mezzi a motore. È il sottopasso di via Forlì, a Rosignano, inaugurato quasi una settimana fa, ma che oggi sembra già vecchio. Nel senso che mostra già dei limiti nella circolazione: nel tunnel, ad esempio, non possono entrare i bus di linea. Eppure Ferrovie - che ha commissionato l’opera, per 300mila euro finanziata dal Comune - aveva garantito l’accesso a qualsiasi mezzo. La polizia municipale di Rosignano i dubbi che la curva del sottopasso potesse creare problemi li aveva avuti dal giorno del battesimo, venerdì 26 maggio. E per questo motivo, agli imbocchi lato Aurelia e lato via Forlì, aveva installato un cartello che vietava l’ingresso ai mezzi superiori a 12 metri di lunghezza.
 Una limitazione nell’attesa di verificare se almeno i bus di linea potevano transitare in questa nuovissima infrastruttura, nata in mezzo a proteste e polemiche (e ritardi, anche se in certi casi dovuti a migliorie decise in corso d’opera). E così ieri mattina, verso le 8, Atl è arrivata sul posto per effettuare dei test. Insieme all’azienda di trasporti anche i vigili urbani. Sono state provate due tipologie di pullman: quello per il trasporto extraurbano da circa 12 metri di lunghezza e quello urbano da circa 10 metri. L’esito? Negativo. Nel senso che la circolazione non è fluida. Il bus da 12 metri addirittura non riesce a curvare, mentre quello da 10 ci riesce ma con grande fatica. Dunque, al momento niente pullman. Il responsabile della viabilità della polizia municipale ha subito avvertito il comandante Stefano Carmignani, che ha provveduto a modificare ulteriormente il cartello che indica la lunghezza massima dei veicoli che possono usufruire del sottopasso: da 12 metri si è passati a 10. Ora Carmignani invierà la relazione all’ingegnere del Comune che ha seguito la progettazione di questa maxi-opera. Ma come è possibile che un intervento da 7 milioni di euro possa presentare questo limite? E perché non si è verificato prima? Partiamo dalla prima domanda. «Il problema - spiega Luca Arzilli, assessore ai Lavori pubblici del Comune - non è tanto il raggio di curvatura, ma la pendenza che c’è nel tunnel nel punto di svolta. Questa pendenza di fatto inclina il pullman di quel tanto che il tetto va a toccare con la parte interna del sottopasso. Faremo presente la situazione ai progettisti di Ferrovie e valuteremo se c’è una soluzione praticabile». Ma Arzilli sottolinea: «Riconosco che questo limite era sicuramente da evitare, ma i bus potranno lo stesso attraversare il paese utilizzando il cavalcavia che c’è dopo poche centinaia di metri. Insomma, per il trasporto pubblico non ci saranno grossi disagi». Ecco la risposta alla seconda domanda. «Avevamo chiesto ad Atl una verifica prima dell’inaugurazione dell’opera - spiegava l’ingegnere comunale Andrea Immorali quando è esploso il caso - ma non c’era stata data la disponibilità». Insomma, non c’è pace per questo sottopasso, la cui costruzione è iniziata circa tre anni fa (allora si dichiarava di chiudere l’opera entro 700 giorni) e che ha sollevato una lunga serie di proteste, tanto che il comitato dei residenti - nato in seguito ai disagi portati dal cantiere - ha chiesto 38mila euro di danni a Ferrovie: secondo i cittadini i lavori avrebbero influito sulla stabilità delle loro case. L’apertura del tunnel, inoltre, ha portato alla chiusura definitiva del passaggio a livello nel cuore di Solvay. Da qui passavano bici e carrozzine. Ora non più e per attraversare la città occorre la bussola. E giù altre polemiche. Mario Moscadelli

 30/5/09 - La cerimonia di inaugurazione del sottopasso è iniziata poco dopo le 9,30. Il primo a prendere il microfono è stato il sindaco Nenci. Poi è toccato a l’ingegner Di Venuta di Ferrovie, seguito da Farinella titolare della Deanco, l’impresa che ha costruito l’opera. Tutti hanno fatto riferimento ai disagi recati ai residenti. Tutti hanno fatto le loro scuse. E per i danni strutturali, le famiglie aggregate nel Comitato sottopasso hanno chiesto 38mila euro a Ferrovie. Ieri mattina il sindaco ha parlato chiaro sulle richieste dei residenti. «Noi - spiega il primo cittadino - non possiamo entrare in questo contenzioso, ma di sicuro se al termine delle verifiche si riscontrerà che si sono realmente verificati dei danni alle abitazioni i cittadini dovranno essere rimborsati da chi ha condotto l’opera». Il 30/5/2009 è stato definitivamente chiuso il passaggio a livello di P.za della Repubblica.
Dopo anni di cronache e polemiche che non ci permettiamo di valutare, riteniamo doveroso riportare anche la lettera di un cittadino estraneo ai fatti abitando a Castiglioncello.
Un esempio di sicurezza sul lavoro - Ero in mezzo ai circa duecento convenuti alla cerimonia di inaugurazione del nuovo sottopasso ferroviario che collega via Forlì alla via Aurelia a Solvay e ho ascoltato i succinti messaggi del sindaco e delle autorità ferroviarie e tecniche che evidenziavano la bontà della realizzazione, estendendo ringraziamenti a quanti si erano adoperati per la costruzione dell’opera. Un’opera importante e imponente, che ha richiesto decine e decine di quintali di cemento armato per contenere i muri di sostegno laterali, fonti di grave preoccupazione per i residenti, e soprattutto per garantire il passaggio dei treni in totale sicurezza, con assorbimento acustico, vibrazioni e tremolii.
 Avevo seguito con curiosità le vicende che hanno visto impegnati per circa tre anni politici, amministratori, tecnici, non solo a risolvere problemi strutturali, ma a contenere i contrasti di quanti hanno abitazioni adiacenti agli svincoli stradali. Ho passeggiato, a piedi, con i numerosi presenti attraversando i corridoi illuminati, ammirando la qualità delle rifiniture delle alte pareti, dei recinti metallici di protezione, della corsia riservata a cicli e pedoni: il passaggio di treni che in quel momento transitavano non disturbava minimamente il traffico automobilistico e pedonale. È stato un ultimo colpo di coda che l’amministrazione uscente, in accordo con Rfi ha voluto dare alla credibilità di un’opera da tempo voluta, auspicata e finalmente realizzata. I tempi di lunghe attese al passaggio a livello dell’Aurelia chiuso, vuoi per guasti agli organi di manovra delle sbarre, vuoi per l’intensità del traffico ferroviario, o per l’intasamento del transito delle auto, sono ormai da annoverare fra i ricordi.
 Mi sento di dover dire un grazie particolare a quei ragazzi, operai e tecnici, prevalentemente originari del sud Italia, che quotidianamente, con perseveranza, con grande professionalità e senso dell’impegno, fin dalle prime ore del mattino erano presenti sul cantiere, specialmente quando il tempo era inclemente, con il corpo a Solvay, ma con il pensiero alle famiglie lontane. La realizzazione dell’opera si è svolta senza guai e inconvenienti e senza incidenti alle persone, il che, di questi tempi, non è poco. Leonardo Casorio (ex capo-stazione)

 10/5/09 - Ci siamo: il sottopasso apre al traffico - Sopralluogo di Comune, Rfi e impresa.

Ora c’è una data ben precisa riportata in un verbale: il 29 maggio 2009. Una data per certi versi storica, una data particolare soprattutto per quei cittadini che da anni devono fare i conti con i disagi di un cantiere da molti «maledetto». In questo giorno, infatti, si aprirà ufficialmente al traffico il nuovo sottopasso di via Forlì. E c’è da credere che qualcuno alla notizia griderà al «miracolo», considerata la lunga attesa e i tanti imprevisti. A seguito di un sopralluogo congiunto, infatti, i rappresentanti del Comune di Rosignano, di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e dell’impresa Deanco Srl hanno sottoscritto un verbale all’interno del quale vengono definiti i lavori conclusivi per l’apertura al traffico del sottopasso di via Forlì, che avrà luogo - indica una nota del Comune - a partire dal prossimo 29 maggio. Questi gli interventi che dovranno essere realizzati prima dell’apertura della nuova viabilità: l’asfaltatura di via Agostini, dal limite delle recinzioni private fino al muro della rampa del sottovia, e, come richiesto dal Comune, la contestuale asfaltatura del tratto lato Cecina parallelo alla via Gigli; la realizzazione di due aiuole a verde all’innesto dei passi carrabili privati esistenti; la creazione di una piazzola a verde ogni due posti auto; la realizzazione dell’innesto della via Agostini e della rampa nord sulla via Oberdan Chiesa come da progetto approvato. Da individuare, infine, una soluzione alternativa in sostituzione della fioriera lungo il muro della rampa su via Agostini, che non potrà essere realizzata per mancanza di spazi disponibili. «Nel verbale - continua il documento - Rfi si impegna a realizzare tutte le lavorazioni concordate, nonché tutte le opere di completamento di via Forlì, di via Aldo Moro, del sottovia ed i relativi collegamenti con la viabilità, completi di segnaletica e illuminazione, entro il prossimo 28 maggio, in modo che, attraverso un’apposita ordinanza, possa essere dato il via alla nuova viabilità il 29 maggio». L’emissione dell’ordinanza del Comune sarà comunque subordinata al completamento dei lavori e al rilascio, da parte di Rfi di una certificazione di agibilità statica delle strutture e di conformità degli impianti, nonché di conformità al progetto approvato. Anche il passaggio a livello di piazza della Repubblica sarà chiuso soltanto dopo l’apertura del sottopasso e l’attivazione della nuova viabilità. È stato già fissato un altro sopralluogo per il 25 maggio, che avrà lo scopo di verificare lo stato di attuazione dei lavori e la consegna delle certificazioni, in modo da consentire il rilascio dell’ordinanza entro i termini concordati. Dunque, la protesta del Comitato del sottopasso è servita per avere risposte immediate

 6/5/09 - Sottopasso, nuova ondata di proteste

Erano rimasti in silenzio a lungo. Probabilmente fiduciosi delle promesse dell’amministrazione comunale. Ma ora hanno deciso di ritornare sul piede di guerra. Sono i cittadini riuniti nel Comitato del sottopasso di via Forlì, che hanno deciso di non stare più a guardare ma di tornare nuovamente ad alzare la voce. Al centro delle polemiche l’andamento dei lavori per il tunnel e tutti i disagi che si sta portando dietro da anni. Il Comitato si è riunito lunedì sera, dalle 21, nella sede che si trova nella parrocchia di Santa Teresa.  Un incontro a cui hanno partecipato decine di persone, arrabbiate per ciò che da anni sono costretti a sopportare. Alla fine della riunione, è stato dato l’incarico a Ezio Bientinesi di scrivere una lettera al sindaco per fissare un appuntamento. E, se non ci sarà risposta, questo folto gruppo di residenti è pronto a manifestare sotto la sede del Comune. «La riunione dell’altra sera - spiega Bientinesi - è stata indetta perché gli abitanti di via Agostini, via Moro e via Forlì sono stufi del perdurare dei lavori. Ritardi su ritardi, che stanno arrecando forti disagi. E allora vogliamo un nuovo faccia a faccia con il sindaco per sapere come stanno le cose».  Le accuse che il Comitato rivolge all’amministrazione sono dirette e fanno capire la rabbia dei residenti. Il testo della missiva protocollata ieri mattina in Comune inizia con una considerazione sull’andamento dei lavori. «La riunione è stata indetta anche per il fatto che secondo noi sono pochi gli operai presenti sul cantiere ed è per questo che la fine di questo sottopasso appare molto lontana. E allora, vista la latitanza mostrata dall’amministrazione comunale più volte sollecitata sull’argomento da altre lettere, abbiamo deciso di richiedere un incontro ufficiale con Nenci».  Nella lettera sono indicati quattro punti salienti. Quattro punti che racchiudono le ultime significative tappe di questa vicenda costellata da numerose proteste. «Nell’incontro del Comitato con il sindaco del 5 maggio scorso - si legge nel documento - fu indicato che i lavori si sarebbero conclusi per la fine del mese di settembre 2008. Fu assicurato, inoltre, l’impegno a esaminare preventivamente con i residenti sia il piano di rifacimento di via Agostini per non impedire l’accesso alle abitazioni, sia le problematiche che la futura viabilità potrebbe presentare riguardo all’innesto tra la via Aurelia e via Oberdan». Al secondo punto c’è la condizione dell’attuale viabilità. «La modifica provvisoria della viabilità derivante dalla riapertura della corsia della via Aurelia direzione Cecina-Livorno, che ha peggiorato ulteriormente le vie d’accesso alle abitazioni di via Agostini con un percorso che sembra un labirinto e con strade campo profughi, doveva durare solo un qualche mese. È passato un anno ed è tutto come allora». Al terzo punto ci sono gli interventi a difesa dei cittadini. «Nessuna risposta - prosegue la lettera - c’è stata data alle ripetute richieste di incontro formalmente inoltrate all’amministrazione comunale negli ultimi mesi per conoscere le misure adottate per ridurre i disagi esistenziali causati alla popolazione dal protrarsi dei lavori». Il documento si chiude con l’elenco di un’altra serie di difficoltà. «Le famiglie che abitano intorno al cantiere sono da oltre 3 anni assediate da una recinzione che le costringe ad ardue manovre con le auto e dai rumori e dalla polvere prodotta dalla macchine operatrici».  Dopo questo lungo sfogo, il Comitato chiude con un attacco anche a Ferrovie e all’impresa appaltatrice («scarso impegno a limitare i disagi e a concludere rapidamente l’opera) e mette in guardia il Comune. «L’esasperazione dei cittadini - spiega Bientinesi - ha raggiunto un limiti tale che, in mancanza di un incontro a brevissimo termine, il Comitato si riunirà per una manifestazione da farsi questa volta direttamente in Comune».

 26/2/09 - Il Sottopasso, conto alla rovescia-Il capo-cantiere: «Tra due mesi consegneremo»

Non c’è rosignanese che passando dall’Aurelia, in direzione Solvay, non si volti verso destra. E che non guardi anche per un attimo verso il sottopasso in costruzione. Gesto a cui si accompagna una domanda, scontata: ma quando sarà pronto? Noi siamo entrati dentro il cantiere per cercare di dare finalmente una risposta ad uno degli interrogativi che da anni attanagliano una delle zone più strategiche del comune. A fare “gli onori di casa” il capo-cantiere, il geometra della Deanco, che dal 2005 sta seguendo passo dopo passo l’evoluzione del tunnel.
 Un’evoluzione complessa, difficile, fatta di tanti ritardi e intoppi, ma che ora sembra giunta finalmente al termine. Si toglie il casco di protezione il geometra Gioacchino Scavuzzo. «Quanto manca alla fine dei lavori? Due mesi. Tra due mesi consegneremo il tunnel finito». Dunque, ad aprile sul sottopasso di via Forlì sarà messo il fiocco e consegnato a Ferrovie, al Comune e soprattutto ai cittadini. Consegnato sì, ma ad una condizione. «Il tunnel - precisa Scavuzzo - sarà pronto con la vecchia viabilità. Di nostra competenza c’è la sistemazione di via Agostini, ma in questo caso prima di agire c’è da spostare l’edicola. Questo spostamento è un passaggio fondamentale, ma non è di nostra competenza». Quell’edicola fa parte di un’altra partita, collegata alla viabilità esterna al sottopasso.

 Ritorniamo ai lavori nel tunnel. A che punto siamo? «Le opere in calcestruzzo sono terminate. E anche il sistema fognario è ok. Ora ci non resta che pavimentare la sede stradale e provvedere all’installazione degli impianti, vale a dire la pubblica illuminazione e delle pompe di sollevamento dell’acqua. Prevedendo condizioni meteo buone, diciamo che entro due mesi il sottopasso sarà finito, consegnato».
 Dunque, se saranno rispetti i tempi indicati del geometra della Deanco, il tunnel sarà aperto a tre anni e mezzo di distanza dall’inizio dei lavori. Ferrovie - che per la costruzione di questo sottopasso ha sborsato circa 6 milioni di euro - nel suo cronoprogramma aveva indicato in due anni la conclusione dell’intervento. Anche se poi aveva corretto il tiro dicendo «metà 2008». Cosa è succcesso? «Quando si lavora sotto a dei binari la cautela è massima e non sono previsti errori. Insomma, la fretta non fa parte di questo tipo di lavoro, dove la precisione è un aspetto fondamentale. Ma ad aumentare i tempi sono stati altri fattori. Tra quelli più recenti l’installazione del teleriscaldamento, che di fatto ha rallentato il cantiere perché non potevamo lavorare in contemporanea con Asa e Roselectra. E poi l’ondata di maltempo di fine ottobre, che ha allagato il sottopasso. Ma ora, per fortuna, stiamo iniziando ad intravedere la luce di questo tunnel».
 Nell’ufficio della ditta ci sono le foto di altri tunnel e di alcuni viadotti, simili a quelli che la stessa impresa realizzerà sul Fine. «Abbiamo costruito - elenca il geometra - tre sottopassi a Pietrasanta, cinque a Cascina, uno a Camaiore, uno a Migliarino, due a Terni e una a Cervia. Insomma, sappiamo cosa significa fare un tunnel e crediamo di averlo mostrato anche ai cittadini: nel corso dell’opera sono stati fatti almeno cinque sopralluoghi guidati con una rappresentanza del comitato della zona».
 A proposito di residenti, il geometra ci indica la pista ciclo-pedonale che dall’area dell’ospedale entra sotto via Forlì. «È una pista alta circa 2 metro e mezzo rispetto alla sede stradale, dunque in assoluta sicurezza e assolutamente non in contatto con le auto». Altro dubbio da togliere: la pendenza delle rampe? «Circa il 9% nel punto massimo. Osservandole oggi viene il sospetto che siano troppo ripide e che potrebbero creare disagi alla circolazione in caso di code, ma alla fine vedrete che saranno delle salite morbide». Di Mario Moscadelli.

 15/1/09 - Il comitato: «Lavori in alto mare sottopasso pronto dopo Pasqua»

I cittadini interessati dai lavori al nuovo sottopasso di via Forlì sono preoccupati. Preoccupati per i tempi dei lavori. Tempi che si sono allungati notevolmente, prolungando così i disagi per i residenti. Proprio ieri mattina il presidente del Comitato per il sottopasso, Ezio Bientinesi, è stato in Comune per chiedere chiarimenti sullo stato d’avanzamento dell’opera. Opera che, secondo l’assessore ai lavori pubblici Luca Arzilli, è stata fortemente condizionata dal maltempo degli ultimi mesi dello scorso anno. Ma il Comitato non crede troppo a questa giustificazione e, tuttavia, indica una data per la fine del cantiere. «Il sottopasso sarà pronto dopo Pasqua - dice Bientinesi - dunque ci sono altri 4 o 5 mesi di lavoro. Non ne possiamo più di questo cantiere e soprattutto vorremmo chiarezza da parte dell’amministrazione comunale». Sono tante ancora le cosa da fare per la costruzione del sottopasso e per la sistemazione delle strade interessate da questo intervento. «Gli operai - spiega Bientinesi - devono ancora completare il ponte dalla parte di via Aldo Moro, devono iniziare i lavori per le fognature e per gli impianti elettrici e devono compiere diverse demolizioni. Questo solo per il sottopasso. Ma c’è tutta la partita relativa alle vie condizionate dall’opera. Ma questo è un’altro campionato, su cui vorremmo essere più informati dall’amministrazione comunale». Intanto, però, qualcosa si sta muovendo sulla viabilità di quella zona a carico del Comune. È stata pubblicata la graduatoria provvisoria relativa all’adeguamento della rotatoria tra via Veneto e via Oberdan Chiesa. L’appalto, provvisoriamente, è andato alla ditta Claudio Desideri (che ha presentato un ribasso del 22,500), che al momento ha battuto la concorrenza di altre cinque ditte (Pierino Vanni, Ocram costruzioni, Cotar, Abate e Panicucci). Questa nuova rotatoria costerà circa 100mila euro. Successivamente, sempre a carico del Comune, sarà sistemata anche l’altra rotonda, quella tra via Veneto e via Gigli. Dunque, saranno sistemate prima le rotatorie del sottopasso? «Credo che i lavori sulla rotatorie - dice Arzilli - andranno di pari passo a quelli del sottopasso». Di Mario Moscadelli.

 15/7/08 - A ottobre il sottopasso - Il direttore dei lavori: «Non più sorprese»

Anche gli ingegneri delle Ferrovie, hanno seguito con molta attenzione gli ultimi ritocchi verso la riapertura dell’Aurelia. Sul cantiere anche il direttore dei lavori, Luciano Cheli. La nostra domanda è diretta: quando aprirà il nuovo sottopasso di via Forlì? Altrettanto sintetico l’ingegnere: «Verso la fine di ottobre». Ma poi aggiunge: «Salvo imprevisti». Una precisione che probabilmente arriva dal ricordo della scorsa estate, dove i lavori registrarono grossi rallentamenti, che hanno portato a far slittare la chiusura del cantiere di circa un anno. Ma ora non dovrebbero esserci più sorprese.
 «In questo momento - afferma Cheli - la ditta incaricata dei lavori (la siciliana Deanco, la stessa che ha vinto il recente appalto per la costruzione del ponte sul fiume Fine, ndr) - è impegnata nella zona a monte del sottopasso, dove sono in corso anche i lavori per l’installazione del teleriscaldamento e dell’impianto idrico. Dobbiamo fare i conti, infatti, anche con interventi che non sono di competenze di Rfi».
 Tuttavia, le opere (iniziate all’inizio del 2006) stanno per essere completate. «Credo proprio - continua Cheli - che ce la faremo a rispettare il cronoprogramma che abbiamo presentato all’amministrazione comunale. Dunque, posso affermare che il sottopasso aprirà in maniera definitiva verso la fine di ottobre».
Di Mario Moscadelli.

 15/7/08 - Riapre l’Aurelia. Senso unico in alcune vie.

Ore 12,20 di ieri: dopo oltre due anni di lavori riapre l’Aurelia. È solo il primo passo verso un assetto stradale che stravolgerà la zona sud della città. Ma già le novità di ieri sono una sorta di rivoluzione.
 Decine e decine di cittadini già dalla mattina hanno assistito agli ultimi ritocchi prima del via libera. La polizia municipale aveva fissato per le 11 la riapertura della circolazione sull’Aurelia. Ma come succede spesso quando si chiude un cantiere, non sono mancati gli intoppi e i ritardi. C’era da finire di posizionare la nuova segnaletica, di ridisegnare le strisce sul margine della strada per indicare le piste ciclabili e di predisporre quei blocchi di plastica bianchi e rossi che indicano l’uso corretto della circolazione. Sul posto il responsabile della viabilità della polizia municipale Stefano Poli, l’ingegnere comunale Susanna Berti e il direttore dei lavori del cantiere Luciano Cheli. Presenti anche alcuni addetti dell’Atl: muterà qualcosa anche nell’assetto del servizio pubblico del pullman.
 Riapre l’Aurelia. Alle 12,20 ecco che si apre il varco sulla “nuova” Aurelia, quel tratto compreso tra le intersezioni con via Gigli e con via Chiesa. Il primo mezzo a transitare è un furgone bianco targato Livorno: davanti una moto dei vigili urbani. Via, dunque, alla nuova viabilità. Partiamo dall’Aurelia: è transitabile in direzione sud-nord (limite di velocità è di 30 chilometri orari), vale a dire da Cecina verso Livorno. Una volta arrivati all’incrocio con via Chiesa, chi sta percorrendo l’Aurelia ora può andare soltanto a diritto. Niente svolta a sinistra. Per chi proviene da nord, invece, può girare solo a destra in via Chiesa, dove è stato istituito il senso unico in direzione mare. Cambio di marcia in via Agostini, percorribile adesso da sud verso nord. Arrivati all’altezza dell’edicola, ora i residenti hanno l’obbligo di svolta a sinistra. Quindi non possono salire direttamente sull’Aurelia. Senso unico in direzione mare anche su via Gigli. Naturalmente, in conseguenza di questa viabilità, cambiano gli obblighi di marcia per coloro che escono da via Carducci e da via Mazzini: in entrambi i casi c’è la svolta obbligatoria verso via Veneto.
 Il futuro. Ma una volta aperto il sottopasso cosa succederà? Il progetto studiato per disciplinare il traffico non è ancora definitivo. Ma ci sono già delle idee che quasi sicuramente saranno messe in pratica. Ritorniamo sull’Aurelia: a fianco della corsia a raso aperta ieri, sulla sinistra in direzione sud-nord, ci sarà la rampa che immette nel sottopasso e che permetterà di attraversare i binari della ferrovia. La sede stradale sarà completata da una pista ciclabile e da una pista ciclopedonale (entrambe lato monte). Quest’ultima confluirà nel sottopasso, ma su un livello superiore rispetto alla strada che - secondo il progetto presentato da Ferrovie - sarà transitabile da qualsiasi tipo di mezzo. Lo stravolgimento, però, ci sarà soprattutto nella zona dell’incrocio con via Chiesa: qui, infatti, confluiranno la corsia a raso dell’Aurelia, la rampa del sottopasso per chi proviene da lato-monte e via Agostini. Un grosso flusso di auto, che si somma a quello sull’Aurelia proveniente da sud. Come sarà regolato? Non ci sarà nessuna rotatoria, ma solo un’isola spartitraffico. Chi arriva dalla rampa del sottopasso dovrà dare la precedenza a chi percorre l’Aurelia. Ma la rivoluzione è su via Chiesa: saranno ricavate tre corsie per permettere un corretto deflusso delle auto. Una corsia sarà a disposizione per gli automobilisti che provengono dal centro di Solvay (da sud), quella centrale sarà riservata a chi esce dal sottopasso e un’altra sarà a disposizione di coloro che arrivano da via Agostini. Quest’ultima corsia sarà “protetta” dal resto della carreggiata con una struttura non troppo invasiva. Si tornerà a due corsie subito dopo avere superato l’incrocio con via Mazzini. Per compiere questo intervento sarà spostata la storica edicola di Massimo Vallini. Di Mario Moscadelli.

 1/2/08 - I residenti di via Agostini e di via Forlì vanno per vie legali.

 Gli abitanti di questa zona, che lo scorso anno si sono costituiti in comitato a seguito dei lavori del sottopassaggio ferroviario, hanno deciso di affidare le loro istanze di richiesta danni ad uno studio di avvocati di Cecina. La svolta è avvenuta durante un’assemblea di alcuni giorni fa, incontro a cui hanno partecipato gran parte dei residenti coinvolti dai lavori che durano ormai da quasi due anni.
 «Da oggi - spiega Ezio Bientinesi, presidente del comitato - tutti coloro che hanno o avranno problemi derivati dai lavori in corso, dovranno rivolgersi allo studio legale». Il Comitato avrà il compito di coordinatore: ascoltare e fare eventualmente da tramite con i legali. Prima di intraprendere questo passo, ventilato già un anno fa durante le assemblee dei cittadini, i residenti hanno completato il quadro della situazione, registrando i danni subiti. Durante la riunione sono state date informazioni sulle iniziative prese e concluse, come «le perizie tecniche effettuate da ingegneri e circa le risposte negative sino ad oggi ricevute dall’impresa costruttrice - scrive in una nota il presidente del comitato - nonché i solleciti fatti all’amministrazione comunale per il miglioramento della viabilità di via Agostini ed il ripristino della fascia dove sono state tagliate decine di alberi ad alto fusto». Tra gli interventi che verranno messi in atto dal Comune «quello di una zona a traffico limitato attorno all’area del cantiere con tanto di segnaletica e pass per tutti i residenti».
 La decisione di affidarsi ad uno studio legale per richiedere danni materiali ed esistenziali è arrivata dopo mesi: in questo arco di tempo i residenti avevano richiesto perizie controfirmate e riconoscimento di eventuali danni da parte dell’azienda costruttrice. «Ma da parte della ditta - continua Bientinesi - abbiamo avuto solo risposte negative».
 Insomma i residenti si sono sentiti poco tutelati. Non solo dall’impresa, ma anche dall’amministrazione comunale che «non ha fatto niente, se non misurare il livello di alcuni pozzi». Polveri, rumori assordanti delle trivelle giorno e notte, rischio di subsidenza per le abitazioni attorno allo scavo, non chiarezza nell’eventuale rimborso dei danni, il non conoscere ancora il nome dell’assicurazione della ditta: sono fattori che hanno surriscaldato gli animi. «E così l’assemblea, a larga maggioranza, ha dato mandato al comitato di procedere alla richiesta di danni tramite legali. Allo studio di Cecina abbiamo chiesto di fare tutto ciò che è necessario per difendere gli interessi e tutelare l’esistenza dei cittadini, che si ritengono danneggiati dal modo in cui è stata condotta e viene realizzata l’opera».

 16 -12 - 2007 - Sottopasso, risarcimenti negati - Il comitato protesta: Le Ferrovie non pagano per i danni alle case.

 Tornano a protestare le famiglie che abitano attorno al cantiere che sta eseguendo i lavori per il sottopasso ferroviario, la massiccia opera che collegherà, una volta terminata, la via Aurelia a Rosignano Solvay con via Forlì e la zona industriale. Tanti i motivi di protesta che il comitato, costituito da dodici rappresentanti tra i quali il presidente Ezio Bientinesi, il vice presidente Bruno Viviani ed il segretario Luciano Tei, ha scritto in una lettera inviata all’amministrazione comunale. A preoccupare le famiglie i disagi provocati dai lavori.
 In particolare la difficoltà di accesso alle case anche in caso di bisogno; ma anche, dopo gli ultimi incontri con i tecnici, la possibilità che vengano rigettate le richieste di risarcimento da parte dell’impresa. Infine il problema dei pozzi, attorno alle case, asciutti da mesi ed il pericolo di subsidenza. «Il comitato - recita la lettera - fa presente all’amministrazione comunale che i cittadini sono esasperati e che, perdurando questa situazione, si vedranno costretti ad intraprendere azioni legali e denunce circostanziate». «I lavori del sottopasso - spiega Bientinesi presidente del comitato - dovevano essere prossimi ad essere terminati; invece ci sono stati dei ritardi e la fine dell’intervento sembra non essere vicina». Con la lettera «evidenziamo il perdurare del disagio dovuto alla presenza delle delimitazioni del cantiere in particolare per la difficile viabilità di accesso alle abitazioni e l’eliminazione della fascia pedonale con conseguente impossibilità di accesso da parte dei Vigili del fuoco in caso di incendio nelle abitazioni. Abbiamo sofferto danni - scrivono i cittadini - per la rumorosità del cantiere, per l’ occupazione di parte dei giardini privati di via Agostini con parziale demolizione dei muri di recinzione (i cui impegni per il loro ripristino sono scaduti da sette mesi); abbiamo sofferto il dispregio delle garanzie date anche in un recente incontro (avvenuto circa un mese fa presso il palazzo comunale) alla presenza dell’ingegner Immorali - scrivono nella lettera i componenti del comitato - il rappresentante della Rete Ferroviaria, dei rappresentanti dell’impresa appaltatrice i cui rappresentanti non hanno voluto rivelare il nome dell’assicurazione; ed oggi sembra che vengano rigettate le richieste di risarcimento per riparare le piccole e medie lesioni prodotte negli edifici più vicini al cantiere (circa una decina le richieste di danno) nel periodo in cui gli scavi hanno originato forti vibrazioni e sobbalzi di terreno». In pratica, come spiegano al Comitato, è stato effettuato un sopralluogo nelle abitazioni vicine agli scavi in base anche al testimoniale di stato realizzato all’inizio dei lavori. «Dopo i sopralluoghi e dopo la riunione avvenuta in Comune, sembra che la ditta sia intenzionata a rigettare le richieste di risarcimento», spiegano al comitato. Per questo i residenti vogliono ricordare quanto assicurato dal sindaco il 3 febbraio 2007: «Se ci sono danni saranno risarciti, ha scritto il sindaco, ma a tutt’oggi la fideiussione non esiste - continua la lettera - l’assicurazione non si sa se ci sia e che nome abbia ed il Comune ha eseguito solo la misurazione di alcuni pozzi attraverso un geologo senza fare uno studio del nuovo andamento della falda freatica su via Agostini. Sono infatti ormai diversi mesi che i pozzi attorno al cantiere sono asciutti e la preoccupazione per la stabilità delle case a rischio di subsidenza sta aumentando. Non vogliamo - precisa il comitato - dire che il sindaco non abbia provato a tutelare i nostri diritti, ma constatiamo che non ci è riuscito». Per questo il comitato fa presente all’amministrazione che i cittadini «sono esasperati e che se perdurano queste situazioni si vedranno costretti ad intraprendere azioni legali e denunce». Nelle prossime settimane il comitato è intenzionato ad indire un’assemblea con tutti i residenti proprio per «organizzare le azioni legali da mettere in atto». A.Bernardeschi

 30 -06- 2007 - Sottopasso, lavori sospesi. Ora si teme un cantiere infinito. Si devono mettere in sicurezza i binari.  Operazione delicata.

I lavori per la realizzazione del sottopasso tra via Forlì e via Agostini sono sospesi da alcune settimane e riprenderanno, con tutta probabilità, solo a settembre. Ad accorgersi dell’interruzione i residenti nella zona del cantiere; residenti che se da un lato sono sollevati dallo stress provocato dal rumore e dalle polveri degli scavi, dall’altro temono un altro slittamento rispetto al programma delle Ferrovie. “Il sottopasso - dicono - doveva essere terminato a dicembre. Data che era già stata posticipata per i problemi che la ditta aveva avuto con Enel e Telecom. Adesso i lavori sono fermi da circa un mese e non vediamo più nessun operaio all’interno del cantiere. Ci è stato detto che la stessa ditta sta lavorando in un altro luogo”.  La sospensione, come ha spiegato l’assessore Luca Arzilli, è derivata da più motivi concatenati tra di loro: “Il monolite in cemento armato che dovrà essere spinto nel terreno al di sotto della ferrovia - spiega l’assessore - è stato realizzato e posto lungo via Forlì. Ma il cemento ha bisogno di oltre un mese per maturare; quando sarà pronto verrà gettato dentro una fossa di varo e verrà sospinto in avanti con un sistema di pompe idrauliche”. Nel frattempo dovranno essere messi in sicurezza i binari della rete ferroviaria compresi quelli utilizzati dalla Solvay: “Prima di spingere il monolite al di sotto del terreno dovranno essere rafforzati i binari e la massicciata con la messa in posa di pali. Un’operazione che verrà eseguita durante la notte quando il transito dei treni è minore”. Inoltre i treni dovranno passare attraverso l’area di cantiere ad una velocità ridotta. “Per tutti questi motivi i lavori di scavo verranno iniziati a settembre quando riprenderà l’orario invernale dei treni”. A tutto ciò deve essere aggiunto il fatto che la stessa amministrazione comunale aveva richiesto alla ditta di rallentare i lavori di scavo durante il periodo estivo per non creare situazioni di disagio a causa della polvere (le finestre delle abitazioni in estate vengono tenute aperte); infine c’è da sottolineare che nel mese di agosto solitamente le ditte vanno in ferie. Quindi a conti fatti e visti gli interventi, i lavori non riprenderanno prima di settembre. Rimane il problema dello slittamento della consegna del sottopasso: “come ben sanno anche i residenti della zona, il cronoprogramma delle Ferrovie era già stato modificato perchè vi sono stati ritardi da parte di Telecom ed Enel nello spostamento dei sottoservizi in via Forlì. Un ritardo di quasi un anno che la ditta ha cercato di recuperare, ma non c’è riuscita in tutto, iniziando i lavori in via Agostini”. E’ chiaro dunque che la fine degli interventi sarà rimandata ancora: “ma pensiamo - conclude l’assessore alla qualità urbana - che il grosso del disagio subito dai residenti, ossia i forti rumori, le vibrazioni e le polveri, sia in gran parte passato”. Il comitato intanto chiede “perchè non siamo stati informati della sospensione dei lavori. Se c’era da attendere per programmare gli interventi per la messa in sicurezza della linea ferroviaria, potevamo suggerire alla ditta di eseguire altri lavori così da avvantaggiarsi sul programma”. Insomma il timore è quello di veder procrastinare nel tempo i disagi provocati dal grande cantiere. Al. Bernardeschi

 20 -03- 2007  Sottopasso, disagi sempre più pesanti. I residenti protestano ed elencano in 5 punti i motivi di attrito. ll comitato smentisce le affermazioni tranquillizzanti del Comune: «Per ora non hanno ottenuto niente»

 Il comitato del sottopasso di via Agostini e via Forlì, dopo l’incontro avvenuto alcuni giorni fa con il sindaco e l’assessore ai Lavori pubblici, replica all’amministrazione comunale: «Avremmo preferito che il Comune non fosse uscito pubblicamente facendo credere alla cittadinanza che i problemi relativi al sottopasso fossero in fase di risoluzione - dicono - dal loro intervento sembra che tutto vada bene; ma così non è». Anzi, i componenti del comitato ristretto che vede Ezio Bientinesi presidente, Bruno Viviani vicepresidente e Luciano Tei segretario, affermano che di problemi ce ne sono parecchi.
 «Pur constatando - affermano - da parte del sindaco l’impegno ad intercedere con le Ferrovie, durante l’ultimo incontro abbiamo verificato che l’amministrazione comunale non ha ottenuto praticamente niente rispetto a quanto noi stiamo richiedendo da oltre un anno e da quanto ci era stato promesso».
 Intanto continua ad aumentare il numero delle famiglie che aderiscono al comitato: “Siamo a 56 - dice Ezio Bientinesi - ma abbiamo altre richieste di adesione. Lunedì 26 marzo ci riuniremo per nominare altri due rappresentanti di via Carducci e stanno proseguendo gli incontri con gli avvocati incaricati di tutelarci». I lavori per il sottopasso comportano uno scavo, ricordano i cittadini, che dovrà raggiungere la profondità di 24 metri «e sappiamo già che i prossimi mesi saranno duri da sopportare». Cinque i punti salienti sui quali il comitato replica all’amministrazione comunale; al primo posto la controperizia geologica «che, nonostante l’approvazione unanime del consiglio comunale non è stata eseguita; eppure ci era stata promessa per tutelarci su eventuali rischi di subsidenza del terreno». Al secondo punto la fideiussione: «che invece non è stata eseguita - continua Bientinesi per bocca del comitato - perché, come abbiamo verificato, la ditta dispone di una normale assicurazione così come prevede la legge».
 Quindi i testimoniali di stato “che sarebbero, comunque, stati eseguiti per tutelare la stessa ditta e non i cittadini». Ed ancora: «niente tutela per le abitazioni nella media e lunga durata perché, per questo, si fa riferimento al Codice civile e non ad assicurazioni particolari attivate per questo specifico intervento». Infine la sorveglianza attorno al cantiere «per tutelare i cittadini ed i loro beni. Ma, - continua il presidente del comitato - non è stato nominato dal comune nessun responsabile a tale scopo».
 Tanti i dubbi dei cittadini che abitano nei quartieri a sud di Rosignano: «Tra una settimana sarà completamente deviata la falda acquifera, quali saranno i problemi che dobbiamo aspettarci? È stato valutato l’effetto sulle case di una macchina a percussione che per giorni ha provato a sfondare lo strato di banchina davanti al palazzo numero 5 di via Agostini con danni alle abitazioni? E perché l’assessore ai lavori pubblici non è intervenuto per fermare momentaneamente i lavori in attesa che giungessero le trivelle, cosa accaduta dopo un mese? Eppure sappiamo che l’ufficio ai lavori pubblici ha contatti diretti con Rfi».
 Poi le barriere antirumore su via Agostini e via Forlì: «Nonostante il parere vincolante della Provincia - continua Bientinesi - dovremo aspettare 10 anni per vederle. Perché le barriere non esistono nel nuovo progetto delle Ferrovie e il comune ha intenzione di attendere le misurazioni fonometriche dopo che il sottopasso sarà terminato e funzionante». Infine domande circa l’utilizzo della nuova opera: «È vero che sarà impedito il transito dei camion così come ci è stato detto dall’amministrazione comunale? E perché all’interno del sottovia non sono previsti aeratori e marciapiedi per i pedoni?”
 Tanti i dubbi mentre il comitato continua a ricevere, dalle famiglie, verbali relativi a disagi: «Non chiediamo più niente - conclude Bientinesi - vorremmo soltanto conoscere quali decisioni vuol intraprendere l’amministrazione comunale circa i problemi esposti».
A. BERNARDESCHI

 15-03-07 Incontro tra il comitato residenti, amministratori e ditta appaltatrice - Sottopasso, due mesi di lavori rumorosi

Si fa il punto sui lavori per la realizzazione del sottopasso di via Forlì: in seguito ai sopralluoghi della commissione consiliare Qualità del territorio e del sindaco Alessandro Nenci, si è svolto nei giorni scorsi in Comune un incontro a cui hanno partecipato il sindaco, il vicesindaco Arzilli, il presidente della commissione Bagnoli, l’ingegnere comunale Immorali, il geologo Squarci.  Con loro anche l’ingegnere delle Ferrovie Cheli, il rappresentante della ditta appaltatrice dei lavori, la Constructiam Company Srl, geometra Scavuzzo, e numerosi rappresentanti del comitato cittadino della zona dei Palazzoni.  «Voglio ribadire - ha introdotto il sindaco - che l’attenzione del Comune è alta nei confronti di questo intervento delle Ferrovie. Un’opera di così grandi dimensioni non può essere svolta senza disagi per gli abitanti della zona, anche se il nostro compito è quello di monitorare il tutto per far sì che tali disagi non superino il limite e siano il più possibile contenuti».  L’Ingegnere Immorali ha ricordato il ruolo del Comune nell’ambito di un intervento che non è di competenza dell’ente locale: fare da tramite tra la cittadinanza e le Ferrovie.  L’ingegner Cheli ed il geometra Scavuzzo hanno poi illustrato lo stato dell’arte dei lavori: entro la fine del mese i diaframmi saranno terminati e il disagio legato alle vibrazioni terminerà, poi il lavoro proseguirà con i martelli pneumatici per un paio di mesi, che porterà qualche problema per il rumore, destinato però a scomparire prima dell’inizio dell’estate.  La parola poi è passata ai rappresentanti del Comitato che hanno informato tutti i presenti sulle nuove adesioni volontarie (altre 15 famiglie di via Carducci si sono infatti aggiunte al Comitato), dopodiché hanno posto una serie di domande. Ventuno in totale i punti presentati, per chiedere informazioni sulla nascita e l’evoluzione del progetto, per correggere alcune inesattezze dei testimoniali di stato, per suggerire interventi aggiuntivi, a riduzione del rumore e dell’impatto visivo, per garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, per chiedere monitoraggi sul livello dell’acqua. Particolarmente importanti le domande e le richieste relative al controllo della falda.  In futuro verranno monitorati i pozzi a valle dell’intervento e il piezometro già presente, per capire se e quanto eventualmente la falda acquifera risentirà dei lavori. Domande infine sulla previsione di una barriera visiva e antirumore su via Agostini e via Forlì, per ovviare ai rumori del traffico, e sulla previsione di una ripiantumazione adulta totale.

 16-02-07  Sottopasso di via Forlì: ieri il sopralluogo sul cantiere. Subito un incontro coi residenti - Il sindaco Nenci: «Un programma preciso dei tempi per definire l’intervento»

Il sindaco Nenci, l’assessore Arzilli, l’ingegnere comunale Andrea Immorali e il vicecomandante di polizia municipale Dalida Cosimi hanno fatto un sopralluogo sul cantiere di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per la realizzazione del sottopasso di via Forlì. Gli amministratori hanno avuto modo di chiarire con il personale della ditta appaltatrice alcuni aspetti dell’imponente intervento ed hanno stabilito che nelle prossime settimane verrà organizzato un incontro con il Comitato per riferire alla cittadinanza lo stato di avanzamento ed i tempi dei lavori.  «Siamo qui stamani - ha voluto precisare il sindaco Nenci - per verificare di persona l’andamento dell’intervento e per sollecitare la stesura di un cronoprogramma dei lavori. E’ nostra intenzione infatti avere un contatto continuo con la cittadinanza, ed in particolare con gli abitanti delle zone interessate dai lavori, per tenerli informati sullo sviluppo dei lavori. Nei prossimi giorni provvederemo quindi ad organizzare una riunione con il Comitato per fare il punto dei lavori e valutare insieme se e come sarà possibile attenuare i disagi dovuti alle escavazioni».  I lavori in effetti sono in piena esecuzione: iniziati circa un anno fa, andranno avanti ancora per un paio di anni e porteranno alla realizzazione di un’opera estremamente importante per l’intero assetto della frazione più popolosa del Comune.  paese. Il sopralluogo degli amministratori è stato doppio perché il Sindaco ed il Vicesindaco hanno voluto verificare di persona l’andamento dei lavori sia sul fronte di via Agostini (lungo la vecchia Aurelia) che sul fronte di via Forlì.  «Il nostro obiettivo principale - ha assicurato Nenci - in questa fase deve essere quello di salvaguardare la tranquillità e la sicurezza della cittadinanza, perché, se è vero che ogni grande opera porta con sé dei disagi per la realizzazione, è anche vero che questi stessi disagi non possono e non devono andare oltre il dovuto. Il nostro impegno prioritario - ha precisato ancora - sarà quello di monitorare in continuo i lavori, anche attraverso l’azione degli uffici comunali interessati, e di programmare fin da subito la viabilità futura in previsione delle esigenze della stagione turistica».

 12-02-07  Lavori per il sottopasso - Partono le prime denunce

I residenti di via Agostini iniziano a presentare le prime denunce scritte alle forze dell’Ordine. Ieri mattina, Ezio Bientinesi in qualità di presidente del comitato dei cittadini, si è rivolto alla Polizia Municipale di Rosignano ed ha presentato una segnalazione di danni per conto di Adalberto Bellagotti residente in via Agostini. Tra la documentazione allegata, alcune fotografie relative ai danni subiti il primo febbraio «a seguito - si legge nel documento - delle perforazioni».  Lo scorso primo febbraio «sono caduti - continua la segnalazione - due davanzali in cemento corrispondenti alle finestre lato mare del fabbricato».  Ma in questi giorni i residenti della zona dei palazzoni Solvay e di via Forlì, stanno raccogliendo tutta la documentazione (fotografie di crepe sui muri delle case e dei garage, verbali sottoscritti e così via) a dimostrazione dei danni subiti dai lavori di scavo. «Ciò che mi preme sottolineare - dice Ezio Bientinesi - è l’invito che rivolgo a tutti i residenti nelle case di tipo Solvay, di controllare i davanzali delle abitazioni. Infatti, questi davanzali sono in cemento armato e, con il tempo, il ferro contenuto all’interno si ingrossa indebolendo il cemento che, con le scosse, può cadere. In particolare chiedo di controllare soprattutto i davanzali lato mare, quelli più soggetti all’azione distruttiva del salmastro. Nel caso accaduto lo scorso primo febbraio, fortunatamente, non è successo niente di grave, ma potevano esserci bambini che giocavano o persone che nel momento della caduta passavano sotto le finestre».  Il “comitato dei cittadini di via Forlì, via Agostini e via Aldo Moro” si è costituito alcuni giorni fa proprio per cercare di tutelare tutti i residenti interessati dai lavori del sottopasso.  Presidente è stato eletto appunto Ezio Bientinesi, residente in via Agostini e, vice presidente, Bruno Viviani residente in via Forlì.  «È bene sottolineare - continua Bientinesi - che il comitato non ha lo scopo di fermare i lavori anzi, ci auguriamo che questi finiscano velocemente proprio per superare i disagi. Ciò che vogliamo è tutelare le nostre abitazioni e la nostra qualità di vita sconvolta, in questi mesi di perforazioni, dal rumore e dalle vibrazioni che sentiamo quando siamo in casa».  Per questo, nei prossimi giorni, il comitato del quale fanno parte più di una decina di persone in rappresentanza di tutti i residenti della zona, incontrerà i legali ai quali farà pervenire tutto il materiale sino ad ora raccolto. Al.Be.

 3-02-07- Il sindaco Nenci scrive al comitato di via Forlì: «Impegni rispettati» «Se ci sono danni saranno risarciti»

 La commissione qualità urbana ieri mattina ha effettuato un sopralluogo, in verità già in programma, sul cantiere del sottopasso di via Forlì i cui lavori termineranno, come dichiarato ieri, nel 2008. Ad attendere i consiglieri comunali ed il presidente della Commissione Fabrizio Bagnoli, il capo cantiere ed i tecnici delle Ferrovie. «In effetti - ha detto Bagnoli - durante i lavori di scavo è stata rinvenuta una lastra di roccia particolarmente dura ed estesa per cui sono dovuti intervenire con una trivella. Proprio durante le trivellazioni i cittadini hanno dovuto sopportare i disagi maggiori. Ci hanno assicurato che i lavori stanno procedendo bene e che non ci sono problemi particolari».  Per il momento però non è ancora iniziato l’intervento di perforazione del tunnel. Dopo la visita del cantiere i componenti della commissione hanno incontrato alcuni residenti che hanno sottolineato ancora una volta i disagi che stanno vivendo. A fine giornata la commissione si è recata in comune per parlare dei problemi con l’assessore ai Lavori pubblici Luca Arzilli. Vista la complessità dell’argomento e la durata del sopralluogo, la commissione non si è potuto recare, come preventivato, sulla passeggiata a mare di Caletta.  Intanto il sindaco di Rosignano Alessandro Nenci ha scritto una lettera aperta indirizzata alle cittadine e ai cittadini che abitano nella zona interessata dai lavori per la realizzazione del sottopasso di via Forlì, per tracciare un quadro della situazione attuale, ribadire gli impegni assunti un anno fa e dichiarare la massima disponibilità dell’Amministrazione comunale a sollecitare la risoluzione di eventuali problemi.  «Comprendo il disagio ed i timori degli abitanti di via Forlì e dell’intera zona interessata dai lavori di escavazione per la realizzazione del sottopasso ferroviario. D’altra parte, come sempre avviene quando vengono portati avanti interventi di grosso spessore, i tempi, e di conseguenza i disagi, tendono ad allungarsi e le eventuali problematiche ad essi collegate, in genere, non sono di facile risoluzione. E’, potremmo dire, il prezzo da pagare per un lavoro che comunque porterà non pochi benefici: la chiusura del passaggio a livello e l’apertura del nuovo sottopasso ci consentirà infatti, da un lato, di ridisegnare una porzione consistente del nostro territorio e, dall’altro, di rendere più permeabili le diverse zone di Rosignano Solvay, grazie ad un accesso diretto ed immediato tra la parte a mare e le aree a monte. Per quanto riguarda gli impegni da me personalmente assunti un anno fa, tengo a ribadire che il quadro attuale è abbastanza confortante: i testimoniali di stato infatti sono stati fatti e rappresentano una preziosa garanzia in caso di dimostrazione dei danni subiti; l’esperto geologo comunale è stato allertato affinché possa seguire con la massima attenzione l’evolversi dei lavori e dei problemi ad essi connessi; mentre, per quanto riguarda la fideiussione, ci è stato dichiarato che la società appaltatrice dei lavori, per contratto, ha dovuto sottoscrivere una apposita assicurazione. Quest’ultima cosa, insieme ai testimoniali di stato, ci garantisce che eventuali danni accertati saranno riconosciuti e risarciti. Nonostante ciò, sono cosciente dei disagi che giorno dopo giorno la cittadinanza della zona subisce. A tal proposito è intenzione dell’Amministrazione comunale cercare di ridurli al minimo, anche allertando le forze dell’ordine, ed in particolare la Polizia municipale, affinché vengano effettuati maggiori controlli. L’auspicio è che con la cittadinanza possa riprendere quel rapporto di dialogo, inizialmente avviato, che può consentirci di avere sempre un proficuo rapporto di scambio e collaborazione perché i problemi dei cittadini ed il miglioramento della loro qualità della vita sono sicuramente una delle priorità del nostro agire».

 2-02-07  Ci rivolgeremo a un pool di legali: vogliamo i danni esistenziali e materiali»
Sos escavazioni, nasce un comitato di protesta. Racconti di perizie geologiche e richieste di interventi urgenti per timore che si verifichino fenomeni di subsidenza

Oltre ai danni morali, allo stress provocato dai rumori assordanti dei macchinari, alla paura per i pavimenti che sobbalzano al ritmo dell’escavatrice, adesso i residenti dei palazzoni Solvay e di via Forlì cheì sopportano da mesi i disagi del cantiere per costruire il sottopasso ferroviario, denunciano i primi danni alle abitazioni. E così, mercoledì sera, durante una assemblea hanno deciso di unirsi in un comitato che avrà il compito di contattare uno studio legale per chiedere il risarcimento per i danni esistenziali e materiali.   Via Agostini - via Carducci. Tutto ha inizio lo scorso novembre quando: «Durante gli scavi - raccontano i residenti dei palazzoni Solvay - la macchina escavatrice non riusciva a penetrare nella lastra di arenaria ben cementificata e nella parte di pietra sottostante di colore scuro. Le prove sono durante diversi giorni provocando veri sobbalzi alle abitazioni vicine. Abbiamo chiesto l’intervento dei Vigili urbani che il 17 novembre scorso hanno redatto un verbale. Nei giorni successivi, dopo vari tentativi, la ditta ha fatto giungere sul luogo una trivella. Le trivellazioni sono durate fino al 9 gennaio. I pavimenti delle case più vicine sobbalzavano, tipo scosse telluriche, i quadri sbattevano alle pareti, i lampadari oscillavano, senza contare lo stress vissuto per la paura che potesse accadere qualche cosa di serio alle nostre abitazioni e il malessere provocato dai rumori continui e dalla polvere. Alla fine, terminate le perforazioni, abbiamo effettuato alcuni controlli nelle abitazioni più vicine ed abbiamo riscontrato danni».   Controperizie. «Che fine hanno fatto - si chiedevano mercoledì sera i cittadini - le controperizie geologiche da noi richieste ed approvate all’unanimità durante un consiglio comunale? Controperizie che dovevano tutelarci dal rischio di subsidenza e che probabilmente avrebbero evitato i danni ad alcune case, ed in particolare al palazzo numero 5, mettendo in evidenza la struttura della roccia poi trovata». Chi era presente all’assemblea tenutasi in piazza del mercato a Rosignano Solvay ricorderà le promesse fatte dal sindaco, tra cui anche la famosa fideiussione da richiedere alle Ferrovie per eventuali danni. «Di tutto quanto promesso - dicono - abbiamo avuto solo la testimoniale di stato. «Nessuno viene a controllare a che ora iniziano e quando terminano i lavori di scavo; il rumore, oltre ad ogni limite di soglia sopportabile. Nessuno accorre se chiamiamo Vigili, Carabineri o Asl. C’è modo e modo di fare le cose». A.Bernardeschi

 28/09/06 - Disagi al limite della sopportazione per le famiglie di via Moro e via Forlì.
Le nostre giornate fra polvere e rumore.
Il frastuono dei mezzi meccanici che stanno costruendo l’opera per le Ferrovie è assordante, la puzza del gasolio.

 “Noi siamo quelli del Ppr; ossia quelli costretti a vivere nella Polvere, nel puzzo e nel rumore”. Così, con una sigla, ci accolgono le famiglie di via Aldo Moro e di via Forlì che vivono da settimane tutti i disagi del cantiere delle Ferrovie, con gli operai che stanno costruendo il sottopasso a ritmi serrati. Il rumore dei mezzi meccanici è, in effetti, assordante; tanto forte che, per essere uditi da coloro che sono distanti pochi centimetri, bisogna urlare a squarciagola. Il puzzo del gasolio che alimenta le pale meccaniche, le betoniere, l’enorme mezzo che sfonda il terreno argilloso, chiude la gola. Il resto lo fa la polvere. L’esasperazione dei residenti è alle stelle. Parlano le donne. Sono accompagnate dai mariti, dai padri e dai figli o nipoti piccolissimi. “Non è possibile andare avanti così - gridano per essere udite - i lavori iniziano alle sette del mattino, talvolta anche un po’ prima”.  “E terminano, quando va bene, alle 19. Lavorano anche il sabato; sei giorni su sette con questo frastuono che non ci fa vivere, che mette a dura prova il nostro sistema nervoso”.  E, poi, può accadere che i lavori continuino sino a tarda sera “come un giovedì di due settimane fa quando - racconta Nadia Bolognesi - alcuni residenti, esasperati, si sono affacciati alla finestra di casa per urlare contro gli operai, chiedendo loro di farla finita. Ho chiamato i Vigili urbani affinché intervenissero - continua la donna - e mi sono sentita rispondere che la ditta aveva tutti i permessi e che non potevano farci nulla. Altre mattine veniamo svegliati alle 6,30. Ma non esiste - chiede - un regolamento della Medicina del lavoro che prevede, per i cantieri, alcuni periodi di pausa ed un orario ben preciso così da non disturbare i residenti che vivono nella zona? Chiediamo che questo regolamento venga applicato. Io soffro di varie allergie, non respiro e sto male al punto che debbo curarmi con cortisone. Non è giusto”  Lo sfogo si dirige anche verso il Comune. “Il sindaco durante una assemblea pubblica ci disse che i lavori non ci avrebbero sconvolto la vita. Proponiamo al primo cittadino o agli assessori di trasferirsi, magari per un giorno, qui, in via Aldo Moro”. Urlano i residenti che vivono un rapporto stretto con gli operai del cantiere: “loro cercano di fare presto, questo lo capiamo, ma vivere così è impossibile”. Urlano perché si sentono lasciati soli: “Qui, non si vede mai nessuno a controllare, mai nessuno che ci venga a chiedere dei nostri problemi. Siamo soli”. E chiedono. Chiedono pannelli antirumore da installare attorno al cantiere “così che il frastuono venga attutito quanto possibile - dice Cinzia Centi - barriere che possono fermare anche il polverone alzato dai mezzi meccanici”. Qualcuno arriva a chiedere un appartamento dove potersi trasferire in attesa che i lavori abbiano fine: “dobbiamo sopportare ancora per alcuni anni ed allora che il comune ci trovi due stanze dove poterci trasferire. Poi torneremo a casa nostra a lavori ultimati”. Chiedono controlli da parte dell’Asl sul rumore, sulle polveri che sono costretti a respirare. Intanto mucchi d’argilla vengono accatastati in quella che, una volta, era una pineta cuscinetto tra le abitazioni e la fabbrica Solvay. Una zona tranquilla, dove poter passeggiare; la chiamavano la “città giardino”, proprio per la sua caratteristica urbana: villette circondate dal verde e dai giardini.  La consigliera di Forza Italia Maria Grazia Angeli è sul posto: “faremo venire un nostro tecnico - commenta - perché credo che vi siano regole ben precise per i grandi cantieri come questo. Cantieri che debbono tutelare anche i residenti”. Poi il buio. “La notte non c’è un filo di luce, i lampioni tra via Aldo Moro e per un tratto di via Forlì’ sono tutti spenti. Avevano promesso luci in sostituzione ma siamo al buio da mesi con il rischio di farci anche del male”. C’è chi si è rivolto ad avvocati di fiducia, per i danni esistenziali. Intanto i residenti di via Aldo Moro e via Forlì chiedono: “Che fine hanno fatto le perizie effettuate mesi fa in alcune abitazioni e che dovevano essere firmate dai residenti? Non ne sappiamo più niente. Noi ogni volta che il mezzo meccanico è in azione per scavare il terreno, balliamo. Ballano i nostri pavimenti. Adesso siamo intenzionati a chiedere in sopralluogo dei Vigili del Fuoco per controllare la solidità delle nostre case”. A.Bernardeschi

13/6/2006 - Alcuni residenti di via Forlì: «Vogliamo un perito di parte».  Sottopasso, l’incognita sopralluoghi.  L’assessore Arzilli: «I cittadini sapevano di poter rappresentare tecnici di fiducia»

 I sopralluoghi finora effettuati nelle case di via Forlì interessate dai lavori di scavo del sottopasso ferroviario non convincono appieno tutti i residenti della zona molti dei quali si attendevano una perizia giurata anziché un verbale sullo stato testimoniale che fotografa la situazione attuale delle abitazioni. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva inviato una lettera a tutti i residenti della zona avvisando loro dei sopralluoghi che sarebbero stati effettuati all’interno delle abitazioni. Sopralluoghi che sono iniziati, come da programma, mercoledì mattina.  La commissione che avrà il compito di stilare il verbale che verrà sottoposto alla firma dei proprietari, è composta da quattro tecnici in rappresentanza del comune, delle Ferrovie e della ditta vincitrice dell’appalto. Il sopralluogo si traduce in una vista all’interno della casa corredata di testimonianza fotografica.  Nessun problema, secondo il parere di alcuni residenti, quando la situazione delle abitazioni è praticamente normale; qualche dubbio arriva invece quando sui muri sono già presenti alcune crepe. A quel punto, secondo alcuni residenti in via Forlì, occorrerebbero perizie più approfondite come ad esempio la misurazione della lunghezza e della profondità di tali crepe nonché la loro natura. Da qui i dubbi sull’apporre o meno la firma in calce ai verbali che debbono essere condivisi tra amministrazione, ferrovie ditta appaltatrice e proprietari e l’idea, ancora però tutta da concretizzare, di nominare un tecnico di parte che consigli il da farsi, come qualcuno ha già fatto a titolo puramente personale. L’assessore alla qualità urbana Luca Arzilli chiarisce: «Nella lettera che abbiamo inviato ai cittadini - spiega - avevamo scritto che qualora i proprietari avessero voluto farsi rappresentare da un tecnico di fiducia questo avrebbe potuto partecipare tranquillamente al sopralluogo verificando così lo stato dei fatti. Nessuno aveva parlato di perizia giurata. Lo stato testimoniale descrive, anche attraverso fotografie, lo stato attuale delle abitazioni proprio per verificare la presenza o meno di crepe sui muri nonché la staticità delle abitazioni. Tutto ciò perché, se durante le procedure di scavo e di realizzazione del sottopasso i proprietari vedessero eventuali modifiche all’interno delle case, potrebbero avvalersi dello stato testimoniale e dimostrare l’assenza di crepe prima dell’inizio dei lavori». Arzilli puntualizza che la presenza dei tecnici da parte dell’amministrazione «non era obbligatoria, ma il Comune, in questo modo, ha voluto offrire ulteriori precauzioni a garanzia dei cittadini. Al momento mancano solo tre rilievi da effettuare ed i sopralluoghi termineranno questa mattina». A. Bernardeschi

20/04/06 - I proprietari non hanno nominato il loro perito: «Non ne sapevamo niente»
Sottopasso, rinviati i controlli nelle case.

Sottopasso di via Forlì, primo contatto diretto ieri mattina fra i residenti che temono per l’integrità degli edifici in cui abitano e le Ferrovie che hanno avviato la realizzazione dell’opera. In sostanza un nulla di fatto a causa di una sorta di malinteso.  Che non ha permesso l’avvio di una perizia sull’attuale stato degli appartamenti. Ieri mattina un gruppo misto di tecnici del Comune e delle Ferrovie ha infatti avviato le visite negli alloggi vicini alla ferrovia; i periti hanno iniziato il loro lavoro negli appartamenti di via Aldo Moro al civico 25. Prima di iniziare hanno però fatto presente ai proprietari che per la validità del sopralluogo era necessaria la presenza di un tecnico di parte, in rappresentanza dei residenti stessi. Una richiesta che ha colto di sorpresa i residenti, che non erano stati avvisati della necessità di nominare un perito di parte. Così i tecnici si sono limitati ad ispezionare sommariamente gli appartamenti, a prendere qualche appunto e a scattare qualche foto, una visita informale in attesa di poter certificare ufficialmente le condizioni delle case. E i proprietari delle case, quelli presenti perché alcuni non si erano trovati d’accordo sul giorno e sull’orario della visita e quindi erano assenti, hanno preso atto della situazione, e hanno rinviato ogni decisione ad un incontro che si dovrebbe svolgere nei prossimi giorni.  I sopralluoghi, che sarebbero dovuti proseguire per tre giorni, saranno quindi rinviati. L’iniziativa nasce da un impegno che le Ferrovie e l’amministrazione si assunsero durante l’assemblea pubblica indetta tramite il Cdf di Rosignano in piazza del mercato. I residenti di via Forlì e dei palazzoni Solvay si dissero preoccupati per gli eventuali problemi alle case derivati dagli scassi nel terreno antistante, ma anche dal prosciugamento della falda acquifera sottostante. L’obiettivo è di esaminare casa per casa assieme ai proprietari ed all’ingegnere comunale responsabile del servizio manutentivo, le abitazioni e gli eventuali problemi strutturali, per andare a sottoscrivere verbali congiunti tra Ferrovie, comune e proprietario, il tutto a garanzia dei residenti; un documento che farà fede qualora si creassero problemi durante le operazioni di scavo del tunnel sotterraneo. Se i lavori provocheranno crepe o altri problemi alle case, sarà per i proprietari più facile dimostrarlo facendo riferimento allo stato testimoniale. L. Donzella

15/04/06 - Lavori al sottopasso: verifiche di eventuali danni. Via ai sopralluoghi nelle case

 Inizieranno la prossima settimana i sopralluoghi alle abitazioni di via Forlì interessate ai lavori di scavo per la realizzazione del sottopasso ferroviario. Le “visite” nelle case inizieranno martedì prossimo, 18 aprile e termineranno, salvo imprevisti, sino a giovedì 20. Questo è quanto previsto dal calendario stilato durante un incontro tra Ferrovie e amministrazione comunale; amministrazione che ha provveduto ad avvisare i residenti del giorno e dell’ora previsti per il sopralluogo «che verrà attuato - ha detto l’assessore ai lavori pubblici Luca Arzilli - casa per casa».  L’obiettivo «è quello - continua l’assessore - di esaminare, assieme ai proprietari ed all’ingegnere comunale responsabile del servizio manutentivo, le abitazioni e gli eventuali problemi strutturali quali, ad esempio, crepe ai muri. Verrà quindi sottoscritto un verbale congiunto tra ferrovie, comune e proprietario». Uno stato testimoniale che prende atto della situazione attuale delle case a garanzia dei residenti; un documento che farà fede qualora si creassero problemi durante le operazioni di scavo del tunnel sotterraneo. Insomma, qualora i lavori provocassero crepe o altri problemi alle case, sarà per i proprietari più facile dimostrarlo facendo riferimento proprio allo stato testimoniale. Un impegno che le Ferrovie e l’amministrazione si assunsero durante l’assemblea pubblica indetta tramite il Cdf di Rosignano, che si tenne in piazza del mercato; assemblea durante la quale i residenti di via Forlì e dei palazzoni Solvay si dissero preoccupati per gli eventuali problemi alle case derivati dagli scassi nel terreno antistante, ma anche dal prosciugamento della falda acquifera sottostante. «I sopralluoghi inizieranno da via Forlì - ha detto Arzilli - perché le operazioni di scavo inizieranno proprio da quella zona. A settembre invece, le Ferrovie ed i tecnici del comune si sposteranno sulle abitazioni dei palazzoni Solvay (via Carducci, via Agostini...). Anche in questo caso verrà stilato lo stato testimoniale». Intanto proseguono i lavori lato monte della ferrovia: «tutto procede - ha concluso l’assessore - come da calendario».

25/03/06 - Arzilli ai residenti: «Impossibile spostarlo più a sud» Tunnel, polemica su via Forlì. Problemi con l’area Solvay. Ma l’assessore ammette i disagi.

Sta creando non pochi disagi la viabilità provvisoria stabilita in conseguenza dei lavori per il sottopasso ferroviario tra via Forlì e i Palazzoni. In certe ore si registra un traffico intenso lungo via dei Cavalleggeri e via Veneto e le due nuove rotatorie stanno creando qualche grattacapo anche agli autisti dei bus di linea, costretti a prendere bene le misure per attraversare le rotatorie.  In questi giorni i residenti della zona Palazzoni hanno poi sollevato il problema della localizzazione del sottopasso, lanciando critiche all’amministrazione comunale, anche per il taglio dei vecchi pini. «La prima puntualizzazione - afferma l’assessore Arzilli - è relativa alla localizzazione dell’opera che, vorrei ricordare, è stata stabilita congiuntamente tra RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e Comune e ufficializzata nella convenzione sottoscritta il 30 aprile 2001, quando ancora non ero assessore ai Lavori Pubblici». Arzilli riconosce che «forse a quel tempo sarebbe stato utile che la cittadinanza avesse avuto la possibilità e la volontà di esprimersi. Premesso ciò, c’è da sottolineare che comunque la localizzazione del sottopasso all’altezza di via Forlì è stata valutata come l’unica possibile. La collocazione “in fondo ai Palazzoni”, indicata dai cittadini nella lettera, non tiene conto del fatto che in quella zona il sottopasso sarebbe finito esattamente in mezzo allo stabilimento Solvay. Da scartare anche l’utilizzo di via Piave, poiché un sottopasso in quell’area avrebbe trasferito il traffico immediatamente davanti al cancello dello stabilimento Solvay e all’entrata del distretto socio-sanitario. E, in entrambi i casi, si sarebbero esclusivamente spostati i lamentati problemi da un gruppo di palazzoni ad un altro». Il secondo aspetto trattato è sull’affermazione, dello stesso Arzilli, “si tratta di prenderci l’abitudine”, che ha scatenato polemiche. «Questa mia considerazione - dice l’assessore - infatti riguardava la viabilità provvisoria, che, come noto, nei primi giorni di applicazione ha creato un’inevitabile difficoltà di comprensione e di adattamento, risoltasi poi nel giro di breve tempo. Non sottovaluto affatto il problema e ritengo che certo non si possa fare l’abitudine ai disagi che comunque i lavori del sottopasso provocheranno. Colgo infine ben volentieri l’occasione per ribadire ancora una volta la mia disponibilità a proseguire con le azioni di informazione, per mostrare l’effettiva entità delle opere e dei lavori a regime, di incontro e di verifica puntuale dei problemi che l’amministrazione comunale potrà contribuire a risolvere».

6/03/06 Sottopasso, controlli serrati sui lavori. Li chiedono i residenti. Forza Italia: «Serve una relazione ogni tre mesi». Primi cambiamenti nella viabilità con la nuova rotatoria fra via Gigli e via Vittorio Veneto

 Continua a far discutere la realizzazione del sottopasso di via Forlì; i lavori veri e propri non sono ancora cominciati, eppure c’è molta preoccupazione fra gli abitanti per quello che sarà l’impatto di un’opera forse indifferibile, ma comunque destinata a modificare profondamente l’assetto delle aree interessate. Senza contare le preoccupazioni per le eventuali conseguenze dirette dei lavori sulle case più vicine. Così, anche se i i tecnici di Ferrovie assicurano che l’impatto sarà minimo, il sindaco chiede garanzie e parla di «legittima preoccupazione dei cittadini per la sicurezza e gli eventuali danni», e i residenti continuano a manifestare inquietitudine e a inviare lettere al giornale. Così come i commercianti, che nei mesi dei lavori rischiano di veder crollare le vendite. Tanta la carne al fuoco, dunque.  Sul piano politico, oltre ai comitati pronti al’occorrenza a cavalcare la tigre, il Comune - che nella realizzazione dell’opera ha un ruolo assai marginale - si trova a fare da cuscinetto, con la speranza che la situazione non peggiori con i lavori.  e in consiglio comunale arrivano mozioni e interpellanze.  Maria Grazia Angeli, capogruppo di Forza Italia, parla di convenzione-capestro fra l’amministrazione e Trenitalia, rammenta, criticando il piano per la nuova viabilità, che un progetto realizzato da professionisti, alternativo alla viabilità consentita dall’attuale progetto, allo scopo di snellire il traffico nella zona, era stato presentato nel 2003, era stato bocciato, e ricorda al sindaco le garanzie fornite ai cittadini interessati, per scongiurare ogni rischio per l’esecuzione dell’opera. Sulla base di questi temi, Forza Italia ha presentato una mozione dove chiede che il consiglio comunale impegni la commissione istituzionale di controllo, di recente istituzione, a verificare e controllare l’iter dei lavori del sottopasso di Via Forlì e a relazionare ogni tre mesi al consiglio comunale stesso.  La recente assemblea alla quale hanno partecipato oltre ai residenti, il sindaco e i rappresentanti di Trenitalia, non è riuscita a dissipare i dubbi né a far sentire i cittadini sufficientemente garantiti.  Le Ferrovie hanno confermato che saranno eseguite perizie insieme ai proprietari sullo stato di fatto delle case, e se ci dovessero essere successive modifiche questi saranno risarciti, mentre l’amministrazione comunale ha preso l’imegno ad attivarsi sia per limitare le difficoltà in fase di realizzazione, che per il riconoscimento di eventuali danni, con tanto di possibile eventuale richiesta di fidejussione a garanzia dei proprietari.  Intanto sul fronte viabilità i primi cambiamenti si sono visti con la nuova rotatoria tra via Vittorio Veneto e via Gigli, che servirà per le vetture che, anziché transitare lungo l’Aurelia saranno dirottate sulla zona a mare di Rosignano Solvay.

16/02/06 - Ultime novità sul tunnel.  Ecco i pass per i residenti

I timori uniti ai disagi dei cittadini residenti nella zona a mare dei palazzoni Solvay e di via Forlì si sono concretizzati in queste settimane con l’apertura dei cantieri. In particolare, per i residenti di via Forlì, i lavori sono iniziati. La Polizia municipale, in accordo con l’amministrazione comunale, sta provvedendo al rilascio di speciali pass che permetteranno ai soli residenti di posteggiare le vetture all’interno del marciapiede sterrato davanti alle abitazioni.  I tempi per la realizzazione dell’opera saranno piuttosto lunghi e nessuno sembra sbilanciarsi sulla data di fine lavori; presumibilmente, si dice, entro il 2008.   Il tunnel. Il sottopasso, ormai da tutti ribattezzato “tunnel”, sarà lungo 95 metri, largo 12 e potrà essere percorribile da tutti i mezzi, anche da autotreni, per sopperire ad una eventuale ma non ancora decisa futura chiusura del cavalcaferrovia al traffico pesante.  La viabilità. Una volta realizzato il sottopasso, sarà necessario il senso unico di una parte della via Aurelia; senso unico nella direttrice sud-nord: «le autovetture che arriveranno da Livorno - ha spiegato l’assessore Luca Arzilli - dovranno svoltare all’altezza di via Oberdan Chiesa, strada al termine della quale verrà realizzata una rotatoria che immetterà in via Veneto; quindi gli automobilisti dovranno girare su via Garibaldi per tornare sull’Aurelia». Le auto che invece proverranno da via Forlì, si dovranno immettere nel sottopasso (l’imbocco sarà praticamente a metà della stessa via) ed una volta usciti (lo sbocco del tunnel sarà sull’Aurelia nel tratto compreso tra via Oberdan Chiesa e via Gigli) transitare per via Veneto in direzione Cecina oppure imboccare direttamente l’Aurelia in direzione Livorno. Coloro che invece vorranno immettersi in via Forlì provenendo da Cecina, potranno farlo imboccando, dall’Aurelia, direttamente il sottopasso.   Durante i lavori. Durante la fase di cantiere l’Aurelia sarà chiusa tra via Oberdan Chiesa e via Gigli; gli automobilisti provenienti da Cecina dovranno svoltare su via Gigli e risalire da via Oberdan Chiesa (se vogliono raggiungere il centro di Rosignano), oppure arrivare fino a via Champigny e da lì prendere i regolari sensi di marcia. Coloro che andranno verso Cecina dovranno percorrere il tratto nel senso inverso.   I lavori in atto. Attualmente la ditta sta intervenendo su via Oberdan Chiesa dove è stato demolito una parte di marciapiede per permettere l’allargamento della carreggiata stradale che sarà percorsa nei due sensi di marcia. Una volta terminati i lavori del tunnel, qui verrà realizzato un piccolo parcheggio. I primi scavi su via Forlì hanno già prodotto, come hanno segnalato i residenti, alcuni disagi come l’interruzione dell’elettricità.   I pass. «Da quando sono iniziati i lavori - ha spiegato Stefano Carmignani comandante dei Vigili Urbani - abbiamo effettuati sopralluoghi giornalieri in via Forlì. Dal 13 febbraio abbiamo emanato un’ordinanza affinché solo ai residenti sia consentita la sosta delle vetture lungo il vialetto davanti alle abitazioni; sono già iniziate le verifiche all’ufficio anagrafe per rilasciare gli appositi pass ai residenti. Inoltre abbiamo chiesto alla ditta di potenziare la segnaletica».  Piste ciclabili. Il progetto prevede anche piste ciclabili e rampe ciclo pedonabili. Una di queste è prevista al distretto socio sanitario di via Aldo Moro (le autovetture dovranno invece transitare da via Piave); piste ciclabili raso terra correranno invece parallele alla via Aurelia.   Gli alberi. Per realizzare l’opera dovrà essere ampliata la carreggiata stradale della via Aurelia (verso via Agostini) e di via Forlì. Per questo saranno abbattuti i pini in entrambi i lati di via Forlì, alcuni di quelli in via Aldo Moro (operazione già in atto), quelli che corrono lungo la via Aurelia, nonché i cipressi lungo via Agostini. A. Bernardeschi

16/02/06 - Tre anni di timori, richieste e proteste

Intorno al sottopasso di via Forlì non si è sollevato uno tsunami improvviso, ma una lente marea di polemiche, cresciuta settimana dopo settimana, da tre anni a questa parte.
Nel giugno 2003 con le Ferrovie dello Stato ancora in fase di progettazione preliminare ci si rende conto che col sottopasso la viabilità nella zona cambierà completamente, con una prima certezza: l’Aurelia diventerà a senso unico. Si inizia a parlare anche di problemi per gli scavi per la presenza di una falda acquifera. La previsione è che i lavori inizino entro la fine del 2004, ma si sa, siamo in Italia.
Nel luglio 2003 emergono i primi dubbi fra i residenti della zona, in particolare in via Agostini, che pur non essendo contrari all’opera, chiedono di non essere danneggiati.
A fine novembre 2003 la protesta cresce e si estende a tutto il rione del Lillatro. I cittadini si organizzano per costituire un comitato. Si teme un aggravio per l’inquinamento atmosferico ed acustico. ¦
In settembre 2005 Città Nuova chiede al sindaco di illustrare il progetto e le sue ripercussioni sulla città, visto che l’amministrazione ha annunciato che in ottobre inizieranno i lavori.
A fine novembre 2005 viene presentata l’opera, un intervento da 6,5 milioni, e si annuncia l’apertura dei cantieri entro Natale e la chiusura a intervalli dell’Aurelia per 2 anni. Il tutto sarà realizzato da Rfi (Rete ferroviaria italiana). A carico del Comune 500mila euro per la realizzazione di due rotatorie (sull’Aurelia e in fondo a via Chiesa).
Pochi giorni dopo, nel dicembre 2005 esplode la protesta dei negozianti, un attacco frontale al Comune, strigliato per non averli informati del progetto e dei disagi.
E a fine 2005 si parla di rischi di subsidenza per quando sarà prosciugata la grande falda (una sorta di fiume sotterraneo), che passa al di sotto della zona dei palazzoni Solvay. Il timore è che ne conseguano danni seri alle abitazioni. Il consiglio di frazione suggerisce ai cittadini di rivolgersi al difensore civico.
A metà gennaio 2006 apre il cantiere per la costruzione del sottopasso. Nei primi due mesi viene bonificata la zona interessata dai lavori per la possibile presenza di mine della seconda guerra.
A inizio febbraio 2006 alcuni residenti di via Moro e via Forlì si rivolgono all’avvocato per chiedere i danni per i problemi derivanti dai lavori, ma anche perché gli alloggi si deprezzeranno.
Il 14 febbraio 2006 in assemblea il direttore dei lavori getta acqua sul fuoco il sindaco garantisce una perizia sulle case vicine al sottopasso, ma non si placano le critiche, con tanto di conferma di richiesta risarcimento danni che il cantiere dovesse causare. (lu. don.)

16/02/06 - Sottopasso, così tuteleremo i cittadini. Il sindaco pensa a una fidejussione per eventuali risarcimenti danni. «Sgravi fiscali per i commercianti? Non so se è possibile, ma faremo di tutto per limitare i problemi»

Non sarà una passeggiata, ma neanche la catastrofe epocale che qualcuno sta prefigurando. Parola del sindaco, Alessandro Nenci. Il sottopasso di via Forlì avrà un forte impatto sull’assetto delle aree interessate, l’addio al vecchio passaggio a livello che per decenni ha collegato l’est e l’ovest della città, tagliata in due dalla ferrovia come da un fiume, ridisegnerà riferimenti e abitudini.  Di fronte a queste certezze, c’è un punto interrogativo grosso così sull’impatto diretto dei lavori sulle case della zona. Che, assicurano i tecnici di ferrovie, sarà minimo. Ma vaglielo a dire a chi da quelle parti ci vive: l’unica risposta valida è «La tua casa non sarà danneggiata in alcun modo», perché mica è uguale dire «Se ci saranno danni, sarete risarciti», e magari, nella migliore delle ipotesi, in tempi lunghi.  Poi ci sono i commercianti, che perlomeno nei lunghi mesi dei lavori rischiano un taglio ulteriore alle vendite, un pugno nello stomaco in tempi di crisi come questi. E poi l’inquinamento, il traffico, la viabilità che cambia, i disagi quotidiani. insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia, anche se è difficile mettere in discussione un’opera certamente indispensabile.  Logico che il sindaco parli di «legittima preoccupazione dei cittadini in merito alla sicurezza e a danni eventuali» e altrettanto logico che l’amministrazione, come ha confermato nell’assemblea di martedì, si trovi a far da cuscinetto fra i residenti e chi fa i lavori, posto che la sua parte nel progetto si limita alla realizzazione di due rotatorie.  Sindaco, che impressioni ha tratto dall’assemblea di ieri?  Gli interventi che si sono succeduti avevano il senso di chiedere garanzie che non si determineranno danni agli immobili. Le Ferrovie hanno risposto garantendo che di problemi non ce ne saranno, che saranno eseguite perizie insieme ai proprietari sullo stato di fatto delle case, e se ci dovessero essere successive modifiche saranno risarciti, che il progetto sarà seguito passo dopo passo, che esistono numerosi precedenti tranquillizzanti...  E lei si sente tranquillizzato?  Io capisco le preoccupazione dei residenti, e confido in un buon lavoro da parte di Ferrovie; noi come amministrazione ci prendiamo l’impegno di sorvegliare anche in fase di realizzazione, che ci sia il rispetto della sicurezza dei cittadini. Ci attiveremo per limitare le difficoltà in fase di realizzazione, poi per il riconoscimento di eventuali danni; insomma, una sorta di asicurazione.  Secondo lei era proprio necessario realizzare il sottopasso in quel punto?  La necessità di collegare la zona est con la ovest è fuori di dubbio, credo che questa sia risultata la soluzione più opportuna, anche per la viabilità e lo sviluppo del territorio. Ma io sono arrivato a fare il sindaco quando il percorso era già avviato, la scelta è stata reputata la più adatta da altri.  In cosa si potrà concretizzare il vostro impegno se le cose non dovessero andare benissimo? Ad oggi posso dire che di una cosa sono certo: vogliamo tutelare i cittadini, e chiederemo a Ferrovie di fare il massimo; mi riservo di verificare la possibilità di un’eventuale richiesta di fidejussione a garanzia dei proprietari di case.  Che potrebbero anche deprezzarsi...  In assemblea sono stati usati toni anche un po’ eccessivi, si è detto che la vita dei cittadini sarà stravolta; il cantiere potrà creare disagi, ma non esageriamo, e anche sul deprezzamento, ammesso che sia possibile, è tutto da verificare.  Ma se lei abitasse nella zona, sarebbe altrettanto tranquillo?  Io sono abbastanza fiducioso nel lavoro dei tecnici, le valutazioni sull’opera sono positive, è tutto in regola e ci sono precedenti tranquillizzanti, credo che ci siano buone garanzie per il rispetto di sicurezza e qualità. I commercianti del posto temono di veder crollare le vendite, altrove in situazioni analoghe hanno ottenuto sgravi (ad esempio sulla Tarsu) e facilitazioni temporanee. Pensa di poter fare qualcosa?  Valuteremo se ci sono gli strumenti per penalizzarli il meno possibile, e cercheremo di creare loro meno disagi possibile. Non so se c’è la possibilità, e nel caso l’opportnità di intervenire con sgravi ad esempio fiscali. Valuteremo in corso d’opera. L. Donzella

14/02/06 - Assemblea pubblica sul sottopasso

 Il Comune di Rosignano ha aderito alla richiesta del Consiglio di frazione di Rosignano Solvay, convocando per oggi pomeriggio alle 16,30, nei locali del centro civico in piazza del Mercato, un’assemblea pubblica sui lavori al sottopasso ferroviario di via Forlì.  Le ragioni che hanno spinto il Cdf di Rosignano Solvay a chiedere questo incontro pubblico all’amministrazione comunale, in presenza di un cantiere aperto da alcuni giorni, sono da ricercare, si legge in una nota del Cdf, «in una riscontrata carenza di informazioni dettagliate sull’iter dei lavori, che si protrarranno per un lungo periodo (si parla di tre anni) durante il quale i disagi per la cittadinanza raggiungeranno punte elevate». A questo, continua il Cdf, «deve aggiungersi la scarsa soddisfazione di quella parte di cittadini più direttamente interessati per la vicinanza delle proprie abitazioni alla zona dell’intervento, i quali più volte hanno espresso i propri timori sull’impatto dei lavori dal punto di vista geologico, che potrebbe a loro parere compromettere in qualche modo la stabilità delle costruzioni. Timori che, nonostante le ripetute interrogazioni rivolte all’amministrazione comunale, nessuno finora è stato in grado di rimuovere».  Il Comune ha aderito alla richiesta di proseguire la campagna di informazione rivolta alla cittadinanza. All’incontro, che fa seguito ai numerosi organizzati già a partire dalla scorsa legislatura - sottolinea una nota di palazzo civico - saranno presenti il sindaco di Rosignano Alessandro Nenci, l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco Luca Arzilli e il direttore dei lavori di Rfi (Rete Ferroviaria italiana) ingegner Luciano Cheli.  Cdf e Comune auspicano una nutrita partecipazione dei cittadini.

15/01/06 - Sottopasso, via ai lavori. Da domani cambia la viabilità in via Moro e via Solvay

Il giorno x è arrivato: domani parte il cantiere per la costruzione del sottopasso ferroviario in via Forlì, opera per cui Rfi spenderà 6 milioni di euro. Il primo effetto sarà un cambio alla viabilità, tra via Moro e via Solvay. Saranno estesi i divieti di sosta anche nelle vie vicine. Nei primi due mesi sarà effettuata la bonifica della zona interessata dai lavori: nel terreno potrebbero trovarsi mine della seconda guerra.

4/12/05 - Sottopasso, paura che la terra tremi. Il Consiglio di frazione ai cittadini: «Rivolgetevi al difensore civico».  Il rischio subsidenza è previsto per quando sarà prosciugata la falda che scorre nel terreno da scavare.

 Disagi durante la realizzazione del sottopasso tra la via Aurelia e via Forlì il cui cantiere si protrarrà almeno per due anni. Viabilità modificata con le autovetture dirottate sulla zona di via Carducci e via Veneto (ma il traffico veicolare aumenterà anche in via Forlì collegata direttamente con le Morelline e variante Aurelia); aumento di rumore e smog per i residenti. Ma, a preoccupare i cittadini di via Agostini e, più in generale, del rione sotto stazione, rimane soprattutto il rischio della subsidenza dei terreni. Da qui il consiglio del Cdf di Rosignano di rivolgersi al difensore civico.  Le subsidenze, a sentire i residenti, potrebbero avvenire al momento in cui le Ferrovie, per realizzare il tunnel, asciugheranno la grande falda (si parla di una sorta di fiume sotterraneo) che passa al di sotto della zona dei palazzoni Solvay.  Il timore è che il possibile avvallamento del terreno possa provocare danni seri alle abitazioni.  Tutti argomenti dibattuti più volte in sede di Consiglio di frazione alla presenza anche degli assessori comunali «ed è per questo - dice Fabrizio Tani presidente del Cdf di Rosignano Solvay - che abbiamo invitato i residenti della zona interessata al sottopasso a rivolgersi al difensore civico così da ricevere consigli in merito a una perizia da effettuare alle abitazioni; un modo per garantirsi circa gli eventuali danni provocati dai lavori di scavo».  Perché, come ha chiarito anche l’assessore Luca Arzilli, «il Comune non può garantire nulla ai cittadini; quest’opera di cui si è parlato per anni anche quando a Rosignano Solvay c’era la Consulta, è effettuata da privati ed è autorizzata dal ministero. Il Comune - precisa l’assessore - non ha dovuto rilasciare nessuna concessione edilizia se non per i servizi (fognatura) e viabilità. Il progetto del sottopasso è delle Ferrovie e come tutte le grandi opere è autorizzata dallo Stato. I cittadini possono rivolgersi al difensore civico per ricevere consigli su eventuali danni».  Ciò non toglie che le preoccupazioni dei residenti, che al momento non hanno costituito un comitato ufficiale, sia tangibile.  In effetti nella zona degli scavi «è presente una grande falda ma tutta Rosignano - spiega Arzilli - è sull’acqua». Da qui due i timori; il primo è quello relativo all’essiccazione dei pozzi che ai palazzoni Solvay vengono utilizzati per irrigare orti e giardini. Il secondo timore, più consistente, è che quelle case, senza fondamenta, costruite sopra lo scoglio, possano subire danni a causa di subsidenze una volta che viene seccata la falda o che l’opera cambi il corso dell’acqua.  «Tutte preoccupazioni - dice Arzilli - che noi abbiamo fatto presenti ai progettisti e geologi delle Ferrovie. Dagli studi effettuati sembra non vi siano problemi di sorta perché la falda andrebbe a ricostituirsi prima delle case. Bisogna pensare che per il sottopasso ferroviario di via del Fante sono attive ventiquattr’ore su ventiquattro due pompe che succhiano acqua di falda. Anche lì c’è il passaggio della falda».  Infine un altro problema che riguarda direttamente il pompaggio: «In pratica - spiega Tani - la struttura interna del tunnel rimarrà circondata di acqua; i cittadini vorrebbero sapere dai progettisti quale sistema di pompaggio verrà adottato».  Intanto alcuni consiglieri comunali, anche delle forze di minoranza, hanno richiesto chiarimenti circa il progetto; per questo del sottopasso ferroviario si parlerà martedì 6 dicembre nella commissione “qualità del territorio”. «Ci auguriamo - dice tra gli altri il consigliere di Fi Maria Grazia Angeli - di poter vedere il progetto definitivo ma anche lo studio geologico».

1/12/05 -  Case a rischio per gli scavi. Insorgono i residenti

 Una decina di frontisti (residenti in via Agostini) insieme al Cdf hanno avuto nei giorni scorsi un incontro con il vice sindaco Luca Arzilli e a lui hanno chiesto un documento di garanzia rispetto alla staticità delle abitazioni. «Siamo preoccupati - dicono - perché proprio nella zona passa un fiume sotterraneo e durante i lavori le falde freatiche dovranno essere asciugate con il rischio che le nostre abitazioni possano subire seri danni. Per questo abbiamo chiesto che il vice sindaco si impegnasse a procurarci il documento di garanzia». La battaglia dei cittadini residenti nella zona, costituitisi in comitato, risale ad alcuni anni fa, quando fu annunciato il progetto.  «Avevamo proposto un cavalcaferrovia, molto meno impattante rispetto al tunnel, proprio per i tanti problemi che un simile progetto potrà creare compreso quello della viabilità. Ma l’idea non è stata accettata. Abbiamo contattato il Cdf seguendo le vie istituzionali, ma non è servito a niente. Adesso butteranno giù non solo cinquanta alberi di pino ma anche i trecento cipressi che si trovano lungo l’Aurelia. Perché gli ambientalisti non dicono nulla?».  I cittadini chiedono un incontro tra amministrazione e cittadini: «Questo progetto non tocca direttamente solo i residenti in via Agostini e in via Forlì, ma tutti quelli che abitano nella zona e anche i commercianti».  E proprio i commercianti dell’area sono preoccupati per i tempi. «Questo progetto ha due aspetti - dice Massimo Vallini, proprietario dell’edicola in angolo tra l’Aurelia e via Chiesa -: quando i lavori saranno ultimati, a seconda degli spazi e degli stalli che verranno creati, sarà possibile avere un discreto flusso automobilistico ma l’altro aspetto è quello del cantiere. Il timore è che i lavori si prolunghino nel tempo. Già si parla di due anni ma molti di noi hanno già vissuto la storia infinita della riqualificazione e quella del sottopasso, anche quello ad opera delle Ferrovie, all’altezza di via del Fante. In tal senso l’amministrazione comunale ci deve venire incontro». Al.Be.

1/12/05 - Il sottopasso innesca la rivolta dei negozi. I commercianti accusano il Comune: trascurati e non informati dei lavori

 «Certo che i commercianti sono preoccupati per i lavori del sotto passo di via Forlì. Sono preoccupati per i due anni di cantiere, per i rumori e la polvere, per la viabilità. Ma vogliamo rilanciare: è il momento di riprogettare l’assetto viario e commerciale dell’Aurelia e del centro di Rosignano Solvay». Queste, a caldo, le prime considerazioni di Daniele Borghesi di Confcommercio in merito alla grande opera che le Ferrovie, e per una parte l’amministrazione comunale di Rosignano, stanno per attuare: il collegamento tra la via Aurelia con via Forlì, la zona industriale Solvay e Morelline. Un sottopasso camionabile, ciclabile e pedonabile che costerà sei milioni 500omila euro (circa 13 miliardi di vecchie lire).  Un sottopasso lungo 95 metri e largo 12 per la cui realizzazione dovrà essere chiusa l’Aurelia tra via Gigli e via Oberdan Chiesa con il conseguente dirottamento del traffico.  Un’opera di grandissima portata con l’obiettivo di chiudere il passaggio a livello di piazza della Repubblica e quello di porta a Vada.  Ed è qui che sta il nodo. «Sì, perché proprio a fronte di un’opera così importante per la viabilità e quindi per il comparto commerciale del nostro territorio e del centro di Rosignano Solvay - dicono all’unisono Confesercenti e Confcommercio - l’amministrazione comunale non ha pensato di convocarci per spiegare alle associazioni le varie fasi tecniche, i disagi provocati e gli eventuali rimedi ed accorgimenti. Abbiamo saputo tutto attraverso la stampa».  Quindi, se da un lato si guarda al futuro e la Confcommercio chiede un incontro con gli amministratori, dall’altro c’è l’amarezza del mancato coinvolgimento.  E c’è dell’amaro nelle dichiarazioni di Paolo Biasci della Confesercenti: «Non voglio entrare nel merito della validità o meno del progetto che sarà sicuramente importante - dice Biaschi -, ma mi chiedo come sia possibile dare il via ai lavori ad un’opera di così grande impatto informando poco la cittadinanza, e ancora meno gli operatori delle categorie commerciali. Sappiamo - continua - che sono stati effettuati incontri con il Consiglio di frazione. Non era meglio incontrarci - si interroga il responsabile di Confesercenti - e fare un ragionamento tutti insieme? Qualcuno ultimamente ci ha detto che non abbiamo compreso che cosa volesse dire sviluppo multipolare ma evidentemente non abbiamo capito neanche cosa voglia dire “concertazione” dato che di questo progetto non ne sappiamo proprio niente».  Lo stesso concetto viene ribadito anche da Confcommercio.  «Arrivo adesso da una chiacchierata con alcuni operatori commerciali di Rosignano, molti dei quali si dicono preoccupati - sottolinea Borghesi -. Incontrarci con l’amministrazione comunale - continua - non voleva dire modificare un progetto voluto dalle Ferrovie, che stanno procedendo via via con la chiusura dei passaggi a livello su tutto il territorio nazionale. Ma questo cantiere porterà inevitabilmente dei disagi. Ci saremmo seduti volentieri a un tavolo, accanto ad amministratori e tecnici per ricevere le informazioni di persona e ricercare soluzioni insieme, in modo da creare meno problemi possibile. Ciononostante cerchiamo di guardare avanti. Il passaggio a livello di via della Repubblica ha creato disagi e ha condizionato le scelte commerciali di Rosignano Solvay. Ebbene, ora sappiamo che non ci sarà più. Per questo chiediamo all’amministrazione di riprogettare l’Aurelia». Come? «Ad esempio - risponde Borghesi - potremmo pensare al mercato settimanale sull’Aurelia (invece che in piazza del mercato, ndr) o ad altre manifestazioni che prima venivano negate proprio per il transito veicolare che passava attraverso il passaggio a livello. Potremmo riprogettare, con le attività presenti, quel tratto di strada per far crescere questo centro e renderlo più appetibile a nuovi investimenti. Per questo ci auguriamo che venga organizzato un incontro sul futuro assetto viario e commerciale del paese». A. B.

 

1/12/05 - In guerra per il sottopasso. I commercianti attaccano il Comune: «Troppi disagi»

 Il sottopasso ferroviario che sostituirà il passaggio a livello di Rosignano Solvay fa andare su tutte le furie i commercianti della frazione a mare. Una sommossa, e un attacco frontale al Comune, strigliato per non averli informati del progetto e dei disagi cui sarebbero andati incontro. I commercianti sono preoccupati perché i lavori dureranno due anni, e anche «per i rumori e la polvere, per la viabilità». Nonostante i tempi duri, gli operatori commerciali, attraverso le associazioni di categoria, lasciano aperto uno spiraglio: «Vogliamo rilanciare: è il momento di riprogettare l’assetto viario e commerciale dell’Aurelia e del centro di Rosignano Solvay». Il sottopasso collegherà l’Aurelia con via Forlì, la zona industriale Solvay e Morelline. Sarà un sottopasso camionabile, ciclabile e pedonabile che costerà sei milioni 500omila euro.