Rolando Filidei - biografia

Rolando Filidei nasce a Navacchio (frazione del Comune di Cascina-Pisa) nel 1914 e studia all'Istituto d'Arte di Firenze (il famoso Istituto di "Porta Romana"), dove ha per  maestri Libero Andreotti, Giovanni Vagnetti e Francesco Chiappelli, docenti di consacrata fama e valore che concorrono in modo fondamentale al formarsi della personalità dell'artista naturalmente indirizzata al rigore formale e drammatico. Al termine dei corsi regolari nel 1935/'37 gratificato da Borse di studio e concorsi vinti all'interno delle singole classi e sezioni, da segnalazioni nelle mostre regionali del tempo si conclude l'esperienza formativa di Porta Romana. Approssimandosi il conflitto mondiale frequenta il Corso Allievi Ufficiali di Fanteria a La Spezia. Dopo il conflitto riprende a pieno ritmo l'attività artistica, ponendo residenza ed opera a Rosignano Marittimo prima, a Rosignano Solvay dopo. Scultore, raggiunge il massimo della sua espressione nel trarre dal legno le forme nascoste, pur non trascurando la pietra, altra sua materia congeniale e il bronzo. Invitato a numerose Mostre e Rassegne d'Arte (particolarmente importanti quelle di Arte Sacra), vince molti importanti Premi. Tiene oltre 50 esposizioni personali in città italiane ed estere. Sue opere, spesso raccolte a costituire "quasi Mostre permanenti", si trovano in San Leopoldo di Vada (Rosignano M.mo) Santa Teresa di Rosignano Solvay, Nella Parrocchiale di Castelnuovo della Misericordia (Rosignano M.mo), in San Francesco a San Miniato, nel Palazzo Comunale di Rosignano M.mo; nonché in Palazzi pubblici, Piazze (Piazza del Risorgimento a Rosignano Solvay), Cimiteri (Cecina, Rosignano, Santa Croce sull'Arno) e Raccolte Pubbliche e Private, italiane e straniere (dagli U.SA, alla Repubblica Ceca, alla Nuova Zelanda). Scultore "francescano", di "casa" ad Assisi. Sue opere sono in San Damiano, Eremo delle Carceri, Santa Maria degli Angeli. Numerosi i critici che di lui si sono occupati. E' stato ordinario di educazione Artistica alla Scuola "Dante Alighieri" di Rosignano Solvay dal 1/10/1947 al 19/9/77. Nel gennaio 1997 è stata inaugurata a Palazzo Marini nel castello del capoluogo, una sala allestita grazie alle opere donate dalla famiglia dell'artista e comprende anche alcuni lavori del pittore Dilvo Lotti e dello scultore Otello Pucci. I due artisti amici e compagni di ricerca che con Filidei hanno condiviso gran parte del percorso artistico, e a loro volta hanno deciso di donare alcune loro opere al Comune di Rosignano Marittimo che nel 1959, in occasione di una mostra, pose il «suggello al loro sodalizio». La Sala Filidei normalmente è aperta su richiesta. In occasione del 25 aprile 2000 e del ventennale della scomparsa dell'artista, un bassorilievo in legno di Filidei che ricostruisce la fucilazione di Oberdan Chiesa, al quale è dedicato il cippo esposto al Lillatro, è stata donata al sindaco G. Simoncini dalla figlia dell'artista, dott.sa Maria Rosa Filidei. Lo scultore è deceduto nel 1980. Il 18 luglio 2002 l'Amministrazione Comunale dedica a Filidei la nuova strada attrezzata con pista ciclabile, pista pedonale e panchine, che collega via Forli con la zona artigianale delle Morelline e dove ogni albero è stato dedicato il 28 febbraio 2004 ad un bambino nato nel 2002-03.
                              La scultura di Rolando Filidei

Se esaminiamo serenamente gran parte della Produzione dell’Arte plastica italiana contemporanea liberandoci dai vecchi pregiudizi di forma e di concetto per molti anni indirizzarono il gusto dell'800, dobbiamo apprezzare nel suo giusto valore, questo graduale rinnovamento artistico che si ritiene ormai concluso nell’intima unione del senso classico della forma con lo spirito tormentato del nostro tempo.
La scultura toscana, ricchissima, forte di un glorioso passato, rifacendosi alla tradizione pratica quattrocentesca ed armonizzandosi con i postulati dell'estetica moderna doveva in quest'ultimo venticinquennio avviarsi ad una felice risoluzione e raggiungere una purezza espressiva insolita. Le esagerazioni e le stravaganze che son proprie di ogni rinnovamento e che imperversarono qualche anno fa come l’impressionismo, l’arte cubistica e perfino quella metafisica, le cui manifestazioni ci diedero la sensazione di far perdere alla scultura italiana ogni valore costruttivo ed architettonico, passarono fortunatamente come razzi poco fosforescenti sul cielo azzurrissimo della nostra Arte.
In questo arco di equilibrio emotivo che tuffa i suoi estremi nella più antica tradizione e nello spirito contemporaneo si profila oggi Rolando Filidei, scultore poco più che trentenne, ma già  affermatosi con la sua semplice comunicativa nelle principali esposizioni nazionali. Nato a ‘Cascina, studiò, dapprima in
quella scuola d’Arte sotto la direzione di Morozzi, quindi, proseguendo gli studi nell’istituto di Belle Arti di Firenze, ebbe la fortuna di ricevere, oltre egli insegnamenti di altri valenti scultori, quelli del grande Andreotti, i cui paterni consigli tanto hanno contribuito alla formazione della sua coscienza artistica.
Del fascino dell’arte incomparabile del Maestro, dovevano risentirne più o meno quasi tutte le opere uscite dalle mani di coloro che gli erano stati vicino, o del quale avevano indirettamente conosciute le alte qualità ed i grandi pregi. Di questa influenza andreottiana, evidente in alcune opere giovanili, il Filidei è andato man mano liberandosi, seguendo più speditamente il suo istinto avvalorato da uno studio profondo e appassionato della forma e da un sincero amore per l’Arte. Delle composizioni al ritratto, dall'allegoria ella medaglia o alla composizione religiosa, in tutti questi campi di carattere diverso egli si applica lo stesso fervore riuscendo senza sforzo ad estrinsecare la sua emozione lirica. L’impeto emotivo, qualche volta io spinge ad alcune astrazioni formali permettendogli di accennare solamente certe messe, sulle quali invece sarebbe necessaria una maggiore riflessione per essere bloccate. Ma un ripensamento sul modellato, un esame di coscienza, inteso ad eliminare taluni riflessi di ricordi impressionistici ormai lontani, insieme alla sua fervida ricerca del movimento, lo inducono non di rado a seri controlli, talché l’opera può totalizzarsi in un equilibrio di forma e di espressione e raggiungere quello che più conta cioè la comunicativa. Filidei è sincero. E la sincerità in Arte è un fattore di prima grandezza. Delle figure sente fortemente ciò che esprimono le penetra, entra con il suo irrefrenabile istinto in intima unione con l'anima di esse e ne sintetizza il carattere. La sua aspirazione alla purezza espressiva si denota facilmente fino dalla sua opera giovanile: "L'Adorazione dei pastori", scultura in legno esposta alla Mastra internazionale d’Arte Sacra di Padova del 1939. Certe sue composizioni di carattere religioso possono ricordare per l’ordine composito e lo spirito delle figure che le animano, talune opere della grande scuola Pisana di scultura dalla fine del XIII secolo, come alcuni particolari del Pergamo di Giovanni Pisano nel Duomo di Pisa. Ma Filidei, nella cui arte possono talvolta scorgersi elementi di origine antichissima e dell’arte etrusca, è un moderno nel vero senso della parola, sia per lo stile che per l'ispirazione, ed ha già una sua spiccata personalità. "Solamente in marcia" esposto ed acquistato alla Mostra degli artisti in armi di Roma, è un altorilievo in legno di una semplicità e verità sorprendenti, un modellato sintetico, fuso, che mai si indugia in minuti dettagli che sciuperebbero l'insieme dell'opera la quale ha un sapore squisitamente decorativo. Il nostro artista è in continuo progresso. Appartengono alla sua produzione più recente una serie di ritratti, quasi tutti di alto significato espressivo, tra cui quello della moglie ed una testina di bimba amorevolmente condotta. E' tutto un insieme di lavori usciti dalle sue mani nella pace del suo studio in Rosignano Marittimo dove attualmente risiede, dove lavora mai pago dei risultati raggiunti. Filidei osserva le sue creature, sorride, forse perché in esse nota ancora qualche difetto, ma sorride perche l'ispirazione lo invade, lo fa pensare ad opere nuove, a qualcosa che appaghi al più presto la sua insaziabile sete di bellezza e lo avvicini di più all'incanto dei suoi sogni.                        Guido Guideri
(Dal giornalino: “L'eco di Rosignano” marzo 1947 numero unico dell’Università Popolare di Rosignano Solvay (Lire 10)  
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       Anche Alberto Lami, allievo ed artista a sua volta, ha voluto celebrare da per suo, l'opera dello scultore:

Ir cavallo de riordi... firmato Filidei

 Su quer cavallo de’ Risorgimento
perché è la piazza che glidà ’r su’ nome
c’è tanta storia che vivi ’n un momento
se sai dell’autore ’r su’ ’ognome

 Alla Sorvay nata la su’ arte
e l’ha ’nsegnata a’ signori e a’ plebei
ha sempre messo le “arie” da’ ’na parte
che bell’artista Rolando Filidei

 Me lo riordo una vita fa
m’insegnava ’r disegno nella scuola
ora vedo ’r su’ viso ’n qua e là
quando ’r tempo si ferma, ma poi vola

 In quella piazza, che forse è la più bella
c’è quer cavallo a garantì ’r paese
Lui te l’ha fatto nudo, senza sella
perché la libertà un ha pretese

 Lo guardi e sembra voglia sartà via
verso ’r cielo che cerca con ir muso
perché anche l’omo, nella fantasia
cerca lo spazio, così, pe’ fanne uso

 Su quella sella, se ci fosse stata
ci voleva ’nche ’n tizio abbarbiato
ma lì c’è l’arte che ci s’è sdraiata
per ir futuro e riordà ’r passato.

 Alberto Lami

Nella sezione Scaricolibri (download) del sito puoi scaricare il volume "Rolando Filidei scultore 1914-1980" ed il volume "Celebrazione di Frate Francesco nelle sculture e disegni di Rolando Filidei".  Nelle rispettive Gallerie fotografiche trovi le opere da visitare .

1971

 

1975

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