Giulia Quintavalle   

19 agosto 2008 - Il saluto del sindaco A. Nenci Giulia Quintavalle contro l'australiana Maria Pekli Giulia Quintavalle contro la francese Barbara Harel Giulia Quintavalle contro la tedesca Yvonne Boeniwsch In basso dopo la vittoria con la francese Harel Gravenstijn (argento), Giulia (oro), Quadros (bronzo), Yan Xu (bronzo) Medaglia d'oro nella categoria 57 kg. 19 agosto 2008 - Il grande abbraccio di Rosignano 19 agosto 2008 - Giulia in P.za Risorgimento 19 agosto 2008 - P.za Risorgimento piena di concittadini Giulia tra i genitori Giulia con i genitori ed i fratelli La medaglia d'oro olimpica 9/9/2008 - A Salsomaggiore ospite di Carlo Conti 9/9/2008 - A Salsomaggiore ospite per Miss Italia Giulia riceve i complimenti del Presidente della Repubblica G. Napolitano
 

19 agosto 2008 - La concittadina Giulia Quintavalle, prima donna a vincere un oro olimpionico nella storia del judo italiano.

Olimpiadi di Pechino - 11 agosto 2008 - L'azzurra del judo Giulia Quintavalle, (nata il 6 marzo 1983) è medaglia d'oro nella categoria 57 kg. Ha battuto in finale l'olandese Deborah Gravenstijn, bronzo ai Giochi del 2004. Aveva prima sconfitto la tedesca Yvonne Boenisch (campionesse olimpica uscente), la mongola Khishigbat, la francese Barbara Harel e l'australiana Maria Pekli.
Giulia, bambina nei primi anni 80, ha iniziato a praticare nella palestra dell’Aics judo Rosignano con l'istruttore Marco Tarchi, cintura nera quarto dan, che vanta dieci anni di presenza in nazionale. L’ha allenata dal 1991 per almeno un anno e mezzo insieme ai fratelli Michel e Manuel portandola fino alla cintura blu. Dai primi anni 90, Giulia lascia la palestra di Rosignano per seguire Renato Cantini a Cecina. E' la svolta, perché in via Verdi affina la tecnica e inizia la scalata alla vetta del successo che, oggi, l'ha incoronata in Cina. Sa attaccare ma è difficile attaccarla, sa difendersi nella lotta a terra e può contare sulla tecnica. 
19 agosto 2008 -  Il tempo di arrivare da Roma, e poi per lei l’affetto di tutta Rosignano che l’ha stretta in un grande abbraccio. Amici e parenti con la parrucca tricolore e la maglia "Giulia d’oro". "Le abbiamo sempre detto che è forte come un toro, vinceva sempre, batteva anche i maschi", racconta il babbo Fabrizio. E’ festa grande a Rosignano per la venticinquenne finanziera. Gli abbracci e i baci di mamma Anna Marina, di babbo Fabrizio e i fratelli Manuel e Michel. Di Rosignano M.mo la famiglia Quintavalle, i nonni gestivano il centrale bar Volpe, il babbo è impiegato in comune, la mamma è casalinga, Manuel laureato in architettura e Michel gemello di Giulia studia ingegneria. Giulia è nata a Livorno, "perché qui non c’era l’ospedale, ma siamo tutti di Rosignano". Un oro che Giulia deve un po’ a Manuel, come racconta mamma Marina. "Manuel ha iniziato a sette anni, poi ha portato con sé Giulia, che aveva solo cinque anni", prima a Rosignano, poi al Kodokan di Cecina con il maestro Renato Cantini. Giulia vive oggi a Infernetto, Castelfusano, nella caserma della Guardia di Finanza, e si allena al Centro Olimpico Federale di Ostia. A casa torna poche volte l’anno.
5 settembre 2008 - Al Quirinale per il saluto del Presidente Giorgio Napolitano.
9 settembre 2008 - Al via a Salsomaggiore il concorso per incoronare la più bella d'Italia. Ospite d'onore Giulia Quintavalle, fresca medaglia d'oro alle olimpiadi di Pechino nel judo.
13 novembre 2008 - Il consiglio direttivo dell’Unione nazionale veterani dello sport, sezione Nedo Nadi di Livorno, unitamente al presidente del Coni provinciale Gino Calderini, ha proclamato quale atleta livornese dell’anno la medaglia d’oro di judo delle Olimpiadi di Pechino, Giulia Quintavalle. L’olimpionica Quintavalle, 25 anni, formatasi alla scuola judoka Kodokan di Cecina del maestro Renato Cantini, è attualmente in forza al gruppo sportivo Fiamme Gialle judo di Castelporziano, guidato dal maestro Felice Mariani.
6 febbraio 2009 - Giulia Quintavalle, si è aggiudicata il “Premio Valenti alla Sportività 2009”. Il premio, infatti, è un riconoscimento per gli sportivi (professionisti e non) che, indipendentemente dai risultati agonistici, si sono distinti per gesti di solidarietà e sportività. Nelle ultime edizioni il Premio Valenti è stato vinto dal velista Giovanni Soldini, dal ginnasta Iuri Chechi e dal calciatore Igor Protti.
25 aprile 2010 - Vince i Campionati europei a squadre battendo in finale a Vienna la squadra polacca, gareggiando con Rosalba ForcinitiEdwige GwendErica BarbieriAssunta Galeone, titolo che le Azzurre non avevano mai vinto.
30 luglio 2012 - Oli
mpiadi di Londra. Quarto posto per la campionessa olimpica in carica, battuta nella finale per il bronzo, dall'americana Malloy.
Settembre 2012 - Si sposa con l’ex judoka Orazio D’Allura. A dicembre, salta i campionati italiani perché in dolce attesa di Leonardo nato il 29 marzo 2013.

 

Giulia Quintavalle
campionessa olimpica

La Scheda di Giulia Quintavalle

Luogo di nascita Livorno
Data di nascita 6 marzo 1983
Altezza 173
Sport Judo
Categoria 57
Stato civile Nubile
Titolo di studio Diploma Superiore
Professione Guardia di Finanza
Società di origine Kodokan Cecina
Società  di appartenenza G.S. Fiamme Gialle
Primo Maestro Renato Cantini
Attuale Maestro (2008) Felice Mariani

Su iniziativa del Presidente della Repubblica, dal settembre 2008 è Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
Ha ricevuto il Collare d'Oro al Merito Sportivo

PALMARES

Olimpiadi di Londra 2012 4° posto
Campionati europei a squadre  2010
(titolo mai vinto dalle Azzurre)
1° Vienna
Campionati Mondiali 2007 5° Rio de Janeiro BRA
Campionati Mondiali Militari 2006 Oro Vinkovci CRO
Campionati Europei 2008 5° Lisbona POR
Campionati Europei 2005 5° Rotterdam NED
Campionati Europei Juniores 2000 5° Cipro
Giochi del Mediterraneo 2005 Bronzo Almeria ESP
Tornei Internazionali:  
2008 Argento Lido di Roma
2007 Argento Mosca (RUS)
2007 Bronzo Tunisi TUN
2002 Argento Coimbra POR
2002 Bronzo Lione
Campionati Italiani individuali:  
2006 Oro Pesaro
2005 Oro Genova
2004 Oro Torino
2003 Argento Bergamo
2001 Argento Roma
2000 Argento Foligno PG
                      "Giulia Quintavalle. Da piccola stendeva i maschietti "
Il racconto del maestro Renato Cantini: «Vincere è nel suo dna»
Non si può parlare di judo a Rosignano e a Cecina senza fare un nome: quello di Renato Cantini, praticamente un’istituzione qui da noi. Il maestro Cantini ha visto passare dalla sua palestra, prima a Rosignano ed oggi a Cecina (dove dirige il Kodokan), centinaia di atleti. Alcuni hanno sfondato in Toscana, altri hanno centrato la casacca nazionale, altri si sono ritirati dopo buoni risultati ma due, in particolare, rappresentano il fiore all’occhiello del maestro: sono Michele Monti, il finanziere rosignanese - un colosso di 90 chili - reduce da ben due olimpiadi: Sidney e Atene.
E la ragazzina che è diventata una grande combattente, quella che già a cinque anni voleva scontrarsi coi maschietti per dimostrare quanto valeva. Lei è Giulia Quintavalle, finanziera che per quindici anni è stata sotto le grinfie di quel geniaccio del judo che oggi si commuove solo a pensare all’impresa che ha fatto a Pechino.
«Non sto nella pelle - dice Cantini nella palestra del Kodokan - mi dò i pizzicotti per capire ancora se è vero. Ho già ricevuto decine di telefonate, mi hanno scaricato anche il cellulare. Mi ha chiamato perfino il presidente federale Pelliconi. E poi tanti giornalisti, uno anche da Pechino».
Renato Cantini aveva pochi dubbi sulle reali capacità di Giulia di poter centrare quest’oro olimpico. «Lei è una che quando ti ha picchiato una volta puoi star sicuro che alla secondo ti ha già preso le misure». E giù con le qualità di questa ragazza venticinquenne, solvaina ma nata a Livorno e cecinese di formazione judoistica. «E’ intelligente, è abile, tatticamente e tecnicamente dotatissima», dice il maestro. Lui l’ha avuto da piccolina, da quando aveva 5 anni. «Mi ricordo che voleva combattere coi maschi. Lei era nata da un parto gemellare. Era una bambina con la grinta e la determinazione dentro il Dna. Sfidava i maschi e li metteva ko. E così è stato fin quando aveva 12 anni». Quando i ragazzini la trovavano sul tatami sbuffavano: «No, con lei no...»
Per Cantini la categoria giusta di combattimento, per Giulia, sono i 63 chilogrammi. «Per scendere a 57 un po’ di fatica deve averla fatta», dice Cantini. «Lei che è alta quasi uno e ottanta». E forse in quel gesto che rassomiglia molto a quello del calciatore Toni, fatto dalla campionessa olimpica durante le sfide di ieri, c’è proprio questo messaggio che Giulia ha mandato al mondo: «Guardate che posso farcela anche con altri pesi», dice Cantini. Lei, però, a Pechino ha detto ai giornalisti che quello era un saluto concordato prima delle sfide con l’amica judoka Antonio Cuomo.
Fatto sta che Renato Cantini ha sempre creduto in lei. «Già da piccola si vedeva che aveva i numeri per sfondare».
Certo, il salto decisivo arriva col passaggio alla Finanza e l’arrivo a Roma. Ma fino a 19 anni e mezzo Giulia apprende i segreti e le tecniche del judo dal suo maestro che ne esaltà le qualità e le corregge i (pochi) difetti.
Per Cecina, per il Kodokan, per il movimento di judo del Livornese quest’oro è un motivo di grandi, enormi soddisfazioni. Anche perché il Kodokan ha il record italiano per essere l’unica società sportiva (se escludiamo quelle militari) a vantare ben due olimpionici.
E il grande merito sta proprio nel lavoro, nella passione, nell’entusiasmo di questo trainer con qualche primavera alle spalle ma con l’energia di un ragazzino. Che ora dice: «Sabato tutti in pullman a Fiumicino. Giulia merita un’accoglienza così». A.R.
                                                  

                                                         "Cantini, il maestro che vale oro"
È lui che ha insegnato alla Quintavalle ad essere grande. «Ho cresciuto atleti capaci di avere rispetto degli avversari» 
E' brava Giulia! No, non importa scomodare Vasco Rossi per raccontare l’avventura della Quintavalle a Pechino, oro nel judo al primo colpo. Ha sbalordito tutti, questa ragazza dal sorriso dolcissimo e dalla presa d’acciaio, capace di scalare la montagna evitando subito una slavina. Ma dietro la campionessa c’è il maestro, l’uomo che le ha insegnato i segreti di quest’antica arte marziale: è Renato Cantini, cintura nera 6º Dan. E’ lui, forse, l’unico ad aver creduto in Giulia dall’inizio.
Vincere alle Olimpiadi non è una soddisfazione, è molto di più, perchè i cinque cerchi non sono un qualunque torneo: sono l’assoluto. Cantini, che ha allenato fior di campioni, lo sa bene. Nativo di Vada, classe 1941, è salito per la prima volta sul tatami nel ’56 e, dieci anni dopo, ha cominciato a insegnare a Rosignano. Nel ’68, a Cecina, ha fondato la scuola che lo ha reso celebre non soltanto in Italia: il Kodokan. Gli olimpionici Giulia Quintavalle e Michele Monti, entrambi di Rosignano, per tacere di Andrea Falso, Francesca Gucci e altri fortissimi judoka, hanno iniziato qui, imparando subito la ferrea disciplina.
«Ero perito chimico - racconta il maestro - ma credevo in questo sport e nei suoi valori. Perciò lasciai il lavoro per dedicarmi alla palestra. Ho girato l’Italia, ho frequentato l’Accademia europea del judo per assimilarne la filosofia e i concetti. E, nel tempo, ho cresciuto atleti capaci di vincere ovunque, ma sempre rispettando gli avversari. Sì, perchè le regole vengono prima di tutto: chi le conosce, e non trasgredisce, sarà apprezzato e vincerà nella vita».
Seguendo i suoi consigli, Giulia ha colpito il mondo. E a lui, e alla famiglia, ha dedicato la vittoria. Poche ore dopo il trionfo, il cellulare di Renato ha squillato decine di volte: si sono congratulati giornalisti e addetti ai lavori dalla Cina e dagli Usa. «Ho conosciuto Giulia a cinque anni - racconta - quando picchiava i maschietti. Le ho insegnato a combattere, è una ragazza bravissima e molto educata, timida in apparenza ma decisa. E’ salita sul primo gradino del podio, è entrata nella storia e, ne sono convinto, regalerà una spinta formidabile al movimento, perché ama il judo. Lei e Michele Monti mi hanno regalato gioia e onore».
La sua passione è insegnare, per trasmettere ai ragazzi l’amore per questo sport. E mercoledì 27 agosto, il maestro e i suoi 70 allievi si esibiranno alla Targa Cecina, evento dell’estate. Sarà l’occasione per ripassare il trionfo della campionessa e invitare i bambini a salire sul quadrato. «Con me in palestra - chiude Cantini - insegna un giovane, Giacomo Pallini, cintura nera 3º dan. Ai bimbi che si allenano, proviamo a dare un futuro agonistico. Giulia? L’aspetto per abbracciarla». Sabato, questa ragazza capace di stregare il mondo, atterrerà a Roma. Ad attenderla, un pullman di amici. Con loro il Maestro.
   (Di Michele Falorni da: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Cantini-il-maestro-che-vale-oro/2036972)

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