Fabrizio, Fabio e Valerio Gavazzi: racconto di una passione di mare
"LA VELA"

1975 - Circolo Canottieri Solvay - Premiazione Campionati Italiani - Primi classificati 1975 - Fabrizio, Leo e Fabio - Circolo Canottieri Solvay - Campionato Italiano 1975 - Campionato Italiano - Preparazione ad una partenza 1975 - Campionato Italiano -Il Direttore Solvay ing. Schreurs premia Fabrizio e Fabio vincitori. 1974 - Premia de Mar (ESP) - Operazioni di stazza per il Campionato del Mondo. 1985 - Premiazione per il Campionato del Mondo al Castello Pasquini. 1985 - Andatura con spinnaker durante una regata. 1985 - C.V.Pietrabianca - Premiazione per il Campionato del mondo. 1975 - Intervista di Telegranducato dopo la vittoria del Campionato Italiano. 1975 - Arrivo dopo una regata del Campionato Italiano. 1966 - Regata ad Orbetello con il 'Telefafa' 1966 - Arrivo regata ad Orbetello con il 'Telefafa' Valerio Gavazzi durante i corsi estivi ai Canottieri Solvay Valerio con lo zio Fabio al 'Campionato Italiano Assoluto Vaurien' a Vada Manovre in regata sul 'Vento di Sardegna' Intervento in testa d'albero durante una regata. 2011 - Manovre in regata durante la 'Palermo-Montecarlo' 2011 - Arrivo della 'Palermo-Montecarlo'

Fabrizio e Fabio Gavazzi nascono a Rosignano Solvay rispettivamente il 25 ottobre 1945 ed il 20 ottobre del 1946 da Tea Bigazzi e Leo Gavazzi. Leo, "quello dei Canottieri Solvay" responsabile dello stabilimento balneare della Società Solvay per 30 anni, dal 1952 al 1982. Anche Leo è stato appassionato velista e regatante di buon livello nella classe SNIPE (ex Beccaccini) fino al 1956. Indubbiamente una famiglia che ha il mare nel "sangue": il fratello Luciano è titolare dell'omonimo cantiere nautico sulla cresta dell'onda da oltre 40 anni, costruttore della famosa imbarcazione a vela "VAURIEN", prodotta con oltre 1530 esemplari, con i quali sono stati vinti 3 titoli mondiali, uno dei quali nel 1966 dai nipoti.

Fabrizio e Fabio sono avviati alla vela sia dal padre che dallo zio Onis Bigazzi (fratello della madre), pure lui buon regatante, sempre nella classe SNIPE. Devono allo zio l'inizio della prima fase pratica dato che, appena era possibile per Onis avere un pomeriggio libero, l'uscita in barca per i due ragazzi era assicurata. Onis insegnava la conduzione della barca, sfruttando le onde e le raffiche del vento. Ogni volta che a Castiglioncello o Rosignano si organizzavano regate, zio e nipoti non mancavano. I due ragazzi cominciarono così a capire i segreti del "mestiere", come sfruttare al meglio il vento per poter raggiungere e girare le boe, come risalire di bolina o sfruttare il vento al lasco, insieme ai mille altri piccoli segreti legati all'intimo contatto con gli elementi: vento, mare, correnti. Fin dalla prima volta che Fabrizio e Fabio salirono sopra una barca a vela, fu chiarito che non ci sarebbe stata nessuna confusione di ruoli, Fabrizio avrebbe fatto il "Prodiere" e Fabio il "Timoniere" e così è sempre stato.
Ma leggiamo le principali tappe di 50 anni di curriculum:
1962 - Inizia l'attività agonistica da regatanti che termina nel 1990.
1985 - Sia Fabrizio che Fabio diventano "Istruttori Federali di Vela", mansione che svolgono ancora oggi.

         Fabrizio al Circolo Canottieri Solvay e Fabio al "Circolo Velico Pietrabianca" di Vada.
1987 - Fino al 1993 Fabio è chiamato dalla F.I.V. (Federazione Italiana Vela) come allenatore ed         accompagnatore degli equipaggi classe OPTIMIST nelle regate di Campionato Europeo, Mondiale ed altre grosse manifestazioni.
1988 - Fino al 1993 Fabrizio è chiamato dalla F.I.V. Toscana (2a zona) per la formazione di nuovi "Istruttori di Vela" e collabora ai raduni con le classi di interesse Federale-Laser-L'Equipe-420.
2004 - Fabrizio inizia l'avventura di "Giudice di Regata".
2006 - Fabrizio diventa "Ufficiale di regata «Nazionale», ruolo che svolge tutt'ora.

Il "libro d'oro" dei risultati sportivi ottenuti:
 

Anno Luogo Gara Classe Piazzamento
1962  Orta Campionato Italiano Juniores Snipe
1963 Antignano Campionato Italiano Juniores Snipe
1964 Orbetello Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1965 Orbetello Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1965 Caldaro Campionato Italiano Juniores Snipe
1966 Orbetello Campionato del Mondo Vaurien
1967 Gravedona Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1967

Radolfezeel (GER)

Campionato del Mondo Vaurien 15°
1969 Castiglioncello Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1969 Neuchatel (SVIZ) Campionato del Mondo Vaurien
1974 Orbetello Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1974 Premia de Mar (ESP) Campionato del Mondo Vaurien 12°
1975 Rosignano Solvay Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1975 Antignano Campionato del Mondo Vaurien
1977 Vada Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1977 Kiel (GER) Campionato del Mondo Vaurien
1981 Bracciano Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1982 Porto Ercole Campionati Italiani Assoluti Vaurien
1985 Vada Campionato del Mondo Vaurien
1990 Nettuno Campionato del Mondo Vaurien

 Orbetello 1966 - All’ Italia il Mondiale Vaurien per merito di Fabio e Fabrizio Gavazzi

Lo sport velico italiano si è arricchito di un nuovo alloro mondiale, conquistato, questa volta, da un giovane equipaggio per un’ancor più giovane classe.
Si tratta del titolo per la classe «Vaurien », il monotipo ideato dalla fresca mente inventiva del francese Herbulot, e presto dilagato tanto da assumere, in alcune Nazioni, come appunto la Francia, un vero e proprio movimento di alcune diecine di migliaia di barche.
La quinta edizione del campionato mondiale, assegnato lo scorso inverno dal Comitè International Vaurien all’Italia, e per essa alla Società Canottieri Orbetello, con la collaborazione fattiva dell’Ass-Vaurien italiana, ha visto registrare un successo veramente notevole, e non soltanto sotto l’aspetto puramente pratico, visto che a vincere sono stati proprio gli italiani, quanto per la bontà tecnica della manifestazione, che ha allineato al via equipaggi di dodici nazioni, dalle più quotate come Francia, Italia e Belgio, all’Olanda, alla Spagna, alla Germania, al Lussemburgo, a quelle più lontane, dal Madagascar al Senegal, alla Tunisia, alla Svizzera, agli Stati Uniti.
Un lotto di partecipanti insomma altamente qualificato, che non permetteva alla vigilia un benché minimo accenno a pronostico di sorta.
La presenza al via di equipaggi quotati in campo internazionale come i campioni uscenti, i coniugi francesi Jean e Maria-José Quevarec, come gli svizzeri Denis Wissard e Max Mounoud, come il malgascio Guy Beauduard, coadiuvato nella manovra del suo
Yaka II dal giovanissimo figlio Alain, lasciava intravedere una lotta senza quartiere per la conquista dell’ambito alloro mondiale, e così è stato in definitiva.
Lo è stato grazie soprattutto alla perfetta organizzazione in terra ed in acqua, curata nei minimi particolari dalla Società Canottieri Orbetello, sotto la spinta dinamica del suo Presidente avvocato Ennio Graziani, del suo vice Piero Nardulli, del Segretario Renato Fante, tutti animati da una carica di passione veramente encomiabile, ed al lavoro improbo e difficile, assolto dalla Giuria, presieduta dal Capitano Egisto Picchi, in maniera ineccepibile.
Il Comitato di Regata ha trovato infatti la maniera di disporre in ogni prova campi di regata fra i migliori da potersi ricavare dalla limitata laguna orbetellana, riscuotendo sempre apprezzamenti da parte dei concorrenti.
Fin dalla prima prova, vinta con autorità dagli olandesi de Bie con
Vattum, la lotta si è rilevata in tutta la sua carica agonistica, per la presenza, nelle prime posizioni dell’arrivo, dei migliori in regata.
Dal terzo posto ottenuto in questa prova d’apertura infatti, gli italiani Fabio e Fabrizio Gavazzi, freschi campioni nazionali, per la conquista dello scudetto a Gravedona, prendevano spunto per costruire il loro capolavoro. Non hanno mai assaporato la gioia della vittoria parziale i nostri rappresentanti, ma alla fine, mercè la loro regolarità in regata, hanno colto, meritatamente, il massimo alloro.
Lo hanno fatto con la consumata perizia di equipaggio di livello internazionale, nonostante la loro verde età, ed hanno spesso riscosso l’ammirazione degli stessi avversari.
Tra questi meritano certamente la palma dei migliori, oltre gli svizzeri Wissard e Mounoud con
Glloq, Claude Kessler e Lysette Ischer con Calypso, che alla fine hanno occupato le piazze d’onore, i campioni uscenti Quevarec, che hanno sfiorato il massimo della sfortuna nella quarta prova, quando sono stati costretti al ritiro per avaria al timone.
I transalpini hanno comunque confermato la loro classe, aggiudicandosi la quinta ed ultima prova in maniera irresistibile, con una regata perfetta sotto il profilo tattico, anche in assenza di vento appena accettabile.
Ma l’equipaggio straniero che maggiormente ha impressionato tecnici ed avversari per la sua regolarità, è stato quello del Madagascar di
Yaka II che nelle cinque prove ha collezionato addirittura tre secondi posti.
A minare la classifica del malgascio Guy Beauduard è stato il ritiro per avaria, registrato nella prima prova, altrimenti ben altra posizione avrebbe ottenuto
Yaka II nella graduatoria finale.

La vittoria di Fabio e Fabrizio Gavazzi non ammette comunque scusanti per i battuti. In molti ci si sono provati a lottare con i due ragazzi di Rosignano Solvay. Ci si sono provati perfino gli altri italiani, quelli di Gabi, Luciano Gavazzi e Sergio Biancani, ed un momento prima della prova finale si è perfino profilato un doppio successo italiano.
Ma la prova conclusiva, quella che vedeva impegnato
Telefafà contro gli svizzeri di Glloq e Calypso, ha visto Gabi mancare clamorosamente la regata.
Forse Luciano Gavazzi, che del Vaurien è il costruttore in Italia, ha inteso il peso della responsabilità, e per il timore di riuscire d’impaccio anzichè di vantaggio per i nipoti Fabio e Fabrizio, ha lasciato che l’equipaggio di
Telefafà
se la vedesse da solo.
Così è stato infine, e della vittoria italiana il primo a gioire è stato appunto Luciano Gavazzi.
Un cenno, ovviamente, meritano anche i battuti, e non soltanto quelli che la classifica comprende nelle prime posizioni. Tutti, dallo statunitense Landon Thorne, al senegalese Henri Cobian, ai francesi Thierry e Leroi, hanno lottato con entusiasmo pari alla loro grande volontà di ben figurare, anche se non tutti sono stati all’altezza della situazione, per un campionato mondiale.
La bellissima manifestazione ha avuto il plauso del Presidente della Camera dei Deputati on.le Brunetto Bucciarelli-Ducci, intervenuto alla premiazione e della Regina Giuliana d’Olanda, giunta appositamente dalla sua residenza estiva di Porto Ercole.
Un successo di prestigio quello di
Telefafà
di Fabio e Fabrizio Gavazzi, che reca lustro alla vela italiana, alla Federazione stessa, alla classe, un successo meritato quanto giusto, che premia due giovani appassionati velisti, i loro dirigenti, i loro estimatori. Nino Menchi.

CLASSIFICA CAMPIONATO MONDIALE VAURIEN - Soc. Can. Orbetello . 23-27 agosto 1966
1. Telefafà, Gavazzi-Gavazzi (Italia) (3-3-4-8-6) punti 23,5.
2. Glloq, Wissard-Mounoud (Svizzera) (2-11-6-12-3) p. 33,25;
3. Calypso Kessler-Ischer (Svizzera) (11-6-1-15 p. 33,75;
4. Coquin, Thierry-Leroy (Francia) (6-5-8-19-4) p. 42;
5. Gabi, Gavazzi-Biancani (Italia) (7-1-13-3 p. 49,75;
6. Albican, Nagel-Gulkr (Svizzera) (16-16-5-4-10) p. 51;
Seguono altre 28 barche con punteggi diversi.

    1969 - Neuchatel - I fratelli Gavazzi classificati terzi ai campionati del mondo di vela classe «vaurien »

I concittadini Fabio e Fabrizio Gavazzi, del Cral Solvay, hanno conquistato, su « Telefafà », un meritatissimo terzo posto ai campionati del mondo della classe « vaurien » svoltisi sul lago di Neuchatel in Svizzera. Alla importante competizione partecipavano 54 imbarcazioni in rappresentanza di tredici nazioni.
I fratelli Gavazzi non sono nuovi a imprese del genere per essere stati campioni italiani per quattro anni consecutivi e aver vinto il campionato del mondo nel 1966 che fruttò la medaglia d’oro dell’amministrazione comunale di Rosignano e un invito a Roma per ricevere dalle mani del Presidente della Repubblica la medaglia d’oro al valore atletico. Quest’anno non sono venuti meno alla loro meritata fama, nonostante che il vento debole e molto irregolare del lago, a cui non erano abituati, li avesse messi in una certa difficoltà nel corso della prima prova. Ma quando nell’ultima di queste, il vento è venuto fuori robusto, così come avviene di solito nei campi di regate nazionali, il meraviglioso scafo « Telefafà» abilmente condotto dai due fratelli rosignanesi si è imposto sui quotatissimi avversari conquistando rispettivamente un settimo, un secondo e un primo postosto. Grazie a queste affermazioni, l'onore dei colori italiani ha potuto essere salvato e i bravi regatanti hanno ricevuto calorosi applausi e riconoscimenti da parte dei numerosi connazionali. Anche a noi è gradito, in questa circostanza, vivamente complimentarci con loro.

Arriva la terza generazione:

              Valerio Gavazzi - "Buon sangue non mente" - Vi racconto mio figlio!

Valerio nasce il 31/10/1979 dall'amore tra me e mia moglie Giustarini Sozzi Anna, è nipote di Leo Gavazzi e di Fabio Gavazzi.
- 2000. In questo anno si è appassionato al mare in particolar modo alla navigazione a vela poiché andando al cantiere navale Marco Faccenda e imparando a lavorare la resina, il cugino lo invitò una volta fare una regata con il "Vaurien" e da quel giorno è nata in lui la passione per la vela e per il mare in genere.
- 2002. Gli regalano una barca a vela di legno un "Vaurien" e dopo averla riparata e verniciata inizia a capire cosa vuol dire andare a vela. Ogni tanto mi chiede consigli per armare e navigare in sicurezza.
- 2003. Valerio si costruisce una barca a vela in vetroresina nel cantiere Faccenda e così può continuare a navigare e farsi esperienza, sia per le regate che per il diporto.
- 2004. Assieme allo zio Fabio partecipa al Campionato Italiano assoluto classe "Vaurien" che si svolge a Vada e si classifica all'ottavo posto.
- 2005. Dopo aver superato gli esami teorici e pratici consegue la "Patente Nautica" ed inizia a regatare con l'amico Luca Etiopi di Castiglioncello proprietario della barca monotipo "Vento dell'est" lunga metri 7,5 ed in equipaggio c'è anche Andrea Mura di Cagliari noto velista nazionale in quanto faceva parte dell'equipaggio del "Moro di Venezia" che partecipò alla Coppa America nel 1992. Vincono la regata "Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno" e vincono il "Campionato Italiano di classe Este 24" a Rosignano Solvay organizzato dallo Y.C. Marina Cala de'Medici.
- 2006. Sempre con la barca "Vento dell'est" vince il Campionato Italiano a Cagliari.
- 2007. Idem come nel 2006 che si svolge a Lerici
- 2008. Si classifica al 4° posto al "Campionato Italiano Este 24" che si è svolto a Salivoli.
- 2009. Partecipa assieme all'amico Francesco Zampacavallo al Campionato del Mondo classe "Vaurien" che  si svolge in Tunisia e si classifica al 10º posto.
Dal 2005 al 2010 svolge corsi di altura con una barca ormeggiata al porto Marina Cala de' Medici di Rosignano per conto della UISP locale, inoltre fa alcune veleggiate sotto costa e fino al faro di Vada.
Dal 2005 al 2011 mi aiuta durante la scuola di vela estiva al Circolo Canottieri Solvay ai bambini da sei a 15 anni con gli Optimist (barca scuola singola) inoltre fa corsi di vela per adulti con le barche "Vaurien" (barca scuola per due persone).
- 2011. Il sogno diventa realtà, l'amico Andrea Mura lo invita a partecipare alla regata d'altura "Palermo Montecarlo" di ben 500 miglia marine a bordo dell'Open 50 piedi (15 m) "Vento di Sardegna" imbarcazione con cui Andrea Mura ha vinto la regata in solitario "La rotta del Rhum 2010" da Saint Malò a Guadalupe, classificandosi al 4° posto sul 25 concorrenti.
                                                                                           Babbo Fabrizio.

         Nuova avventura per l’alfiere di Pietrabianca - Gavazzi nella Palermo - Montecarlo

Valerio Gavazzi è un ragazzo atletico di 32 anni di Rosignano Solvay, tesserato con il circolo valico Pietrabianca che ha partecipato lo scorso 18 agosto, alla “Palermo-Montecarlo 2011", regata di 500 miglia percorsa in 3g 6h e 30 minuti, a bordo di “Vento di Sardegna”, l’open 50 Felci, la barca oceanica del cagliaritano Andrea Mura.
Un’esperienza molto significativa per un velista già esperto che ha collezionato quest’anno, anche l’importante primo posto nella Lombardini Cup. Lo abbiamo incontrato dopo quest’ultima avventura per fare il punto dell’attività.
«Valerio ci parli della tua esperienza nella regata “Palermo-Montecarlo 2O11”?»
E' una "regata di prestigio" come è stata definita da Cino Ricci testimonial della manifestazione, ricca
di nomi importanti della vela mondiale come John Schumann, vincitore di tre olimpiadi e due America’s Cup. Ci siamo classificati quarti assoluti in tempo reale, ma primi nella classifica per la Lombardini Cup. Unico rammarico è stato quello di non aver avuto a disposizione la deriva di prua, condizionando così le prestazioni della barca, inoltre l’equipaggio era ridotto: tre persone. La regata é stata poi caratterizzata da brezze leggere, soltanto nelle acque dell’isola di Tavolara, abbiamo trovato 20 nodi di vento.
«Era la tua prima regata su questo tipo di imbarcazione?»
Questa è stata la mia prima regata lunga, ed è stata una bellissima esperienza perché ho conosciuto un tipo di competizione nuova, che non è la classica tra boe. Il lungo percorso mi ha permesso di vivere il mare 24 ore su 24 e se ne sei innamorato è il massimo. Inoltre se si è fortunati puoi fare degli incontri eccezionali, come vedere una balena!   Viola Conti

                                                                                  Si ringrazia Fabrizio Gavazzi per la gentile concessione

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