Memorie di Libertà/1

L'idea di raccogliere le testimonianze orali di chi, tanti anni fa, aveva partecipato a quegli avvenimenti, è venuta frequentando alcune di queste persone nella Sezione dell'A.N.P.I. di Rosignano, di cui alcuni di loro sono stati o sono tuttora esponenti di rilievo. Volevamo che questo patrimonio di esperienze non andasse perduto con il naturale scorrere del tempo ma che rimanesse vivo e vitale, a disposizione delle generazioni presenti e future...Ci interessava capire il percorso individuale che li portò ad aderire all'antifascismo e alla Resistenza armata, capire cioè se quel loro percorso, era in qualche modo mediato da esperienze familiari, da idee antifasciste che magari si manifestavano solo in famiglia, quali fossero state le loro matrici sociali e culturali, la formazione scolastica o professionale avuta e poi l'occasione che consentì loro di aderire e praticare poi la lotta armata o le mille forme di solidarietà. Ne emerge un quadro composito e ricco di sfaccettature, per cui troviamo il figlio di famiglia antifascista, segnata dal regime come sovversiva e perciò in difficoltà anche economiche per l'impossibilità di inserirsi se non precariamente nel mondo del lavoro, dove le pressioni perché si aderisse al partito fascista sono talora insinuanti e talora minacciose, dove il miraggio del posto in Solvay rappresenta, per le evidenti condizioni di privilegio, un traguardo agognato e ambito, ma anche il figlio o la figlia di iscritti al P.N.F. convinti ed educati a credere in quello che la propaganda del regime inculcava con una educazione precettiva e totalizzante, fin dagli anni dell'infanzia.

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